Ma io vendo salami

I cosidetti grillini stanno reagendo in maniera prevedibile al post di Alessandro Gilioli del quale ho scritto ieri. La risposta che più mi colpisce non è una risposta, è una scusa: “ma Beppe Grillo è solo un comico“.

Per inciso, visto che non ne ho mai parlato prima, espongo brevemente la mia posizione rispetto al fenomeno Beppe Grillo: non mi schiero con i seguaci, non mi schiero con i detrattori. Non vedo tutto bianco o tutto nero. Ritengo Beppe Grillo una risorsa per il nostro paese (per fortuna non l’unica, anche se sono sempre poche). Ma è chiaro che se i modi con cui porta avanti le sue proteste diventano assoluti, se per sostenere i suoi argomenti si spinge troppo in là, se non fa distinguo quando spara su una categoria prendendo di mira anche chi non merita minimamente di ricevere l’attacco… se fa (come fa) tutto questo (e anche più), ai miei occhi passa inevitabilmente dalla parte del torto. Intendiamoci, anche qui non è il torto totale, completo, assoluto. Ma perde di credibilità e le sue denunce perdono valore e forza. Non a caso, quando la casta si è dovuta difendere dagli attacchi di Grillo, ha avuto gioco facile nello sminuire le sue accuse.

Ad ogni modo, torniamo alla risposta “ma è solo un comico”.

Beppe Grillo è un comico allo stesso modo in cui io sono un blogger e allo stesso modo in cui chi guarda la tv è un telespettatore. Capite che “comico”, “blogger” e “telespettatore” non possono essere termini da usare seriamente nel definire una persona. Perché Beppe Grillo è una persona allo stesso modo in cui io sono una persona e allo stesso modo in cui chi guarda la tv è una persona.

Quando leggo “ma è solo un comico” (o ancora più quando è lo stesso Grillo a dire “ma io sono solo un comico”), mi viene in mente la risposta che ho dato io tante volte a chi mi poneva domande – su linux, seo, networking e tutti gli altri settori dell’informatica di cui mi sono occupato/mi occupo e nei quali ho qualche conoscenza – quando non avevo voglia, tempo o capacità di rispondere: “ma io vendo salami“.

Certo, è vero, faccio anche quello (hai presente Inari?). Ma non è che il fatto di vendere salami mi vieti o impedisca di occuparmi (ed in alcuni contesti con grande soddisfazione) di argomenti completamente differenti.

Ci sono momenti in cui non ho tempo o voglia di rispondere a domande tecniche (chi ha alle spalle anni di frequentazioni di chat, forum, newsgroup etc. capisce bene cosa intendo dire). Ci sono volte in cui mi vengono poste domande tecniche (ad esempio come si fa una certa operazione specifica con apache). Non volendo rispondere, alterno al silenzio la risposta “e che ne so? io vendo salami!”. È assai evidente che non è una risposta accettabile. Ma infatti io la dico ridendo (e se in quel momento la pigrizia o la fretta non hanno la meglio fino in fondo, aggiungo anche un ” 🙂 ” ).

Ecco perché, dal mio punto di vista, la risposta “ma io sono solo un comico!” non può essere una risposta accettabile. Almeno finché non mi è chiaro che viene detta ridendo.

Dovevo chiedervi scusa?

L’ultimo post prima di oggi risaliva al 23 ottobre. Di fatto, una decina di giorni di silenzio. Molte altre persone, quando non scrivono per diversi giorni sul proprio blog, ci tengono a scusarsi per l’assenza, prima (“scusate, non riuscirò a scrivere nessun post nei prossimi giorni”) o poi (“scusate se non ho scritto post in questi giorni”).

Forse sono io strano, anomalo, avanzato… Ma io un blog lo seguo tramite feed reader. Se viene scritto un post, lo leggo (o “mark as read”, se – come spesso accade – vado troppo di fretta). Altrimenti non ho nessun fastidio. Casomai il fastidio ce l’ho nel leggere un post in cui trovo scritto “scusate se non scrivo post”. Mi ricorda la notizia dell’altro giorno secondo la quale Google aveva annunciato che avrebbe fatto un annuncio (scusate se non ricordo la fonte).

Per questo, quando non ho tempo per scrivere un post, non scrivo nulla. Sono fermamente convinto che sia meglio così. Ma mi interessano anche le vostre opinioni. Insomma, voi cosa preferite?

Un uomo, un perché

Un utente evidentemente non abituato al nostro piccolo mondo della blogosfera è arrivato sul post “La barzelletta più bella di tutti i tempi“. Ha pensato bene di lasciare un commento:

FANNO SKIFO TUTTE E DUE

Dopo un minuto, secondo commento:

MA DUE PIU CARINE NO?

Dopo un altro minuto, terzo commento:

MI RIX

Dopo un altro minuto, quarto commento:

uf ma nessuno viene in questo sito di merda…
??

Dopo altri due minuti, quinto commento:

nn è un gran ke ma è piu bella la seconda

I commenti, ovviamente, sono stati direttamente cestinati prima di essere moderati dall’amministratore di questo sito di merda: io.
È certo, però, che questo mio nuovo idolo ci porta a più riflessioni:
1) nella massa di navigatori online, il termine “blog” non dice poi un granché. È una cosa di nicchia;
2) questo sito di merda, rivolto essenzialmente ad un pubblico ben preciso (di fatto, conosco di persona una buona percentuale dei miei lettori abituali) è poco usabile, soprattutto in considerazione che i post più visti di questo blog sono, nell’ordine:

  1. formicolio agli arti (il cui primato è tutto merito della blogosfera)
  2. olio di colza al posto del gasolio(una bufala)
  3. che bel calciomercato(perché la foto di Liz Solari è ben indicizzata su Google Images)

Come si può facilmente intuire, nessuno dei tre rientra tra gli argomenti abituali. Insomma, non sono per il mio target. Questo significa che dovrò apportare dei correttivi all’interfaccia utente se voglio evitare di dover nuovamente cancellare commenti di questo tenore;
4) neanche Beppe Grillo è riuscito a diffondere completamente il termine “blog” (anche se il suo è un blog sui generis). Ma d’altra parte, io mi immagino l’operaio che torna a casa e guarda la TV durante la cena, con gli occhi sullo schermo e la mano sulla forchetta, che sente pronunciare, durante un servizio sul TG1, la parola “blog”. Secondo me, ammesso che colga la presenza di una parola tra i suoni immediatamente precedenti e successivi, capirebbe qualche altra parola, tipo “dlog”, “bloc”, “plog”, “tlog”, etc etc etc

Wassup

WassUp è l’ultimo, ottimo, plugin per WordPress creato da Michele. Serve per avere dettagli in tempo reale dell’attività dei visitatori sul proprio sito fatto con WordPress.

WassUp raccoglie e mostra moltissimi dati dai vostri utenti come:
– ip / hostname
– referer
– spider
– motori di ricerca di provenienza
– parole chiave utilizzate
– il numero della pagina del motore di ricerca (SERP)
– sistema operativo / linguaggio / browser
– pagine viste (cronologicamente e per sessione)
– lo UserAgent completo
– e molto altro

Qualche altra informazione la trovate sul blog di Michele, ovviamente. Ma si fa davvero prima a scaricare ed installare quest’ottimo plugin.

WordPress Plugin: tags4page

Michele c’ha preso gusto. Dopo il fantastico Nofollow Free di cui ho parlato pochi giorni fa, ha infatti appena pubblicato un altro plugin per wordpress (e anche questo, come quello, gliel’ho ispirato io).

Ma prima faccio un piccolo passo indietro.
Come sapete, è stato rilasciato da poche ore/giorni WordPress 2.3. Tra le novità offerte da questa nuova versione, c’è il supporto nativo ai tag. Quindi non ci sarà più bisogno di ricorrere a potenti ma anche complessi plugin come Ultimate Tag Warrior.

Però… c’è un piccolo però. Infatti i tag, in wordpress 2.3, possono essere applicati solo ai post e non alle pagine.

A meno che… non installi tags4page, il plugin per wordpress 2.3 che Michele ha appena scritto e messo online.

Con questo plugin, infatti, puoi taggare anche le pagine. Se quindi sei già passato a wordpress 2.3, approfittane ed aggiungi subito tags4page!

Update: download momentaneamente bloccato perché, pochi minuti dopo aver pubblicato questo post, Mik s’è accorto di un bug. Portate pazienza. In fondo, anche con contrattempi come questo, si tratta sempre di una cosa che vale più del suo prezzo 🙂

Update: problema risolto. Andate e scaricate 🙂

Tema Copyblogger

Ho appena cambiato tema a questo blog. Sono passato da Subtle theme a Copyblogger theme (il nome del tema non è stato scelto a caso, ovviamente).

Nonostante in moltissimi abbiano adottato Subtle come tema per il proprio blog, non è per distinguermi che ho cambiato il theme. Subtle è infatti ottimo e permette di cambiare layout facilmente (e passare da un layout all’altro in due secondi o poco più). Solo che sussiste un problema di compatibilità con il Widgets plugin su WordPress 2.2. Ecco perché ne ho approfittato: sistemato un bug e rinfrescato l’ambiente. Insomma, ho preso due piccioni con una fava.

Vedrò se è il caso di personalizzarlo con la dovuta calma, ovviamente. Ma mentirei se dicessi che è la mia priorità 😉

[WordPress] Il miglior plugin per rimuovere l’attributo nofollow dai commenti

Dato che questo blog ha attirato parecchie attenzioni sull’argomento nofollow nei commenti, mi sembra doveroso segnalarvi che da questo momento ho cambiato il plugin per rimuovere l’attributo nofollow dai link di questo blog.

Ero già stato tentato di fare questo passaggio qualche tempo fa, allorché provai il Lucia’s Linky Love per qualche ora. Ma dopo quel test, tornai al fido (ancorché semplice) dofollow di sempre.

Ma ora ho cambiato definitivamente plugin, e non solo perché l’autore è un caro amico (al quale devo pure tanti favori, tra i quali spicca il recente upgrade del server su cui vive anche questo blog), ma anche, anzi soprattutto, perché è davvero il miglior plugin disponibile per rimuovere l’attributo nofollow dai link nei commenti sui blog che usano WordPress, tra i tanti disponibili. Basta l’elenco delle feature per capire che non sto esagerando. Insomma, signore e signori, ecco a voi Nofollow Free, il mio nuovo plugin preferito per la rimozione del nofollow.

Dunque, consiglio a tutti quelli che a suo tempo decisero di rimuovere l’attributo dai link di passare a questo nuovo plugin. L’installazione e la configurazione sono, come al solito, iper facili ed iper veloci. Quindi, perché rimandare? Installa ora Nofollow Free!

Grande gioia

Era uno dei miei blog preferiti. Non parlo di una lista di preferiti molto lunga. Forse sarebbe entrato nella mia top5. O in una top3. Fatto sta che è con grande gioia che il mio feed reader mi ha appena mostrato l’ultimo post, che appunto è il primo dopo lunghissimo tempo (quasi due anni), di Alessandro Banchelli su Edentity Coach.

Auction Ads regala 25$

Ho appena ricevuto una email da parte di Text Link Ads in cui mi viene segnalato che Auction Ads ora appartiene alla famiglia dei prodotti di TLA (qualsiasi cosa questo voglia dire).

Cos’è Auction Ads? È un programma per visualizzare sul proprio sito le aste di Ebay che permette di guadagnare una percentuale variabile (a seconda dell’azione compiuta dall’utente che clicca sull’annuncio) secondo la classica modalità pay per sale.

La cosa bella è che iscrivendosi entro questo mese Auction Ads regala 25$. Certo, bisogna comunque guadagnarne almeno altri 25 dopo, dato che pagano raggiunta la cifra minima di 50$. Ma è pur sempre metà del lavoro, no?

Auction Ads può essere usato insieme ad altri sistemi, tra cui, in primis, Google AdSense, quindi non ci sono problemi di “compatibilità” tra i vari programmi di affiliazione.

Dato che i 25$ vengono regalati solo iscrivendosi entro questo mese di settembre e dato che l’iscrizione richiede meno di trenta secondi, tanto vale iscriversi subito! Poi tanto si è sempre in tempo a non usarlo 🙂

Cercavi un link ma hai guadagnato una figura di merda

C’è uno spammer nostrano che sta cercando di raccattare link qua e là attraverso commenti nei blog che hanno rimosso il nofollow (l’analisi del comportamento degli utenti su un sito serve anche a questo 😉 ). E io lo metto nello spam.

Non mi sono mai interessato troppo di come funzioni akismet, ma sono sicuro che se molti blog segnano come spam i commenti di questo furbo, tra poco verrà filtrato in automatico. Per dovere di cronaca, lo spammer in questione cerca (in tutti i modi, persino usando una virgola come anchor del link) di promuovere cittaditorino.net.

Bella figura.