La non notizia che fa scalpore

Che non era gay ma bisessuale io lo sapevo da quando ero ragazzino. Mah?

No comment

Italia, meno famiglie sul web caso unico nell’Unione europea – Tecnologia – Repubblica.it

Dimissioni

Dimissioni. Per amor di decenza, altro non può fare, Nicola Latorre. Come giustamente sottolinea Nando dalla Chiesa (per il quale ho creato una pagina su Facebookpazzesco già non ci fosse), questa è “intelligenza col nemico”.

Ma soprattutto, mi fa vomitare.

Il vaso di coccio

Il vaso di coccio. Si parla dell’Italia, ovviamente.

Talmente imbecille

Prendiamone atto: è talmente imbecille che neanche si rende conto di quel che dice.

Per i più distratti

Post per i più distratti (e per tutti coloro che seguono questo blog via feed): nel menù di navigazione qui sopra ho inserito un link al mio profilo su Facebook. Se lo ritieni opportuno, “fammi amico” (e se temi che io non sappia chi tu sia, aggiungi qualche dettaglio nella richiesta).

Grazie, baci e abbracci.

Qualche utile indicazione per turisti nel Salento con l’auto

Il traffico a Lecce è il solito macello dodici mesi all’anno, ma in questo periodo pieno di turisti la situazione peggiora. Questo perché, a mio avviso, il foresto non si ritrova con il codice della strada. Qui le regole infatti non sono quelle riportate nel Codice della strada.

Cerco di riportare in breve alcune significative differenze tra il Codice della strada ufficiale e quello tacitamente in vigore a Lecce (in provincia – chissà perché – il vero codice ha maggior valore). Se tutti gli automobilisti rispettano le stesse regole, il traffico fluisce più agevolmente. E no, non sperate che si possa imporre qui il Codice ufficiale 😉

È chiaro che se una parte degli automobilisti segue un codice ed un’altra parte ne segue uno diverso il traffico ne risente.

  • Non esiste il concetto di corsia, ma solo quello di direzione di marcia. E a volte neanche quello.
  • Il segnale di stop è da prendere più come un tocco di colore che come un vero e proprio imperativo.
  • La precedenza non si dà a destra. Non si dà proprio. La si prende con la prepotenza. Altrimenti si resta fermi per ore.
  • La fermata in mezzo alla strada (secondo il codice della strada non si tratta di fermata bensì di sosta, ma son dettagli) è obbligatoria, qualora non ci sia un parcheggio disponibile in un raggio di 20 metri dal punto di destinazione. Considerato il numero di parcheggi disponibili, è meglio viaggiare sulla corsia di sinistra, se vi trovate su una strada con due corsie.
  • Ogni semaforo è l’inizio di una nuova gara. E la disposizione sulla griglia è seguita secondo lo schema “se c’è il buco, occupalo”. Regolatevi di conseguenza.

Curiosità: questo post era in preparazione da alcuni giorni ed è poco più che una coincidenza il fatto che lo stia pubblicando la mattina in cui stavo per schiacciare volontariamente contro le auto parcheggiate a bordo strada un coglione in scooter che mi ha affiancato e minacciato (tsk!). Ricordo la faccia e la targa: se lo ritrovo in occasioni con meno testimoni, magari mi faccio pure meno scrupoli.

Napoli pulita

Silvio dice che ora Napoli è pulita. Chiunque dotato di un minimo di spirito critico avrà almeno storto il naso all’annuncio dato dal premier, e non a torto, però si sa che per il nostro amato presidente del consiglio la realtà non è altro che quello che dice lui. E quindi, Napoli è pulita! Evviva.

Naples
(foto: La Zebra)

A me sta già simpatico

Il video della prima conferenza stampa di Mourinho all’Inter (c’è anche una prima parte sulla gazza).

Grazie Mancio

Mi sono preso qualche giorno prima di scrivere questo post, perché volevo riflettere un minimo sul licenziamento di Mancini dalla panchina dell’Inter. Credo che la decisione sia fondamentalmente giusta, perché l’impressione era che lo spogliatoio ormai fosse spaccato. Non mi è piaciuto però il modo (leggasi: il comunicato stampa e successive ovvie polemiche). Peccato.

Ad ogni modo, è d’obbligo un grazie enorme a Roberto Mancini: per aver reso l’Inter una squadra – e per di più vincente.

E non venitemi a dire che con quei giocatori chiunque avrebbe vinto quel che ha vinto Mancini, perché – esempio a caso – l’allenatore campione del mondo Marcello Lippi, all’epoca in cui allenava l’Inter, aveva un trio d’attacco Ronaldo (anche se sempre rotto), Vieri e Baggio, più molti altri signori giocatori, e non ha vinto una beata fava. Non bastano i buoni giocatori. Serve anche un buon allenatore. Uno come Roberto Mancini.