Nucleare? NO! (e non aggiungo “grazie”)

È vero che ci prendono per il culo (si può dire? massì, si può) tutti i giorni, anche per questioni di ben poca importanza, al punto tale che ci siamo abituati. Abituati talmente bene che – ammesso e non concesso che ce ne accorgiamo – non ci dispiace nemmeno. Però sul nucleare stanno esagerando.

Non sono certo un esperto di energia (nucleare o meno), ma un minimo di cervello (test QI alla mano) ce l’ho. E quando leggo interviste come questa al ministro Scajola (quello stesso Scajola che è famoso ai più per aver detto, riferendosi a Marco Biagi, “è un rompicoglioni”. Fosse stato più bravo a romperli, magari sarebbe ancora vivo, vabbé…), rimango senza parole. Ma poi mi riprendo, eh.

E dunque, cosa dice il ministro? Vediamo, e ridiamoci pure su. Però poi incazziamoci, perché ci prende per il culo.

Alla domanda “pensa che la maggioranza degli italiani sia ora favorevole al nucleare?“, il ministro risponde “La percezione è cambiata. La “guerra del gas” tra Russia e Ucraina, che il mese scorso ha rischiato di lasciare al freddo tutta Europa, e l’urgenza di ridurre l’inquinamento per combattere i cambiamenti climatici ci obbligano a diversificare le fonti di energia ricorrendo anche al nucleare. Il mix ottimale di generazione verso il quale dobbiamo tendere è composto dal 50% di fonti fossili (gas, petrolio e carbone pulito), 25% di fonti rinnovabili e 25% di nucleare”.

Ora, se la percezione è cambiata, lo vedremo casomai con un bel referendum, visto che è stato tramite referendum che l’Italia ha detto no al nucleare (e non con il 50,1% dei voti…). Detto questo, e preso atto che alla domanda il ministro non è che abbia poi risposto davvero, le sue divagazioni mi fanno rabbrividire. Se “il mix ottimale di generazione” (cioè, si tratta del risultato ambito entro i prossimi 35 anni???) è di avere il 50% dell’energia prodotto con fonti fossili, partiamo proprio male.

Ma è più avanti che le balle diventano colossali. Il ministro infatti afferma “Penso che dovremo far di tutto per spiegare che le nuove centrali sono incomparabilmente più sicure di quelle vecchie e che sono indispensabili per ridurre l’inquinamento e far pagare meno l’energia elettrica, soprattutto alle popolazioni e alle imprese delle zone attorno alle centrali”.

Che siano incomparabilmente più sicure, è tutto da dimostrare. E anche fosse dimostrato, non significa nulla. Resta sempre un pericolo. E se succede qualche incidente (non necessariamente un autentico disastro come quello di Chernobyl)? Saremo noi a produrre energia, come lampadine fosforescenti? Mah…

Ridurre l’inquinamento? Beh, si riduce l’emissione di CO2 (attenzione! riduce, non azzera!). In compenso, ci ritroviamo con scorie radioattive (materiali residui ad elevata radioattività che rimangono estremamente pericolosi per periodi lunghissimi (fino a tempi dell’ordine del milione di anni)). E sapete dove noi italiani volevamo mettere le nostre scorie radioattive? A Scanzano Ionico, in un luogo dove (a parte i rischi sismici, che da soli dovrebbero mettere fine ad ogni discussione al riguardo – ed il problema “sisma” esiste in tutta Italia) il mare si è mangiato 600 metri in 30 anni! (per qualche altra interessante curiosità relativa all’argomento “scorie a Scanzano Ionico”, leggi qui).

Ancora: ridurre i costi. Eh? Quanto costa costruire una centrale nucleare? Quanta energia produce prima che venga dismessa? Quanto costa dismettere la centrale? E ancora: l’uranio non è una fonte rinnovabile. Ce n’è poco. E costa sempre di più! E noi italiani che impieghiamo decenni per (non) finire una banale autostrada (una a caso…) vogliamo fare una centrale nucleare? Ammesso e non concesso che finiremo mai di costruirla, per allora non ci sarà più uranio… Tanti soldi buttati, altro che ridurre i costi! Persino i finlandesi (che certo sono gente più seria di noi) ci mettono più tempo e soldi del previsto per costruirne una… Allora dovremmo chiederci: conviene davvero costruire centrali nucleari?

E ovviamente, se i soldi verranno spesi (anche se dovrebbe essere chiaro che il termine “buttati” è molto più appropriato) per costruire centrali nucleari, ci saranno meno soldi da investire nella produzione di energia da fonti rinnovabili, le uniche fonti su cui si dovrebbe investire! Sfruttare le maree, i venti, il sole: questa è l’unica soluzione per ridurre costi ed inquinamento!

Prima di chiudere questo lungo post, invito alla lettura (nell’eventualità che vi sia sfuggito, ovviamente) di un articolo scritto da Dario Fo sull’argomento e pubblicato su Rep.it. E si, lo so: è bizzarro che sia un comico a scrivere uno degli articoli più saggi sui nostri mezzi d’informazione, ma d’altra parte, questa è l’Italia…

Commenti

  1. Una analisi che mi trova completamente daccordo. Il nucleare è assolutamente improponibile.

  2. la domanda che sorge spontanea è dove le mettiamo le centrali e soppratutto le scorie?

  3. Concordo pienamente…
    Scajola vive su un pianeta tutto suo =.=”

  4. Ma vogliamo paralre, invece, del nucleare pulito ricavato dal ferro, progetto italiano, che invece è seppellito nell’ennesimo cassetto?

  5. Di cosa si tratta? non ne sapevo nulla [vado ad informarmi]

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