Grazie Mancio

Mi sono preso qualche giorno prima di scrivere questo post, perché volevo riflettere un minimo sul licenziamento di Mancini dalla panchina dell’Inter. Credo che la decisione sia fondamentalmente giusta, perché l’impressione era che lo spogliatoio ormai fosse spaccato. Non mi è piaciuto però il modo (leggasi: il comunicato stampa e successive ovvie polemiche). Peccato.

Ad ogni modo, è d’obbligo un grazie enorme a Roberto Mancini: per aver reso l’Inter una squadra – e per di più vincente.

E non venitemi a dire che con quei giocatori chiunque avrebbe vinto quel che ha vinto Mancini, perché – esempio a caso – l’allenatore campione del mondo Marcello Lippi, all’epoca in cui allenava l’Inter, aveva un trio d’attacco Ronaldo (anche se sempre rotto), Vieri e Baggio, più molti altri signori giocatori, e non ha vinto una beata fava. Non bastano i buoni giocatori. Serve anche un buon allenatore. Uno come Roberto Mancini.

Juan Roman Riquelme

Alcuni dei miei lettori abituali e attenti sapranno che guardo ben poca televisione, e che la maggior parte di quella poca televisione è SportItalia.

SportItalia trasmette, tra le tante cose, il calcio sudamericano. Dai campionati brasiliani al campionato argentino, alla Copa America (domenica sera alle 23 c’è la finale: Argentina-Brasile).

Tutto questo calcio sudamericano mi ha permesso di veder giocare spesso squadre come il Boca Junior. Il Boca era la squadra di Maradona e, come sanno tutti, Maradona da quelle parti è quasi un dio. Forse non tutti sanno che da quelle parti, Juan Roman Riquelme, trequartista attualmente in prestito, è l’idolo, secondo solo a Maradona, appunto.

Sono mesi che su Sportitalia ho il piacere di veder giocare Riquelme. Sono mesi che mi chiedo: ma perché Moratti, che in passato ha comprato cani e porci, non compra Juan Roman Riquelme? Si tratta di uno dei giocatori più forti del mondo, non costa neanche tanto, e l’Inter, squadra davvero completa, potrebbe aver bisogno giusto di un giocatore di quel tipo. La stessa domanda, oggi, se la fanno alla Gazzetta dello Sport.

E allora? Dai, un bel regalo per il centenario, Presidente!