Finalmente qualcosa di interessante sul social marketing

Chi mi conosce meglio sa quale considerazione abbia per le mode del momento. Qualcuno potrebbe anche ricordare termini volgari che ho associato a quella cosa chiamata Second Life (ah, ve l’eravate dimenticato, eh?!). In quest’ultimo periodo, la parola magica è social marketing (per fortuna ho notato un calo nell’uso del termine “2.0”). E tutti si fanno la pagina su Facebook (oddio, ci sono ancora tanti che fanno un profilo su Facebook per una attività commerciale…), gli account twitter spuntano come funghi, etc.

Può andar bene, intendiamoci. Ma sarebbe bene, prima, sapere perché si decide di avviare una attività sui social media. Troppo spesso, ahimé, la risposta è “perché lo fan tutti” (se non peggio).

Se stai pensando di avviare una attività di questo tipo, ti consiglio di leggere il post Quali obiettivi di business perseguire con le attività di social media marketing? scritto dalla amica (ed eccellente professionista!) Daniela Trifone. Si tratta di un ottimo articolo, che spiega con esempi concreti cosa è possibile fare, come e soprattutto perché.

On air

Prima ero in macchina e pensavo “un post di benvenuto a Virgin Radio ci vuole, se lo meritano“.

Poi arrivo in ufficio, apro l’email, e, sorpresa delle sorprese, ricevo una email:

Hi, Inari.it.
Radio 105 (Radio105) is now following your updates on Twitter.
Check out Radio 105’s profile here:
http://twitter.com/Radio105
You may add Radio 105 back by clicking on the “add” link.
Best,
Twitter

Ora, voi non lo sapete, ma Radio 105 è la radio che ho ascoltato più di tutte (e di gran lunga) in vita mia. Ora (ma solo in macchina, che a casa o in ufficio ascolto la suprema Last.fm) tendo a preferire Radio Dimensione Suono, perché ho l’impressione che trasmetta più frequentemente musica di mio gradimento. Ma di fatto, faccio zapping continuo.

Dopo questa premessa, però, fate attenzione: l’email non è indirizzata a me, ma a Inari. Infatti, Radio 105 non ha aggiunto me, ma Inari. Curioso, dato che l’account su Twitter di Inari è molto più recente e molto meno usato (per ovvi motivi, a meno che i follower non dicano di voler sapere anche “sto fatturando”, “sto imballando”, etc… :)).

Con questo cosa voglio dire? Non lo so, forse che le strade del social networking sono a volte tortuosi sentieri. Però, con questo caldo, forse è meglio evitare di tirare conclusioni di qualsiasi tipo.

Considerazioni su Twitter

Ho sentito parlare per la prima volta di Twitter durante le vacanze natalizie (soprattutto per merito di Fullo e dei suoi consigli d’oro – twitters, imparateli a memoria!!). Poi, come ho scritto qualche giorno fa, mi sono iscritto.

Certo, non sono molti, ma in 4 giorni di utilizzo ho già avuto modo di abituarmi a questo nuovo strumento. Ecco un po’ di mie valutazioni (frammiste alla mia esperienza online) su twitter e su alcune opinioni che ho sentito al riguardo.

Privacy: il problema della violazione della privacy non esiste. I followers (coloro che seguono le nostre azioni) possono essere emeriti sconosciuti, certo. Ma leggono solo quel che scriviamo. Quindi ognuno decide cosa comunicare e cosa no.

Produttività: molti dicono (ho intravisto anche qualche grafico a supportare questa tesi) che twitter abbassi la produttività. Ribatto: e se facesse il contrario? Esporre al mondo le nostre azioni-intenzioni può spingere a compierle, quelle azioni. Se dico “sto scrivendo un post su twitter” poi non posso non scriverlo. Porto a termine il compito, pena figura di merda.

Chat: se avete mandato a memoria i consigli di Fullo, sapete già cosa intendo dire. Twitter non è una chat. Se volete chiaccherare con qualcuno, ci sono gli strumenti per farlo (IRC, messenger vari – MSN, Gtalk, Yahoo, Jabber, etc – se non addirittura e-mail). Usate quelli.

Netiquette: non so se è il termine più indicato, in realtà. Ad ogni modo, mi riferisco a quegli utenti che usano twitter in maniera errata, che usano twitter come una chat, soprattutto a quelli che mandano messaggi rivolti ad una persona facendoli leggere a tutti. Ora, capisco ci voglia un po’ di tempo ad abituarsi ad uno strumento nuovo, ma se Tizio vuole dire una cosa a Caio, per quale cazzo di motivo Sempronio dovrebbe leggere una cosa tipo “Tizio: @Caio blablabla”. È un messaggio privato? Mandatelo solo a lui. Premesso questo, tra chi sbaglia c’è chi poi capisce e corregge il proprio comportamento e chi invece non capisce e/o non corregge il proprio comportamento. Nessun timore (e restando all’esempio): come Sempronio ha aggiunto Tizio alla sua friendlist, così può rimuoverlo. Senza rancore, ok?

Overload: a differenza di un feed aggregator, qui ci si deve imporre un limite al numero di friend che si desidera seguire. Si possono aggiungere molti friend, ovviamente, ma dopo un po’ la lista andrà per forza di cose scremata (altrimenti si, ciao produttività). Come sopra, si può rimuovere un friend dalla lista. E come sopra, senza rancore.

Complemento, non sostituto: twitter può essere un complemento utile e comodo a feed, chat, forum, etc. Complemento, e non sostituto. Dovrebbe essere chiaro il perchè, considerati alcuni punti precedenti. Quel che succede (almeno a me) è di iniziare a seguire su twitter alcuni blogger che già si seguono via feed. Ma non sta scritto da nessuna parte che sia questo l’unico percorso possibile. Può benissimo capitare (e a me è già capitato, in pochissimi giorni di utilizzo) di scoprire nuovi blog partendo da twitter. E di aggiungere il blog al proprio feed reader. E magari non seguire più le azioni del blogger via twitter. Ma senza rancore, che i motivi validi per rimuovere qualcuno dalla lista ci sono e sono insindacabili.

Immediatezza: una banalità, se volete, ma la velocità di ricezione dei messaggi via twitter permette di comunicare in tempo reale. Per esempio, io ho seguito la presentazione di quell’accrocchio da 499$ di cui tanti parlano (non scrivo il nome, che secondo me non è mica ancora detto si chiamerà così) via twitter. E non sono certo stato l’unico.

Utile: ok, forse twitter è utile fino ad un certo punto, ma il tipo di applicazione potrà essere adottato in situazioni lavorative con (secondo me) ottimi risultati. Ipotizzo: per progetti grossi, incorporazione di una applicazione come twitter all’interno di un software di project management; per piccole operazioni, come applicazione quasi stand-alone per una fluida gestione dei task.

Considerate, ovviamente, che io uso IRC dal 2000, e sono (quasi) perennemente online su tre diversi istant messenger. È evidente, quindi, che ho una esperienza su questo tipo di strumenti di comunicazione in tempo reale che magari non tutti hanno. Le mie considerazioni non possono certo prescindere dalla mia esperienza personale.

Sicuramente potrei allungare la lista, pensandoci su più a lungo. Ma magari potete stimolarmi con le vostre considerazioni (commenti, trackback, e-mail, messenger vari).

E-addicted

Oggi ho creato l’account su Last.fm (il mio profilo). Ma siccome non poteva bastarmi questo, oggi, Michele (che nel frattempo ha aperto il blog in italiano) ha pensato bene di invitarmi su twitter (sono qui).

Ecco, ci mancava solo twitter.