Tutti hanno bisogno di un SEO

La discussione nata nel post Maledetti SEO sul blog di Html.it, che prende spunto dal rant di Derek Powazek (che personalmente potrei capire soltanto qualora un SEO lo abbia stuprato dopo averlo drogato), riporta a galla i soliti dibattiti sulla figura del SEO.

Per inciso: in un mondo perfetto, Derek Powazek potrebbe pure avere parzialmente ragione. Ma leggete i giornali, guardate fuori dalla finestra, etc… e poi ditemi se questo vi sembra un mondo perfetto 😉 In ogni caso, Danny Sullivan ha prontamente scritto una risposta al post di cui sopra, in cui spiega con esempi concreti perché il SEO è una figura utile. Se riuscite, leggetelo.

Ora, io non so se certe opinioni derivano dai vecchi tempi in cui si faceva keyword stuffing nei meta tag (nel caso, mi sento innocente: all’epoca al massimo facevo il sistemista…) per posizionare i siti sui motori di ricerca (erano i tempi di Altavista, per intenderci…). Certo è che la reputazione della categoria professionale è troppo spesso scadente. Chiaramente ci sono casi (quantitativamente parlando: troppi, per i miei gusti) che influiscono sulla pessima reputazione, ma quella gentaglia lì chiamiamola spammer, non SEO. Eccheccazzo!

Ci sono molti commenti interessanti in un vecchio post in cui chiedevo ai miei 25 lettori chi fosse, nella loro opinione, il SEO. Vi invito a leggerli tutti, perché danno una panoramica completa della situazione, che a due anni di distanza non è cambiata molto. E così, anche oggi c’è chi crede che fare SEO sia smanacciare con meta tag ed altre cazzate simili, e chi invece, allora come oggi, sa che fare SEO è molto più.

Ma veniamo al titolo di questo post: tutti hanno bisogno di un SEO.

Innanzitutto, è proprio così? Mah, in realtà no: possiamo escludere chi – con una approssimativa definizione – ha un sito web senza alcuna funzione sociale e/o economica. Chi invece ha un sito web con un qualche scopo, ha bisogno di un SEO. E per assurdo che possa sembrare, invece, può tranquillamente aver bisogno di un SEO persino chi un sito non ce l’ha!

Fondamentalmente tutti hanno bisogno di un SEO perché dai motori di ricerca passa un’enorme mole di traffico. Ma non è traffico qualsiasi, è traffico qualificato, generato da persone che hanno un bisogno e stanno cercando attivamente di soddisfarlo. Essere posizionati sui motori di ricerca significa poter essere il sito che soddisferà quel bisogno. Se a voi sembra poco…

Casomai il punto è su quanto bisogno ci sia di un SEO. Ci può essere il caso in cui il SEO sia chiamato a formare le persone incaricate di gestire il sito (nei suoi vari aspetti: l’ottimizzazione dell’applicazione, l’ottimizzazione dei testi, etc), e ci può essere il caso in il SEO debba fare tutta l’attività. E – ça va sans dire – oltre a queste due possibilità, c’è un’infinità di altre necessità che il SEO può soddisfare. L’unica cosa sicura è che, se avete un sito web, avete bisogno di SEO. Ed intendo SEO, non spammer.

Ha bisogno di un SEO (ma ovviamente non lo sa) persino il blogger che pastrocchia con le categorie, i tag e che, ad un certo punto, decide pure di cambiare l’indirizzo del feed senza preoccuparsi di fare quel redirect che gli consentirebbe di non perdere tutti i lettori che aveva fidelizzato nel tempo (e non credete che stia parlando puramente in astratto: il mio feed reader è tutt’ora pieno di feed non più aggiornati, solo perché l’url è cambiato… il blog va avanti, ma io lettore non lo so. Come ovvia conseguenza, non seguo più – per errore del blogger – quel blog!).

Search Marketing Arena

Capisco che oggi tutti stiano parlando di Google Wave, ma un po’ perché senza invito un po’ perché in fondo mi occupo di search marketing, un’altra novità mi ha interessato di più. Ho appreso infatti da Simone Carletti aka weppos della nascita di Search Marketing Arena, progetto nato in collaborazione con Simone Rinzivilli aka rinzi.

In cosa consiste brevemente Search Marketing Arena lo spiega bene proprio Rinzi:

Search Marketing Arena è una novità assoluta tra le community dedicate al Searh Marketing. Una piattaforma che scardina i vecchi concetti di forum, wiki e blog, per prenderne il meglio ed unirlo in un unico luogo di discussione e collaborazione.

Avvertenza: trattasi di progetto internazionale, quindi la lingua usata è l’inglese 😉

Ovviamente mi sono prontamente iscritto (questa è la mia pagina). L’idea mi sembra notevole e spero veramente che prenda piede.

In bocca al lupo ai creatori!

Mi dispiace deludervi, ma i “banner al kg” servono

Solo SEM? Non è possibile (salvo rare eccezioni, che in quanto tali confermano appunto la regola).

Salvatore giustamente dice:

      I motori di ricerca alla fine fanno da catalizzatore on line di tutta la comunicazione. Insomma siamo un po’ dei “parassiti” che vivono sulle spalle degli altri?!? Una azienda DEVE essere presente sui motori di ricerca, ma non può pensare di vivere solo con questi ultimi.
      (Questa è forte) Tutti dicono che il keyword advertising è il canale con il CPA più basso di tutti, ma nessuno dice che in media, per i grandi marchi, il 70% delle conversioni avviene per ricerche di Brand. E la brand awareness, per quanto ne dica lo stesso Google (con il quale comunque concordo :-)), non viene di certo costruita, principalmente, sui Motori di ricerca.

Guardati i grafici riportati da Davide (e leggi le sue semplici conclusioni). Chiaro no?

Leggi pure il post di Marco con i suggerimenti di Forrester sulle campagne multicanale. Sono suggerimenti banali, ma così spesso dimenticati…

Search Engine Optimization: l’investimento a più alto ROI

Non lo diciamo noi del settore. O meglio, noi SEO lo diciamo, ma essendo di parte è giusto valutare le nostre affermazioni cum grano salis.

Grazie a Marco e Nereo, scopro la ricerca condotta da Marketing Sherpa sui partecipanti di ad:tech.

Cosa dice questa ricerca? Un grafico vale più di mille parole, e quindi lo riporto, così com’è:

adtechchart1.gif

Tutto chiaro? I clienti (i clienti!) ritengono il SEO la tattica con il miglior ritorno sull’investimento. Mi sembra ovvio, quindi, che il posizionamento sui motori di ricerca debba essere la prima tattica da prendere in considerazione quando si intende promuovere la propria attività online, il proprio sito web.

Spesso invece il SEO viene lasciato in disparte, volutamente ignorato: o come se non fosse importante o come se fosse ovvio che il proprio sito sarà ben visibile.

Allo stesso tempo spesso mi capita di veder spendere montagne di soldi su tattiche a bassissima/nulla performance. E spesso questo investimento viene seguito da frasi come “Internet non funziona”. Ebbravo!!

Allo stesso modo, vedo chi investe in maniera intelligente sul posizionamento nei motori di ricerca dire, al contrario, che “Internet funziona, eccome!”.

Corso di web analytics a Lecce

Per capire quanto ritengo importante la web analytics per chi si occupa di web marketing, basta guardare che rilevanza ho dato alla stessa su WebRising.

Se non bastasse, si potrebbe guardare meglio la lista di libri dell’ultimo acquisto su Amazon, dove compaiono ben tre libri (e che libri, signori miei!) sulla web analytics (Actionable Web Analytics: Using Data to Make Smart Business Decisions, Web Analytics: An Hour a Day e Web Analytics Demystified: A Marketer’s Guide to Understanding How Your Web Site Affects Your Business).

Se neanche questo fosse sufficiente a spiegare quanto importante sia (non uso il “secondo me” perché su questo so di essere in buona ed abbondante compagnia), mi gioco il jolly. [Per saperne di più…]

So, You Wanna Be A Hotel eMarketer?

Scopro tramite Sante questo video intitolato So, You Wanna Be A Hotel eMarketer?. Da vedere 🙂

E lasciatemi aggiungere che questo video è un ottimo esempio di link baiting.

Come regalo di Natale, tanto da leggere

Amazon prevede che il primo dei due pacchi (quello più consistente, tra l’altro) dovrebbe essermi consegnato il 27 dicembre. Chissà, forse non sanno dei casini avuti qui in Italia tra sciopero dei camionisti e gelo che ha bloccato il lavoro dei corrieri proprio quando dovevano recuperare l’enorme quantità di spedizioni in giacenza.

In ogni caso, anche se dovesse arrivare a gennaio (come è previsto che arrivi il secondo pacco), sarà comunque un bel regalo, quello che mi sono fatto (non tanto come Stefano quanto come WebRising, per la verità).

Veniamo alla lista dei libri che sto aspettando.

Ma oltre a questi libri, ho pensato di prendere anche qualcos’altro, ispirato dal buon Alessio. Tramite Miabbono ho deciso di farmi l’abbonamento a L’Espresso. In fondo, è l’unica cosa che mi fa saltuariamente frequentare le edicole. Dal 2008, ne farò a meno.

Troppo difficile

Sto provando, in questi giorni, a recuperare tutto il lavoro arretrato che ho accumulato in una settimana off line. Ho passato infatti una settimana intera a Milano, con la scusa dello IAB Forum (che ne durava solo due, vabbé), senza mai collegarmi alla rete (paradossale, no?).

Mi pare di capire, dalla lettura di qualche post sparso per la rete, che i feedback per questo IAB Forum un po’ ovunque siano stati molto positivi. E ovviamente mi fa piacere (anche perché attraversare l’Italia per trovarsi poi ad un evento non all’altezza delle aspettative sarebbe stato quantomeno deludente 🙂 ).

Quel che vorrei provare a fare ̬ salutare tutti quelli che ho rivisto con piacere e pure tutti coloro che ho conosciuto per la prima volta di persona, anche Рsoprattutto Рdopo (a volte lunghe) conoscenze on line.

Non ho frequentato conferenze e workshop (a parte, ovviamente, quello sul search marketing). E non mi sono fermato a chiacchierare negli stand più patinati, fatti di banner e portali. E pur avendo compiuto questa naturale scrematura, è stato un continuo di “ciao”, “piacere” e altre piacevoli discussioni. Insomma, di gente ce n’era davvero parecchia.

Capirete quindi la difficoltà di provare a ricordare tutti quelli che ho incontrato. E dimenticarmene qualcuno potrebbe risultare antipatico. Insomma, tenderei a dire “un saluto a tutti quelli che mi conoscono” 😛

Piuttosto, sarebbe interessante – e magari proprio da chi era allo IAB Forum – come mai modelli di business considerati vecchi, morti e sepolti come il display advertising (più noto come “vendita banner al kilo”, della serie “ho fatto due etti e mezzo (di banner, nda), lascio?”) e l’email marketing abbiano riempito le sale dei workshop al punto da non riuscire a trovare posto mentre il workshop sul search marketing mi è sembrato quasi andare deserto, in confronto (anche se forse la sala per il search era stata ingrandita proprio perché era attesa una grande affluenza). Magari qualcuno ha a disposizione dei numeri sui partecipanti ad ogni workshop? In fondo, siamo stati identificati elettronicamente uno ad uno per questo, no? 🙂

Chissà, forse che Email e Display Advertising non sono poi così vecchi come a tanti piace credere?

Se non vi chiamate IAB Forum, curate l’usabilità del vostro sito

Il 7 e l’8 novembre si svolgerà a Milano lo IAB Forum 2007. La partecipazione è gratuita, ma è necessario iscriversi on line. Io ho deciso di attraversare l’Italia e andarci. Ed infatti mi sono appena iscritto al form. Ma che fatica!

La pagina di iscrizione è questa. Come potete vedere, il form è preceduto da un piccolo avvertimento nel quale c’è scritto:

I dipendenti delle Aziende Sponsor sono pregati di utilizzare la form a loro riservata e non quella sottostante. Tale procedura consentirà di ricevere in azienda il proprio badge completo di logo aziendale che permetterà l’accesso anche durante i giorni di allestimento.

Se non che, a me che non faccio parte di una azienda sponsor, viene il dubbio: il mio badge? Ne avrò uno? Insomma, c’è un inutile carico di informazioni che mi instilla dubbi, e quasi mi frena. Ma è lo IAB Forum, figuriamoci se mi faccio spaventare da una piccolezza di questo genere 🙂

Riempio tutti i campi, selezionando anche la categoria di appartenenza (non senza qualche attimo di riflessione, della serie “chi sono”, “cosa faccio”, “dove vado”, etc etc etc), e clicco su “Invia”.

Ma anziché trovarmi una pagina con il solito messaggio “Grazie per esserti iscritto”, “Complimenti per aver deciso di partecipare”, o quel che volete voi, mi trovo davanti ad una pagina ben più impegnativa. [Per saperne di più…]

Grande gioia

Era uno dei miei blog preferiti. Non parlo di una lista di preferiti molto lunga. Forse sarebbe entrato nella mia top5. O in una top3. Fatto sta che è con grande gioia che il mio feed reader mi ha appena mostrato l’ultimo post, che appunto è il primo dopo lunghissimo tempo (quasi due anni), di Alessandro Banchelli su Edentity Coach.