A me sta già simpatico

Il video della prima conferenza stampa di Mourinho all’Inter (c’è anche una prima parte sulla gazza).

Grazie Mancio

Mi sono preso qualche giorno prima di scrivere questo post, perché volevo riflettere un minimo sul licenziamento di Mancini dalla panchina dell’Inter. Credo che la decisione sia fondamentalmente giusta, perché l’impressione era che lo spogliatoio ormai fosse spaccato. Non mi è piaciuto però il modo (leggasi: il comunicato stampa e successive ovvie polemiche). Peccato.

Ad ogni modo, è d’obbligo un grazie enorme a Roberto Mancini: per aver reso l’Inter una squadra – e per di più vincente.

E non venitemi a dire che con quei giocatori chiunque avrebbe vinto quel che ha vinto Mancini, perché – esempio a caso – l’allenatore campione del mondo Marcello Lippi, all’epoca in cui allenava l’Inter, aveva un trio d’attacco Ronaldo (anche se sempre rotto), Vieri e Baggio, più molti altri signori giocatori, e non ha vinto una beata fava. Non bastano i buoni giocatori. Serve anche un buon allenatore. Uno come Roberto Mancini.

Meno male

Temevo – seriamente, non scaramanticamente – il peggio. Ed invece…
Inter

100

9 marzo 1908 – 9 marzo 2008
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L’Inter compie 100 anni.

E tu dal 9 marzo cosa fai?

Tifosi saggi

Fatevene una ragione

Finché non cambiano il modo di gestire l’arbitraggio ci sarà sempre lo stesso problema e chi sta al vertice passerà sempre per il ladro di turno. La percezione che l’Inter abbia bellamente soppiantato la Juve nel novero dei favoritismi è netta. La squadra è sicuramente fortissima e proprio per questo episodi come quello di ieri danno più fastidio.

Comunque farne una colpa ai suoi tifosi non è corretto, chiamare ladro uno perché tifa una squadra è ingiusto, che c’entra la gente che sta a casa con quello che combina il Paparesta col Moggi di turno? Nulla perciò tutti insieme dobbiamo attivarci per dare sostegno a chi questo sport lo vuole rifondare per adeguarlo ai tempi. Si parla da oltre un decennio di moviola in campo, palloni col sensore, raddoppio degli arbitri in campo, maggiori sanzioni contro slealtà sportiva e via dicendo ma non succede nulla, ne quì ne altrove. Immobilismo degno del governo italiano. Il calcio è cambiato, sperare di poterlo amministrare con le regole concepite 100 e passa anni fa è utopistico oltre che anacronistico.

Rivolgo poi un invito a darci tutti una calmata, il termine SPORT significa “passatempo” e non CAOS, GUERRA o diritto all’insulto. Aiutiamo a gestire il cambiamento e non facciamoci la guerra tra appassionati.

Scritto da Member_121938 lunedì 21 Gennaio 2008, 14:39 in un commento all’interno della discussione nata in un articolo su Gazzetta.it

Juan Roman Riquelme

Alcuni dei miei lettori abituali e attenti sapranno che guardo ben poca televisione, e che la maggior parte di quella poca televisione è SportItalia.

SportItalia trasmette, tra le tante cose, il calcio sudamericano. Dai campionati brasiliani al campionato argentino, alla Copa America (domenica sera alle 23 c’è la finale: Argentina-Brasile).

Tutto questo calcio sudamericano mi ha permesso di veder giocare spesso squadre come il Boca Junior. Il Boca era la squadra di Maradona e, come sanno tutti, Maradona da quelle parti è quasi un dio. Forse non tutti sanno che da quelle parti, Juan Roman Riquelme, trequartista attualmente in prestito, è l’idolo, secondo solo a Maradona, appunto.

Sono mesi che su Sportitalia ho il piacere di veder giocare Riquelme. Sono mesi che mi chiedo: ma perché Moratti, che in passato ha comprato cani e porci, non compra Juan Roman Riquelme? Si tratta di uno dei giocatori più forti del mondo, non costa neanche tanto, e l’Inter, squadra davvero completa, potrebbe aver bisogno giusto di un giocatore di quel tipo. La stessa domanda, oggi, se la fanno alla Gazzetta dello Sport.

E allora? Dai, un bel regalo per il centenario, Presidente!

Che poi

Che poi, è curioso come l’ultimo giocatore dell’Inter ad aver indossato la maglia numero 3 sia stato un giocatore che ha avuto una figlia con seri problemi di salute…
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Ciao Cipe.

E all’improvviso, in un mercoledi sera, a fine Luglio…

Quattordicesimo scudetto
L’Inter è campione d’Italia. Ovviamente, niente caroselli, e neanche un bicchiere in più del previsto durante la grigliata.
E pensare che se non si facevano sgamare come dei polli, non avremmo vinto neanche questo…