Perché sono passato a Studiopress

Prose

Come qualcuno si sarà accorto, da qualche tempo questo blog WordPress usa un nuovo tema: Prose. Prose è uno dei tanti temi (tutti premium) offerti da StudioPress e basati sul loro framework, Genesis.

Per la cronaca, conoscevo StudioPress da sempre, dato che la sua data di nascita risale, a memoria, tra il 2008 ed il 2009, creato da Brian Clark, che leggevo avidamente su Copyblogger nel 2007… Quindi più che chiedermi perché sono passato ad uno dei temi StudioPress, la domanda giusta sarebbe perché ho aspettato tanto per farlo. La risposta breve è: non lo so. Non è comunque importante.

Più importante è sapere perché ho fatto questa scelta ora (o almeno, ho la presunzione di pensarlo).

Per farlo, bisogna ovviamente immedesimarsi nella situazione in cui mi trovavo alcune settimane fa, ovvero:

  • ho una serie di siti basati su WordPress (circa 20);
  • ho una serie di idee/progetti da creare, anche questi da sviluppare WordPress (e non solo perché è un sistema che conosco bene, usandolo dalla versione 1.2… ma anche per la natura dei progetti in sé);
  • ho scarse conoscenze di programmazione (non ho ovviamente problemi a mettere mano ad un tema, ma sicuramente avrei problemi a scrivere un mio plugin, per esempio).

Da questi tre punti, derivano ovviamente due necessità:

  • avere qualcosa che mi permetta di personalizzare velocemente l’aspetto di un sito in WordPress;
  • poter dare un’impronta a ciascuno di questi siti differente dagli altri (anche se per esempio il mio blog sito personale in inglese ha lo stesso identico layout di questo).

Fatte queste considerazioni, ho iniziato a cercare una soluzione a questi problemi; e possibilmente una soluzione che non mi svenasse. Non è qui ed ora che voglio criticare il pricing dei Saas ma è chiaro che un pagamento singolo che mi desse accesso “eterno” ad aggiornamenti e quant’altro è spesso una scelta più conveniente.

Nel momento in cui mi sono accorto dell’esistenza dello StudioPress Pro Plus All-Theme Package ecco che ho capito subito di aver trovato la soluzione migliore. Per 350$ (circa 270€), infatti, ho potuto acquistare il pacchetto completo di temi fatti da Studiopress (sono esclusi i Community Themes, quelli creati dalla community usando Genesis), con un accesso illimitato nel tempo (niente rinnovi da fare in futuro!) agli aggiornamenti dei tanti temi già oggi presenti più gli eventuali temi futuri che verranno rilasciati dal team di StudioPress).

I temi sono belli e ricchi di funzionalità. Non starò qui a dilungarmi elencando le features che sono già riportate (con parole migliori) sul sito ufficiale. Quello che però posso tranquillamente affermare è che mi sto trovando molto bene e sto iniziando ad usarli per molti dei miei 20 WordPress installati (l’ultimo in ordine di tempo è stato Di Vino & Cibo).

Sono allo stesso tempo in attesa di avere una scusa per usare AgentPress, tema per siti di agenzie immobiliari. Perché non ho molto il polso della situazione in Italia, ma qui a Malta è davvero difficile trovare una real estate agency con un sito ben fatto.

La vita dopo Google Reader

E così, a sorpresa, in attesa di una fumata bianca, il 13 marzo Google ha annunciato la chiusura di Google Reader (eutanasia prevista il 1 luglio).

Per chi come me usava Google Reader da anni (più di 6 nel mio caso), è stato un discreto shock. Certo, fondamentalmente lo uso come gadget all’interno della iGoogle, ma siccome anche questa verrà eliminata, il doloroso annuncio non mi ha gettato nello sconforto totale 🙂

Si parla di tante alternative a Google Reader, ovviamente. Ci sono diverse opzioni sul tavolo, e mi aspetto che nuove alternative nascano da qui a fine giugno.

Detto questo, mi piace prendere le cose con filosofia, e quindi sto guardando alla chiusura di Google Reader come ad una scusa: una scusa per fare pulizia tra i feed. Mi sono infatti reso conto di avere tantissimi feed che non mi interessano più, o che non funzionano più.

Intanto però, si fa un bel backup, ok? Quindi intanto usare Google Takeout!

Poi devo anche pormi il problema di come non perdere quei 150 subscriber che seguono questo blog tramite GReader. Il modo migliore dovrebbe essere quello di passare all’email (anche perché la frequenza con la quale scrivo qui non può davvero annoiare nessuno!). Però, sarebbe bello anche avere pareri direttamente dagli interessati… 😉

Alcune modifiche a questo blog

Come qualcuno avrà notato, c’è qualche cambiamento in atto su questo blog.

Per esempio, ora è presente una pagina contenente i miei contatti. So che sembra strano, ma finora non c’era. E non per dimenticanza, intendiamoci. Ma perché finora non avevo motivo per farmi contattare tramite questo sito. C’era un link al mio profilo su Facebook, c’era un link al mio profilo su Linkedin, ed altre informazioni – per i più smaliziati – si potevano semplicemente reperire tramite il whois. Ma se non c’era un contatto esplicito qui era per scelta. Così come è per scelta che ora invece sono presenti anche ulteriori informazioni (qualcuno li guarda i footer, vero?).

Altro cambiamento è relativo al tema usato: sono passato a simpleX. Perché? Fondamentalmente, perché avevo voglia di cambiare. Ci sono ovviamente anche dettagli minori che mi hanno spinto a cambiare tema e a scegliere questo, ma niente di che.

Già che c’ero, ho voluto provare a vedere cosa potevo fare per rendere il blog più facilmente leggibile tramite dispositivo mobile. Non che questo blog riceva molte visite da mobile, per carità. Ma volevo provare, e questo mi sembra il posto migliore dove fare alcuni test. Così, se ora ti colleghi con cellulare/smartphone/palmare, dovresti (condizionale d’obbligo, tra poco si capirà il perché) vedere una versione molto più leggera.
WordPress Mobile Edition: questo è il nome del plugin (+ relativo theme) che sto usando per facilitare la navigazione via mobile. Il meccanismo è abbastanza semplice: il plugin verifica lo user agent del browser, e se rientra nella lista (modificabile) degli user agent usati dai dispositivi mobili, visualizza la versione light. Non ho ancora guardato a fondo il plugin (anzi, quasi per niente), ma sono fiducioso che sia possibile aggiungere un link alla versione mobile. Nel frattempo, se siete curiosi di vedere come si vede questo blog in versione mobile, potete cambiare lo user agent del vostro browser (hint: user agent switcher). Oppure, ovviamente, visitare Stefanogorgoni.com con il vostro dispositivo mobile 😛 ).

Altre modifiche ovviamente seguiranno, ma è chiaro che non significa necessariamente che le segnalerò. In realtà, volevo solo una scusa per parlare del wordpress mobile plugin, oltre che segnalare a chi mi legge via feed senza mai visitare il sito che qualche cambiamento sta avvenendo. Quello che però forse più interesserà i miei 25 lettori è che forse – ripeto: forse – scriverò da queste parti con maggior frequenza.

Basta link rotti

Grazie a Marco (ma grazie davvero, eh!) ho scoperto l’esistenza del plugin per WordPress Broken Link Checker. Prontamente scaricato ed installato, sta già trovando link rotti mentre scrivo questo post.

Usatelo pure voi, wordpresser 😉

P.s. questo post è nella categoria SEO/SEM, ma giusto perché nel blog non ho mai creato una categoria “web salubre” 🙂

Comunicazione di servizio

Ho fatto qualche update, segato qualche spam, approvato qualche commento, ora vedo pure di rispondere dove serve… Sistemo qualche altra cosetta (si fa per dire, c’è un sacco da fare qui) e poi vediamo di parlare di nucleare, che tanto per cambiare ci stanno prendendo per il culo.

Blogger T-Shirt Summer 2008

Vediamo se mi torna la voglia di scrivere di scrivere sul mio blog, va 🙂

Catepol ha organizzato il Blogger T-shirt Summer 2008, una sorta di contest, ma – che a differenza di quelli che tanto mi schifano – questo è un bel gioco divertente (qui il regolamento). Mi piace come idea perché al mondo ci sono davvero migliaia e migliaia di magliette belle, e con questa scusa se ne può scoprire qualcuna 🙂

Non ho fatto in tempo (causa alta priorità assegnata al mare, sotto forma di spiaggia e sotto forma di mangiate di pesce) a partecipare. Siamo infatti ora nei giorni di votazione, mentre la segnalazione delle magliette è scaduta alla mezzanotte di ieri.

Eppure avevo già chiaro con che maglietta partecipare.

T-shirt

Magari vincevo pure, ma non importa. Anche se i premi sono – secondo me – ghiotti. Infatti La zebra, editor di t-shirt (magari in un post separato ne parlo meglio, perché l’idea è veramente una figata), regalerà al vincitore 3 t-shirt, 2 t-shirt per il secondo classificato e 1 per il terzo. Per inciso, una t-shirt powered by La Zebra l’ho ricevuta giusto la settimana scorsa e posso dire che sono fatte veramente bene.

Fino alla mezzanotte di mercoledi si vota la più bella t-shirt. Accorri numeroso.

Chiuso per inventario

Se fino a ieri non avevo troppa voglia di scrivere qualcosa su questo blog, da oggi – e chissà fino a quando – la voglia è semplicemente, completamente sparita. Quindi, fate finta che il blog sia chiuso, temporaneamente, per una scusa qualunque. Inventario, ok?

Upgrade da WordPress 2.2 con Ultimate Tag Warrior a WordPress 2.5 con Simple Tags

Torno a fare qualche post un po’ più geek oriented, che so esserci tanti tra i miei lettori che di quello che succede là fuori non importa poi un granché, della serie “Francia o Spagna, purché se magna” (e poi vengono pure a rimproverarmi nei commenti 😀 ).

L’altro ieri ho upgradato un blog (non questo: così i curiosi si risparmiano la fatica di guardare il sorgente del codice html) da WordPress 2.2 a WordPress 2.5. L’aspetto che mi preoccupava di più era il fatto che il blog in questione (come questo, a dirla tutta) usava Ultimate Tag Warrior come sistema di tagging. Avevo letto che da WordPress 2.3 c’è una funzionalità di tagging built-in e non capivo se e quanto UTW sarebbe stato compatibile con le ultime versioni di WP.

Detto che, per quei pochi minuti in cui è rimasto in piedi, UTW (aggiornato all’ultima versione, ovviamente) sembrava funzionare tranquillamente su WP 2.5, ero comunque partito con l’intenzione di cambiare anche il sistema di tagging. E così ho fatto.

Dietro suggerimento di anonimo italiano, ho installato Simple Tags e ho migrato i tag esistenti grazie al tool apposito presente in questo plugin. Per definire il risultato, rubo una frase agli anglofoni: a piece of cake.

Per quanto riguarda WP 2.5 in sé (a prescindere quindi dal tag system adottato), il primo giudizio è assolutamente positivo. L’interfaccia del backend è molto funzionale e anche molto più gradevole (come disse Alessandro Bergonzoni: se la faccia fa una rapina, anche l’occhio vuole la sua parte).

Ovviamente però non vanno dimenticate le solite raccomandazioni quando si tratta di nuove major release. Il bug è dietro l’angolo, quindi se decidete di aggiornare alla versione 2.5, state pronti a riaggiornare a breve. Non dirò invece di fare un backup del vostro sito prima di procedere all’upgrade, perché se non lo fate già a prescindere significa che dovete lasciar perdere i computer e fare altro nella vita.

Per esempio, io, ora…

In teoria dovrei scrivere (almeno) un post per parlare degli ultimi giorni, che di cose ne son successe, di gente ne ho vista, etc etc. Solo che proprio non mi va. Quindi, si procrastina.

BloGTK

Ora che mi sono munito di notebook, devo iniziare a ragionare anche in termini di “momenti della mia vita in cui non sarò connesso ad Internet quando davanti al monitor”. Credetemi: solo a pensarci mi viene un po’ d’ansia.

Per questo motivo, sto iniziando a valutare la ragione di esistere di editor per blog su desktop. Ora come ora, sto provando BloGTK (presente in Ubuntu, per la cronaca). E questo é un banale post che ha il solo banale scopo di provarlo.