BloGTK

Ora che mi sono munito di notebook, devo iniziare a ragionare anche in termini di “momenti della mia vita in cui non sarò connesso ad Internet quando davanti al monitor”. Credetemi: solo a pensarci mi viene un po’ d’ansia.

Per questo motivo, sto iniziando a valutare la ragione di esistere di editor per blog su desktop. Ora come ora, sto provando BloGTK (presente in Ubuntu, per la cronaca). E questo é un banale post che ha il solo banale scopo di provarlo.

Problemi con le partizioni?

A volte capita di avere problemi con le partizioni fatte: dimensionamento sbagliato, filesystem sputtanato, etc. Che fare? Semplicissimo.
Basta copiare tutti i file in un altro punto del filesystem (ed ovviamente, in un’altra partizione – sana e capiente quanto basta) ed usare l’opzione –bind del comando mount. Un esempio chiarirà tutto.

In questo esempio abbiamo un filesystem diviso su tre partizioni: /, /home e /var (la swap non ci interessa, ovviamente). La partizione /var è di 5gb, e ne stiamo già usando 4,9… Mentre la partizione /home è di 100gb e ne stiamo usando solo 10. Per spostare il mount point /var sotto la partizione /home bastano pochissimi comandi:

cp -a /var /home/
umount /var
mount –bind /home/var /var

Ecco fatto. Basta questo, anche se vorrete fare altri passaggi prima. Ad esempio, fermare tutti i servizi in esecuzione, dato che sicuramente stanno accedendo a /var e vi sarà quindi impossibile smontare la partizione. Vi consiglio di fermare i servizi prima di iniziare la copia: avrete i servizi irraggiungibili per più tempo, ma almeno dopo non avrete problemi di sincronizzazione dei dati (copiare 10gb da una partizione ad un’altra potrebbe richiedere circa un’ora).

Ultima operazione (ma non meno importante, se questo intervento non ha carattere estremamente temporaneo) è quella di aggiornare il file /etc/fstab, in modo che al successivo reboot le partizioni vengano montate correttamente.
Commentate la riga attuale con la quale viene montata la partizione /var ed aggiungete la riga

/home/var /var none bind 0 0

UNICEF: attenzione al virus

Stamattina mi sono svegliato e come molti altri ho ricevuto una bella ondata di email con virus il cui mittente risultava essere tale Prisco Mazzi, presunto capitano di polizia.

Ma ora ho appena ricevuto un’altra email con virus, questa volta il mittente risulta essere niente meno che l’Unicef.

Per ogni bambino
Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione

L’UNICEF è la principale organizzazione mondiale per la difesa dei diritti e delle condizioni di vita dell’infanzia e dell’adolescenza in tutto il mondo.
2000 Bambini hanno bisogno del vostro aiuto per aiutarli bisogna cliccare ACCETTO

Il vostro voto aiuta i 2000 bambini con delle medicine abbiamo bisogno del vostro voto
ACCETTO
Qualunque cosa tu scelga di fare, i bambini di tutto il mondo e l’UNICEF te ne saranno grati!
Grazie per aver aiutato questi bambini www.unicef.it

Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus – Via Palestro, 68 – 00185 Roma – Numero Verde 800-745.111 – Codice Fiscale 015 619 205 86

I bambini vi regalano un disegno

Il messaggio sembra in tutto e per tutto sano, ma c’è un link (che ovviamente non riporto qui) che punta ad un eseguibile (a_friend.exe). Il file in realtà non è presente all’URL riportato nell’email (error 404 – si, ci clicco sui virus, io), ma comunque è un segno di come bisogna fare attenzione a qualsiasi email, anche quella apparentemente più innocente.

Se poi volete dormire sonni più tranquilli, usate un antivirus ed aggiornatelo quotidianamente. Se poi volete dormire sonni assolutamente tranquilli, usate Ubuntu.

Ho cliccato un banner in flash

Per una volta che ho visto (si, non capita spesso) un banner in flash, ci ho anche cliccato su.
Ero sulla homepage del Corriere della Sera quando ho visto un invitante banner che promuoveva voli per Edimburgo a prezzi stracciati (amo Edimburgo). Ho deciso quindi di cliccarlo, per vedere se riuscivo a prendermi qualche giorno di vacanza (che ogni tanto farebbe anche bene…), ma… il click non funziona.
Si, lo so bene: il responsabile molto probabilmente è il plugin flash per firefox che ho su Ubuntu. Ma forse è meglio usare una tecnologia più accessibile, quando si tratta di fare investimenti pubblicitari.
Per dire: io non ho neanche modo di essere ulteriormente tentato dall’offerta. Niente vacanza per me, ok. Ma niente ROI per loro…

P.s. ok ok, sto facendo il talebano. In realtà nel banner scorre anche l’URL, quindi posso aprire un nuovo tab e scrivercelo (per la cronaca è www.jet2.com). Ma francamente dubito sia un’operazione comune…
P.p.s. ovviamente, l’offertona pubblicizzata nel banner non è poi rintracciabile sul sito…

Il software che vorrei su Ubuntu

Ogni tanto leggo delle assurdità tipo “Windows è per chi lavora, Linux per chi deve giocare”.
Mi pare talmente ovvio che al limite possa essere vera l’affermazione contraria che non ho neanche voglia di spiegare perchè si tratta di un paradosso. Insomma, casomai “Linux è per chi lavora, Windows per chi deve giocare”.

Nel mio lavoro sento però la mancanza di un paio di applicazioni. Una in realtà ci sarebbe: Advanced Web Ranking è un software scritto in Java che permette di fare il check del ranking di un sito sui vari motori di ricerca per una serie di keyword. Funziona bene, supporta le API di Google e Yahoo! (anche se non ho capito se Google rilascia ancora quelle API), genera report in vari formati, etc. E non costa neanche troppo.
Essendo in Java, gira anche su Linux.
Ma essendo in Java, ha due problemi: 1) CPU e RAM non bastano mai; 2) integrazione nulla con il mio bel desktop.

L’altro software che mi manca (e questo manca proprio, temo) è un tool simile al Google AdWords Editor. Spero che Google voglia rilasciare presto una versione anche per Linux, oltre a quelle per Windows e Mac OS X. Anche se temo dovrò aspettare molto a lungo. A meno che non ci sia qualche programmatore volenteroso che legge questo blog che non vede l’ora di sporcarsi le mani con le Google Adwords API 🙂

Di chi era, il bug?

Come scritto, c’era un bel bug su WordPress 2.1 che si manifestava nella congiuntura astrale WordPress 2.1 + Debian Stable con php 4.3.10-18 + widgets.

Nel gioco dello scaricabarile (pensavate fosse una specialità tutta italiana?), qualcuno osò dire che il bug era di Debian. Intendiamoci, mi piace la gente con un minimo di temerarietà. Però se poi aggiorno wordpress alla 2.1.1 e non vedo più segmentation fault, si capisce di chi era il bug.

Monetizzare?

Linux è oramai pronto per l’invasione di massa (basta usare Ubuntu per rendersene conto). Mac lo è da un pezzo.
Guardo i prezzi di Windows Vista e mi chiedo se in Microsoft hanno deciso che è giunto il momento di monetizzare ora il loro monopolio di fatto.

Boot loader SGOMBERO

Magari non ne avete voglia o magari non vi interessa un granchè, ma ugualmente date una letta a questa pagina.

Quando avete finito, tornate qui e ditemi nei commenti cosa usano per tradurre, in Microsoft.

Abbassa il TTL, prima

Questo doveva essere, in principio, un commento su un altro blog. Ma l’antispam dei commenti mi ha impedito di commentare (anche se sono tuttora sicuro che 5+8=13). Avrei voluto mandare una email all’autore, ma nelle pagine “contattami/contact me” (il blog è multilingua) c’è scritto di usare un form che io non visualizzo. E allora rispondo da qui, che avere un blog permette anche questo.

In realtà, questa è solo una scusa. Di DNS ne volevo parlare da un po’, e già un’altra occasione, oggi ieri, mi aveva spinto a fare un post sull’argomento.

Più precisamente, volevo fare un post sull’importanza per chi lavora su Internet (il mio pensiero era rivolto in particolar modo ai SEO, ma in realtà vale per molte più categorie) di conoscere il funzionamento della rete in maniera più allargata rispetto alle specializzazioni che il lavoro ci chiede. Fondamentalmente, ritengo che sia molto utile conoscere il meglio possibile i maggiori protocolli usati su Internet. A tutti i livelli del TCP/IP. ARP, ping, DNS, mail, http, https, etc: sono tutti importanti. Poi, e solo poi, potrete davvero dominare il lavoro che fate a livello di applicativi. Già che ci sono, metto pure il ricarico: usate un sistema operativo che vi dia la possibilità di capire ed imparare.

Però sono stanco e pigro, e non farò qui ora un elenco di situazioni tipiche nelle quali conoscenze di questi protocolli agevolerebbero (eufemismo) di molto il lavoro. Anche perchè l’elenco sarebbe pressochè sterminato.

E allora torno alla scusa che mi ha fatto scrivere questo post. Il mio commento doveva essere a questo post.
Leggete il post (e se non ce l’avete già, mettete pure l’rss nel vostro feed aggregator, già che ci siete).
Questo che segue, invece, è il mio commento:

dipende tutto dal TTL del DNS. prima di una migrazione da un server ad un altro sarebbe buona norma (anche se non sempre è possibile, per diversi motivi) accorciare il TTL a 24 ore (o anche meno). se prima il TTL è di una settimana, ad esempio, va portato a 24 ore e poi si può procedere alla migrazione dall’ottavo giorno. in questo modo, tutti i server del mondo vedranno il nuovo record nel giro di 24 ore dal cambio. ovviamente, dopo si può rialzare il TTL.

Upgrade di WordPress con SSH

Ho appena aggiornato WordPress alla versione 2.0.6. Avendo accesso SSH al server, ho potuto fare l’update in un battibaleno.

Download del pacchetto nella mia home, tar xzvf latest.tar.gz, poi un bel chattr +i wp-config.php in uso (così non viene sovrascritto), un bel cp -R dai file nuovi alla document root, un chown -R finale per sistemare l’owner dei file. Poi la solita visita a /wp-admin/upgrade.php, ovviamente.

Sembra lungo? Non direi. E se poi, come me, avete diversi wordpress installati sullo stesso server, basta ripetere i comandi chattr, cp e chown (operazione ancora più veloce, ovviamente, grazie alla bash history). In due minuti ho aggiornato questo blog, Di vino & cibo e il blog di Inari.