Considerazioni su Twitter

Ho sentito parlare per la prima volta di Twitter durante le vacanze natalizie (soprattutto per merito di Fullo e dei suoi consigli d’oro – twitters, imparateli a memoria!!). Poi, come ho scritto qualche giorno fa, mi sono iscritto.

Certo, non sono molti, ma in 4 giorni di utilizzo ho già avuto modo di abituarmi a questo nuovo strumento. Ecco un po’ di mie valutazioni (frammiste alla mia esperienza online) su twitter e su alcune opinioni che ho sentito al riguardo.

Privacy: il problema della violazione della privacy non esiste. I followers (coloro che seguono le nostre azioni) possono essere emeriti sconosciuti, certo. Ma leggono solo quel che scriviamo. Quindi ognuno decide cosa comunicare e cosa no.

Produttività: molti dicono (ho intravisto anche qualche grafico a supportare questa tesi) che twitter abbassi la produttività. Ribatto: e se facesse il contrario? Esporre al mondo le nostre azioni-intenzioni può spingere a compierle, quelle azioni. Se dico “sto scrivendo un post su twitter” poi non posso non scriverlo. Porto a termine il compito, pena figura di merda.

Chat: se avete mandato a memoria i consigli di Fullo, sapete già cosa intendo dire. Twitter non è una chat. Se volete chiaccherare con qualcuno, ci sono gli strumenti per farlo (IRC, messenger vari – MSN, Gtalk, Yahoo, Jabber, etc – se non addirittura e-mail). Usate quelli.

Netiquette: non so se è il termine più indicato, in realtà. Ad ogni modo, mi riferisco a quegli utenti che usano twitter in maniera errata, che usano twitter come una chat, soprattutto a quelli che mandano messaggi rivolti ad una persona facendoli leggere a tutti. Ora, capisco ci voglia un po’ di tempo ad abituarsi ad uno strumento nuovo, ma se Tizio vuole dire una cosa a Caio, per quale cazzo di motivo Sempronio dovrebbe leggere una cosa tipo “Tizio: @Caio blablabla”. È un messaggio privato? Mandatelo solo a lui. Premesso questo, tra chi sbaglia c’è chi poi capisce e corregge il proprio comportamento e chi invece non capisce e/o non corregge il proprio comportamento. Nessun timore (e restando all’esempio): come Sempronio ha aggiunto Tizio alla sua friendlist, così può rimuoverlo. Senza rancore, ok?

Overload: a differenza di un feed aggregator, qui ci si deve imporre un limite al numero di friend che si desidera seguire. Si possono aggiungere molti friend, ovviamente, ma dopo un po’ la lista andrà per forza di cose scremata (altrimenti si, ciao produttività). Come sopra, si può rimuovere un friend dalla lista. E come sopra, senza rancore.

Complemento, non sostituto: twitter può essere un complemento utile e comodo a feed, chat, forum, etc. Complemento, e non sostituto. Dovrebbe essere chiaro il perchè, considerati alcuni punti precedenti. Quel che succede (almeno a me) è di iniziare a seguire su twitter alcuni blogger che già si seguono via feed. Ma non sta scritto da nessuna parte che sia questo l’unico percorso possibile. Può benissimo capitare (e a me è già capitato, in pochissimi giorni di utilizzo) di scoprire nuovi blog partendo da twitter. E di aggiungere il blog al proprio feed reader. E magari non seguire più le azioni del blogger via twitter. Ma senza rancore, che i motivi validi per rimuovere qualcuno dalla lista ci sono e sono insindacabili.

Immediatezza: una banalità, se volete, ma la velocità di ricezione dei messaggi via twitter permette di comunicare in tempo reale. Per esempio, io ho seguito la presentazione di quell’accrocchio da 499$ di cui tanti parlano (non scrivo il nome, che secondo me non è mica ancora detto si chiamerà così) via twitter. E non sono certo stato l’unico.

Utile: ok, forse twitter è utile fino ad un certo punto, ma il tipo di applicazione potrà essere adottato in situazioni lavorative con (secondo me) ottimi risultati. Ipotizzo: per progetti grossi, incorporazione di una applicazione come twitter all’interno di un software di project management; per piccole operazioni, come applicazione quasi stand-alone per una fluida gestione dei task.

Considerate, ovviamente, che io uso IRC dal 2000, e sono (quasi) perennemente online su tre diversi istant messenger. È evidente, quindi, che ho una esperienza su questo tipo di strumenti di comunicazione in tempo reale che magari non tutti hanno. Le mie considerazioni non possono certo prescindere dalla mia esperienza personale.

Sicuramente potrei allungare la lista, pensandoci su più a lungo. Ma magari potete stimolarmi con le vostre considerazioni (commenti, trackback, e-mail, messenger vari).

Comments

  1. Ecco: io ad esempio arrivo proprio da Twitter.

    Bella l’idea di usare Twitter per autoimporsi di fare delle cose: ma in ogni caso penso che quando si voglia effettivamente FARE ovvero quando serve concentrarsi un minimo Twitter vada spento.

    Mi ha stupito la rapida diffusione che ha avuto questo mezzo addirittura citato sul corriere.it (da una blogger – ma poco conta): mi chiedo però se avrà effettivamente un futuro.

  2. Concordo su tutto e vorrei rafforzare la questione chat. Come hai detto tu un po’ di tempo ci vuole per imparare ad usarlo, ma poi non si può non scrivere come dio comanda, cioè senza chattare.
    Io stesso ho fatto parecchi errori e me ne pento. D’ora in poi fucileremo chi sgarrerà! 🙂

  3. io er non sbagliare indirizzo 😉 ti ho aggiunto ai feed

  4. me ne avevano parlato, ma non avevo ben capito di cosa si trattasse prima di leggere questo tuo intervento.
    Mi sono iscritto, spero di non “azzeccarmi” troppo.

    🙂

  5. @cate grazie 🙂

  6. bene, mi fa piacere che il post abbia avuto una qualche utilitá 🙂

  7. Ciao ste’,
    è da un pò che non ci si sente …

    Effettivamente ho conosciuto twitter per la prima volta dal blog di fullo, ma sei stato tu a convincermi ad usarlo tramite questo post.

    Come ben sai, anche io ho una oramai decennale esperienza di chat e di IM, e non ti nascondo la mia forte perplessità riguardo la reale utilità di twitter.

    A me pare un bel giocattolino, ma rimango sbigottito di come si posssa passare la giornata a scrivere ciò che si sta facendo.

    Ok, qualcuno potrebbe obiettare che è altrettanto inutile passare del tempo in chat o sugli IM. Personalmente non mi troverei daccordo per tutta una serie di ragioni.

    Il bello di questi strumenti, escludendo twitter ma includendo i blog, è che consentono di comunicare, come hai giustamente scritto tu nella tua descrizione di cosa sia un blog. Probabilmente son troppo legato al mondo della chat e degli IM per poter veramente capire le potenzialità di twitter.

  8. ciao Fra’,

    scrivi:
    “A me pare un bel giocattolino, ma rimango sbigottito di come si posssa passare la giornata a scrivere ciò che si sta facendo.”

    ma mica devi passare la giornata a scrivere che fai, eh 🙂 scrivi quel che vuoi, se vuoi, quando vuoi.

    ancora, scrivi:
    “Il bello di questi strumenti, escludendo twitter ma includendo i blog, è che consentono di comunicare, come hai giustamente scritto tu nella tua descrizione di cosa sia un blog.”

    in realtá twitter é un perfetto complemento alla comunicazione. tramite twitter comunichi cose che non comunichi in altri modi. esempio banale: voglio comunicare che ho scoperto http://www.myspace.com/liciogelli:
    un post sul blog sarebbe troppo; dirlo in una chat IRC avrebbe un limitatissimo raggio d’azione; usarlo come status message su un account di messenger pure.

    ripeto: é un esempio banale, ma che puó far capire meglio una delle tante differenze tra twitter e “gli altri”. e quindi, che é un complemento.

  9. Mi sono registrata dopo aver letto un articolo sul sole24ore.. e subito ho trovato i soliti amici e nomi noti.
    ma il dubbio rimane: è l’ennesimo giochetto tecnologico per stare nel giro? ok, questo permette una funzione in più, ma tutti i giochetti permettono sempre 1 funzione in +…

    bah staremo a vedere.

    interessante la tua opinione..

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