Adsense e il dollaro debole

E mentre l’euro supera la soglia di 1,5 contro il dollaro, i publisher AdSense si chiedono dove vanno a finire i loro piccoli guadagni. Addirittura c’è chi arriva a fare una petizione online per chiedere a Google di pagare in euro. Sicuramente a Delaview non vedono l’ora… 🙂

Resta il fatto che finché il cambio tra euro e dollaro resta attorno a queste cifre, i publisher AdSense, pagati in dollari, vedranno una bella cifra tonda sul proprio account AdSense ed una cifra più modesta nel loro conto corrente. Per dire, sto aspettando che Google faccia un bonifico di 1000$. 1000 dollari sembra una bella cifretta, in fondo. Peccato però che il bonifico che arriverà sarà di circa 665 euro, cifra di ben altro appeal… Se volete farvi due conti, potete usare, tra i tanti, il convertitore di valuta di Yahoo!.

Come può un publisher difendersi da questo cambio sfavorevole? Non c’è molto da fare, in realtà. L’unica opzione praticabile potrebbe essere quella di sospendere i pagamenti e accumulare i rendimenti fino a quando il dollaro tornerà ad avere più forza. Ma quando succederà questo? Potrebbe impiegarci anni… Se uno è disposto a non incassare per tanto tempo può essere una strada percorribile, però perché ne valga la pena davvero si dovrebbero sbloccare i pagamenti quando il dollaro sarà almeno vicino alla parità con l’euro. Campa cavallo che l’erba cresce

Se non si fosse capito, non confido troppo nel successo della petizione su citata. Anche la “minaccia” di passare da Google AdSense ad altri è alquanto inconsistente. AdSense ha una tale forza sul mercato che può permettersi di ignorare la richiesta in totale tranquillità. Quindi, al massimo, si potrebbe prendere in considerazione di incassare la cifretta e farla fruttare in altri modi (per esempio, aprendo un conto arancio). E, nel frattempo, non smettere di pregare che il dollaro torni quello di una volta.

Auction Ads regala 25$

Ho appena ricevuto una email da parte di Text Link Ads in cui mi viene segnalato che Auction Ads ora appartiene alla famiglia dei prodotti di TLA (qualsiasi cosa questo voglia dire).

Cos’è Auction Ads? È un programma per visualizzare sul proprio sito le aste di Ebay che permette di guadagnare una percentuale variabile (a seconda dell’azione compiuta dall’utente che clicca sull’annuncio) secondo la classica modalità pay per sale.

La cosa bella è che iscrivendosi entro questo mese Auction Ads regala 25$. Certo, bisogna comunque guadagnarne almeno altri 25 dopo, dato che pagano raggiunta la cifra minima di 50$. Ma è pur sempre metà del lavoro, no?

Auction Ads può essere usato insieme ad altri sistemi, tra cui, in primis, Google AdSense, quindi non ci sono problemi di “compatibilità” tra i vari programmi di affiliazione.

Dato che i 25$ vengono regalati solo iscrivendosi entro questo mese di settembre e dato che l’iscrizione richiede meno di trenta secondi, tanto vale iscriversi subito! Poi tanto si è sempre in tempo a non usarlo 🙂

Senza Google

Come ho scritto l’altro giorno, ho provato a cambiare la homepage del mio browser: non più iGoogle ma Ask.

Solo che in poco tempo Ask non è stato in grado di sedurmi, forse per la frustazione di vedere il mio scarso posizionamento su Ask (dovuto anche a bug del motore, per inciso: non mi vengano a raccontare che gestisce completamente e correttamente il redirect 301, ad esempio…).

Ho così deciso di usare tre homepage contemporaneamente (potere dei tab): a iGoogle e Ask ho aggiunto Yahoo.

Però in pochi minuti mi sono reso conto che iGoogle era il centro del mio mondo su Internet. AdWords, Analytics, AdSense, Google Reader, persino la todo list. Google è il centro della mia attività su Internet.

Intendiamoci, non sono poi così felice che sia così, dato che di fatto Google è un monopolista. Ma questa è la fotografia dell’importanza di Google per il sottoscritto. E non credo certo di essere l’unico.

Calcolare il valore delle keywords in AdWords (e AdSense)

Lo strumento per le parole chiave di Google ci offre qualche possibilità di sapere in anticipo il mercato delle varie keywords. Non ci permette, infatti, soltanto di conoscere altre parole chiave correlate che magari ignoriamo, ma ci permette anche di sapere (anche se sicuramente i dati vanno presi con un minimo di diffidenza ;)) i volumi di ricerca della keyword, il livello di competizione per le keywords tra gli inserzionisti, il costo per click di ogni parola chiave, e la tendenza del volume di ricerca nell’arco degli ultimi 12 mesi. [Per saperne di più…]