Basta link rotti

Grazie a Marco (ma grazie davvero, eh!) ho scoperto l’esistenza del plugin per WordPress Broken Link Checker. Prontamente scaricato ed installato, sta già trovando link rotti mentre scrivo questo post.

Usatelo pure voi, wordpresser 😉

P.s. questo post è nella categoria SEO/SEM, ma giusto perché nel blog non ho mai creato una categoria “web salubre” 🙂

Se non vi chiamate IAB Forum, curate l’usabilità del vostro sito

Il 7 e l’8 novembre si svolgerà a Milano lo IAB Forum 2007. La partecipazione è gratuita, ma è necessario iscriversi on line. Io ho deciso di attraversare l’Italia e andarci. Ed infatti mi sono appena iscritto al form. Ma che fatica!

La pagina di iscrizione è questa. Come potete vedere, il form è preceduto da un piccolo avvertimento nel quale c’è scritto:

I dipendenti delle Aziende Sponsor sono pregati di utilizzare la form a loro riservata e non quella sottostante. Tale procedura consentirà di ricevere in azienda il proprio badge completo di logo aziendale che permetterà l’accesso anche durante i giorni di allestimento.

Se non che, a me che non faccio parte di una azienda sponsor, viene il dubbio: il mio badge? Ne avrò uno? Insomma, c’è un inutile carico di informazioni che mi instilla dubbi, e quasi mi frena. Ma è lo IAB Forum, figuriamoci se mi faccio spaventare da una piccolezza di questo genere 🙂

Riempio tutti i campi, selezionando anche la categoria di appartenenza (non senza qualche attimo di riflessione, della serie “chi sono”, “cosa faccio”, “dove vado”, etc etc etc), e clicco su “Invia”.

Ma anziché trovarmi una pagina con il solito messaggio “Grazie per esserti iscritto”, “Complimenti per aver deciso di partecipare”, o quel che volete voi, mi trovo davanti ad una pagina ben più impegnativa. [Per saperne di più…]

Un uomo, un perché

Un utente evidentemente non abituato al nostro piccolo mondo della blogosfera è arrivato sul post “La barzelletta più bella di tutti i tempi“. Ha pensato bene di lasciare un commento:

FANNO SKIFO TUTTE E DUE

Dopo un minuto, secondo commento:

MA DUE PIU CARINE NO?

Dopo un altro minuto, terzo commento:

MI RIX

Dopo un altro minuto, quarto commento:

uf ma nessuno viene in questo sito di merda…
??

Dopo altri due minuti, quinto commento:

nn è un gran ke ma è piu bella la seconda

I commenti, ovviamente, sono stati direttamente cestinati prima di essere moderati dall’amministratore di questo sito di merda: io.
È certo, però, che questo mio nuovo idolo ci porta a più riflessioni:
1) nella massa di navigatori online, il termine “blog” non dice poi un granché. È una cosa di nicchia;
2) questo sito di merda, rivolto essenzialmente ad un pubblico ben preciso (di fatto, conosco di persona una buona percentuale dei miei lettori abituali) è poco usabile, soprattutto in considerazione che i post più visti di questo blog sono, nell’ordine:

  1. formicolio agli arti (il cui primato è tutto merito della blogosfera)
  2. olio di colza al posto del gasolio(una bufala)
  3. che bel calciomercato(perché la foto di Liz Solari è ben indicizzata su Google Images)

Come si può facilmente intuire, nessuno dei tre rientra tra gli argomenti abituali. Insomma, non sono per il mio target. Questo significa che dovrò apportare dei correttivi all’interfaccia utente se voglio evitare di dover nuovamente cancellare commenti di questo tenore;
4) neanche Beppe Grillo è riuscito a diffondere completamente il termine “blog” (anche se il suo è un blog sui generis). Ma d’altra parte, io mi immagino l’operaio che torna a casa e guarda la TV durante la cena, con gli occhi sullo schermo e la mano sulla forchetta, che sente pronunciare, durante un servizio sul TG1, la parola “blog”. Secondo me, ammesso che colga la presenza di una parola tra i suoni immediatamente precedenti e successivi, capirebbe qualche altra parola, tipo “dlog”, “bloc”, “plog”, “tlog”, etc etc etc