Mi viene da piangere

Leggo che è stata assolta l’insegnante che punì l’alunno bullo facendogli scrivere “sono un deficiente“:

La docente è stata assolta “perché il fatto non sussiste”. La donna si era sempre dichiarata tranquilla, sostenendo di aver fatto “il proprio dovere”. All’udienza e alla lettura delle motivazioni hanno assistito i rappresentanti di alcune associazioni gay, che le hanno portato solidarietà. Lei ha solo detto all’avvocato: “Mi viene da piangere”.

Se penso che siamo arrivati al punto che un insegnante si debba difendere in tribunale per aver fatto il minimo indispensabile del proprio dovere, mi viene da piangere.

Allora è tutto vero

Se davvero Berlusconi chiude così la sua reazione alle dichiarazioni di Ricucci:

Abbiamo il dovere di fermare questo degrado: nel Parlamento sovrano, con l’accordo di tutti, nell’interesse degli italiani e dell’Italia.

Se Berlusconi parla di parlamento sovrano, di accordo di tutti, di interesse degli italiani e dell’Italia, significa che sta profondamente, intimamente, pensando a salvarsi le chiappe anche questa volta.

Poi ci lamentiamo

“Sono un deficiente”: uno studente di una scuola media nel centro di Palermo l’ha dovuto scrivere per cento volte come punizione per aver fatto il bullo con un compagno. Ma l’insegnante che aveva scelto questo metodo per fargli capire di aver sbagliato, è stata denunciata dai genitori del giovane e ora rischia due mesi di carcere.

Pazzesco! Cosa ci aspettiamo dalle nuove generazioni? E i genitori non si vergognano?

Questi si che son problemi

La protesta di Buttiglione: voglio il gelato alla buvette.

Mi viene in mente Corrado Guzzanti quando, imitando Funari, parlava dello scollamento tra politica e società.

p.s. video breve con audio non esattamente impeccabile. Da qualche parte ci deve essere un video più lungo ma con qualità audio migliore…

Il male dell’Italia

E se il male dell’Italia fosse tutto raccolto in questo articolo di Gian Antonio Stella?

Un miliardo di profughi

Via Repubblica leggo di uno studio commissionato dalla Christian Aid, organizzazione cristiana di beneficenza del Regno Unito, consultando i più autorevoli esperti internazionali sulle conseguenze del riscaldamento globale.

Le conseguenze dell’effetto serra, secondo questo studio, saranno drammatiche. L’innalzamento della temperatura non significa che suderemo di più, ma che un miliardo di persone dovrà migrare per trovare acqua, cibo, lavoro. E questo succederà entro il 2050, non nel 3000.

Posto che non credo minimamente che i paesi ricchi faranno davvero qualcosa di serio per ridurre l’inquinamento (che affari e politica non hanno per definizione una visione a lungo termine), lo scenario che ci aspetta mi fa riflettere su quali soluzioni si possano adottare.

Ma il pessimismo che provo quando penso a quanto i paesi ricchi saranno in grado di fare (nonostante al testimone di Geova che mi ha suonato a casa stamattina e che voleva parlare di futuro abbia risposto “il futuro? sempre meglio! buona giornata”) sommato al disgusto per le soluzioni che sarebbero capaci di inventarsi (guerre, epidemie, etc.) non lascia spazio a possibili idee.

Certo che, però, non posso fare a meno di pensare alla proposta di Umberto Bossi nel 2003 per respingere i clandestini che sbarcavano sulle nostre coste.

Ma nel 2050 cosa facciamo?

Telespettatori in fuga

Negli ultimi 12 anni, ho guardato davvero poca televisione. A parte le partite di calcio, che più o meno ho sempre guardato, pochi programmi mi hanno attratto. Per dire, ai tempi dell’università guardavo solo i Simpsons. In seguito, non guardavo proprio nulla. E qui a Lecce, dove vivo da cinque anni, ho una televisione solo da un anno. E la guardo raramente.

Attenzione, però: non preferisco Internet alla TV per snobismo o altro; sono due strumenti molto diversi, e tra i due preferisco quello che non mi lobotomizza (e sono convinto che una bella percentuale dei miei lettori abbia la stessa preferenza).

Però non si può certo negare che ogni tanto svaccarsi sul divano e guardare qualcosa in maniera passiva sia tanto liberatorio.

Io però ho un problema: ho solo l’antenna parabolica. Anche qui, non è per snobismo: la scelta dell’antenna parabolica è stata praticamente una scelta obbligata (diciamo che l’alternativa non era l’antenna tradizionale, ma nessuna antenna).

Sicuramente non sono l’unico sfigato che si ritrova in questa situazione. Sfigato perchè, pur pagando il canone e pur assorbendo passivamente la pubblicità che interrompe continuamente i programmi televisivi, non posso vederli tutti. Meglio, non posso vedere i programmi migliori. Film, partite e serial interessanti molto spesso (diciamo pure quasi sempre) vengono criptati.

Per inciso, credo che questo succeda per una questione di diritti televisivi, che RAI e Mediaset acquistano solo per il territorio italiano e che non possono quindi trasmettere all’estero. Siccome con la parabola non possono controllare la posizione geografica del ricevente e sapere quindi se hanno diritto o meno alla visione, nel dubbio criptano.

Perché invece non mi danno una smart card gratuita (si fa per dire, visto che pago il canone e vedo la pubblicità) che mi permetta di guardare il film o la partita?

Non per niente, eh. Ma quando leggo che la televisione perde spettatori penso inevitabilmente che se le cercano (e gli va di culo che non posso parlare della qualità del palinsesto).

E se davvero sono così avari (da non regalarmi una smart card) o poco lungimiranti (da capire che guarderò più programmi televisivi), perché non interviene il ministro competente a tutelare chi, come me, è privato del diritto di farsi lobotomizzare dalla televisione?

Dico una cosa

Anzi no. Mi rifiuto. Ma in compenso ne linko due.

Domanda chiave

“Noi siamo tutti alfieri di interessi particolari, ma l’interesse dell’Italia dove sta?”
(Marco Follini)

La soluzione all’imminente disastro ambientale

Il Pianeta sta andando verso il totale collasso ambientale? Nessun problema! La soluzione ce la dà tale Luca Volonté, capogruppo dell’Udc alla Camera (e perchè io non potrei ambire a diventare Imperatore dell’Universo allora?): l’energia nucleare.