Chi è secondo te il SEO?

Sto preparando da diversi giorni un post sul caso relativo alla penalizzazione di MasterNewMedia da parte di Google. Lo sto preparando con una certa lentezza sia per necessità sia per volontà, dato che se ne sta parlando parecchio in questi giorni, ed escono spesso e volentieri nuovi dettagli, nuove considerazioni, etc.

Sia dai post di Robin sull’argomento sia da altri commenti sparsi qua e là, mi sembra però prioritario partire da un argomento vicino ma collaterale, prima di concludere il post di cui sopra, il quale, probabilmente, alla fine non verrà pubblicato qui ma su Marketing Routes, dato il target di riferimento e la maggior visibilità rispetto a questo blog.

Però è qui, dove i lettori non sono solo SEO e SEM, che devo chiedere a voi: chi è secondo te il SEO? quale opinione hai di questo lavoro e di questa categoria di lavoratori?

Vi prego di rispondere con la massima sincerità, senza farvi problemi di sorta. Al limite, se ne sentite il bisogno (non riesco ad immaginare un motivo, ma magari c’è), scrivete il commento in modo anonimo. Però è davvero importante a questo punto capire esattamente qual è la reputazione dei SEO.

Ovviamente, chi è SEO può evitare di commentare. Forse addirittura dovrebbe evitare, ma niente imposizioni. Magari specificate all’inizio del vostro commento che siete un SEO.

Vi ringrazio in anticipo per i commenti che vorrete lasciare.

Commenti

  1. In tutta sincerità e dopo averne conosciuti alcuni di persona posso affermare che si tratta per la stragrande maggioranza di persone prive di etica che cercano di imbrogliare motori di ricerca, clienti e concorrenti (e a volte anche ex fidanzate con siti posizionati benino per serp interessanti, ma questo è un altro discorso…).

    Sicuramente esistono anche SEO onesti, professionali e eticamente irreprensibili, ma non ne ho mai incontrati, nè di persona nè in giro per il web (o almeno non sono tali quando praticano la loro professione, al di fuori magari sono degli angeli…).

    Forse è qualcosa di insito nella natura del mestiere, come l’incertezza continua dei risultati o l’alta competitività, che costringe ad operare sempre “al limite”.

    Il tutto detto con il massimo rispetto della professione e delle persone, si stanno facendo solo delle osservazioni: dovreste sentire quante me ne dicono per il semplice fatto di essere imprenditore, sembra di sentire ogni volta un bollettino delle brigate rosse.

    (Più onesto di così non potevo essere :D)

  2. Il SEO è un lavoro affascinante e intrigante, ma allo stesso stressante e rischioso.
    Personalmente, per il mio carattere, ho preferito evitare di buttarmici a capofitto: promettere ad un cliente qualcosa che ci sfugge (=il posizionamento per determinate parole chiave), in quanto legato a qualcosa di incontrollabile (=gli algoritmi di Google, Yahoo e MSN), non fa per me.
    E purtroppo i clienti sono ancora “ignoranti” (nel senso buono del termine), in quanto non capiscono tutta la logica del traffico, conversioni, landing page, etc: vogliono essere primi con quella parola, punto e basta.
    In questa fase c’è da educare, e parecchio… avrà futuro chi farà corsi 🙂

  3. Ciao, sono Nicola e sono un plebeo informatico!

    Ma esistono per davvero i SEO ?
    Secondo me no, la SEO indica solo una tecnica che qualche tipo di informatico, del ramo “sviluppo web”, utilizza per migliorare la visibilità di un certo contenuto on-line.

    Ma quello che mi chiedo da quando sento ripetere all’ossesso questa parola (assieme alla sua gemella SEM) perché MAI e poi MAI si parla di OTTIMIZZAZIONE DEI CONTENUTI – che a mio avviso è il core del problema – e solo di ottimizzazione del “codice” html ?

    Forse che sia più facile inserire TAG che cose sensate (all’interno della tipologia di siti di pertinenza) ?

    Rimango col dubbio !

  4. Vi sono due differenti accezioni del ruolo di SEO: (a) colui che conosce le tecniche per far fruttare al meglio i contenuti di un sito e per conferirgli il loro giusto valore in una SERP e (b) colui che sa come metterlo in quel posto a Page & Brin (e anche se può sembrare, non é esattamente la stessa cosa..).

    Nel mondo ideale NON dovrebbero esistere i SEO come figure professionali indipendenti, poiché, Cristo Santo, un web designer e un webmaster con i coglioni (passatemi il francesismo) dovrebbero sapere come diavolo si crea un sito Internet (visto che si suppone sia il loro mestiere) e i siti meritevoli, prima o poi, verrebbero scoperti e linkati da altri e, con il tempo, acquisirebbero la giusta visibilità.

    Nel mondo reale, invece, i SEO (grigi, quando va bene..) lavorano per ingannare i search engines e per rimediare alle cagate (sono appena stato in Provenza, scusate) di chi non sa davvero come si realizza un sito Internet e di chi, ancora, una reputazione online se la sa solo comprare.

    E allora – e qui concludo – ben venga la sparizione del PageRank dalla Google Toolbar, così, almeno, quelli del ‘Giorgiotave troveranno nuovi modi per passare il tempo e i risultati di BigG saranno più utili, pertinenti e attendibili.

  5. Non sono un addetto ai lavori, ma un semplice amanuense di post, e quindi il mio giudizio vale per quello che è. Tuttavia mi rompe vedere certi blog che si reggono sul niente o solo perché l’autore è un personaggio.
    Allora mi affido anch’io ad un SEO che abbia pure il pelo sullo stomaco, perché credo di dire – senza alcuna modestia – cose più interessanti di molti altri ed ho il diritto di avere maggiore visibilità di loro.

  6. i “seo” sono salumieri travestiti:)

  7. Il mio parere sui SEO già lo sai, e parlo dall’alto del mio PR2. 🙂

    Davvero, sono limitato. Non riesco davvero a concepire di pagare una persona per due meta, un paio di tag e un robots.txt oltre ad un webmaster che avrebbe dovuto già provvedere a queste cose. Perchè se il sito è fatto bene (navigazione chiara, pulizia del codice senza Flash o Javascript strani, contenuti validi ed interessanti) scala da solo tutte le posizioni con le proprie gambette. Io vorrei vedere miracoli ma non ne ho ancora visto uno (questo Bagno Wave si è affidato ad un “SEO”, eh).

    Io non sono SEO, ma cribbio, vorrei davvero incontrarne uno per capire cosa pensa di sapere in più di un normalissimo operatore del Web.

  8. Ciao Stefano,

    non si chi sia il “SEO”, ma dal momento che vengono sporadicamente chieste consulenze di questo tipo persino a me (!!!) ritengo che sia una figura di cui si sente fortemente il bisogno.

    I motori di ricerca muovono quasi l’85% del traffico web. Chi svolge un’attività professionale online PRETENDE una fetta di quel traffico, e il SEO è il primo informatico a cui viene spontaneo rivolgersi.

    Contrariamente a Marco Cattaneo (commento #4) non credo che nozioni di ottimizzazione dovrebbero essere di default nelle mani di webmaster e webdeveloper (insomma, hanno già i loro casini: Flash, php, ajax, database vari ed eventuali, aggiornamenti ecc..). Giusto che ognuno abbia la propria competenza, e che diventi bravo in quella, invece di essere bravo “un po’ in tutto” (alias il gateway della mediocrità).

    Lungi da me l’auspicare un ordine professionale dei SEO (con tutte le mafiette e nepotismi che un ordine porta con sè), ma è anche vero che attualmente SEO si diventa anche e soprattutto per “AUTOELEZIONE”:

    1. lurki qualche Forum di settore;
    2. lecchi il culo al guru di turno;
    3. lo massacri via MSN di domande e salvi ogni chat;
    4. un giorno apri un blog o un corporate site;
    5. nei tempi morti scrivi una guida al posizionamento.

    Welcome to Professional seo World.

    E dall’iter sopra elencato (che non è assolutamente lontano dal reale percorso formativo di moltissimi SEO) si capisce chiaramente la differenza che passa tra la SEO e qualsiasi altra Professione.

    Insomma, chi è il SEO?

    Nessuno.
    O meglio, ‘essere UN seo’ dovrebbe rappresentare una fase particolare della crescita di un esperto di marketing online. Un po’ come Picasso ebbe i suoi periodi “Blu” ecc…

    LA seo (come attività) invece è uno strumento nelle mani dei web marketeer durante lo svolgimento del loro mestiere: RENDERE REDDITIZIO UN SITO INTERNET.

    Regards

  9. Un SEO è una persona che riesce ad aumentare le visite di un sito in un periodo medio-lungo. Questa ultima affermazione non per dire che ci voglia tempo (anche se è vero) ma per specificare che dopo aver raggiunto risultati buoni deve saperli mantenere nel medio lungo periodo.

  10. il seo è il marito della sea

  11. David Orban dice:

    In ogni mercato, per esempio l’Italia, possono esserci in ogni momento non più di dieci Seo. Quelli che sono sulla prima pagina di Google per la ricerca ‘Seo’.. 🙂 Quando io vengo contattato controllo sempre e poi eventualmente chiedo come mai chi vuole i miei sole non riesce ottenere i risultati voluti per se stesso..

  12. Quoto Ultratested al 100% !

    (riguardo “l’iter professionale” che proponi, sei un po’ dissacrante come al solito, ma non importa… sinceramente se anche fosse cosi’ che c’è poi di tanto male? Per il SEO non esistono scuole ancora, ma esiste il talento, la creatività, l’inventiva, l’applicazione, la passione e i risultati… su questi paramentri io valutoun SEO)

    Ciao a tutti,
    Nicola

  13. Quoto (straquoto) Ultra Tested ed Nbriani.

    Intendo la Search Engine Optimization come un momento di una strategia più ampia volta a promuovere un sito. Quindi, sostanzialmente una delle tante attività che rientrano nel Web Marketing.

    Mi occupo proprio di questo, nella mia città (Rimini), e so bene cosa intende Tagliaerbe quando si riferisce ad un “lavoro stressante”. Lavoriamo per mesi e le nostre soddisfazioni sono nelle mani di un algoritmo segreto… 8 /

    I Seo non esistono?!?!?!
    Sono il primo a sostenere che il contenuto sia davvero importante (ci lavoro ogni giorno sul mio blog in firma, che volutamente non parla di WM), ma se il motore non fosse in grado di leggerlo, quel contenuto non arriverebbe mai neppure all’utente (questo certo non giustifica key stuffing, doorway, cloaking etc etc).

    In ultimo, il seo è uno dei tanti mestieri nato (altri ne nasceranno) per soddisfare problematiche nuovissime, normale che non ci siano scuole e che ci siano (haimè) improvvisati poco seri [il seo è per natura improvvisato, ma DEVE essere serio, onesto, preparato, competente, critico e fantasioso].

  14. Per me “SEO” è il dedicare il mio tempo ad analizzare, studiare, pianificare ed ottimizzare l’architettura ed i contenuti di un sito web, affinchè gli stessi possano ottenere la maggior visibilità possibile sui motori di ricerca.

    Poiché molti degli editori online non hanno sufficienti competenze tecniche realtivamente al funzionamento della rete e dei motori di ricerca, e poiché gli stessi motori di ricerca possono essere la maggior fonte di visitatori e clienti per un sito, è di strategica importanza che chi decida di portare avanti progetti online che dipendano dalla presenza dal traffico mirato che solo i maggiori motori di ricerca sono in grado di fornire, studi ed apprenda le conoscenze e le pratiche fondamentali del SEO per applicarle ai propri siti online.

    Chiunque può apprendere e capire cosa è il SEO senza dover essere un tecnico od un programmatore.

    Rimettere nelle mani di un consulente SEO esterno la salute dei propri siti sui motori di ricerca, se tu come me sei un piccolo o medio-piccolo editore, è piuttosto rischioso (direi molto) è non è a mio giudzio una strategia sostenibile.

    Pagare invece un consulente che possa spiegarti ed istruirti su cosa il SEO sia e come poterlo applicare alla tue realtà è senza dubbio cosa non rischiosa per nulla e molto più utile.

    Una volta che conosci i tuoi limiti e confini, e sai quali sono le cose che non funzionano e possono essere migliorate, puoi rivolgerti ad uno specialista per fare implementare le soluzioni ed i cambiamenti che hai identificato.

    Questo secondo me è SEO.

  15. @David: secondo la tua teoria in Italia sono 7 visto che 3 posti sono occupati da Wiki.

    Cmq non concordo, poiché ci sono tanti SEO veramente bravi che lavorano per aziende o SEO Agency e quindi non hanno interesse a trovarsi in quella SERP.

  16. oppure sarebbe come scegliere il calzolaio in base alle scarpe che indossa 🙂

  17. Quoto assolutamente pigot… in Italia non esistono solo dieci SEO… ce ne sono tantissimi (e li conosco di persona) fenomenali ma che non sono nella SERP citata da David Orban… 🙂

  18. @Ultratasted
    Quindi tu pensi che essere SEO (indipendentemente da come ci si diventa- autoelezione o meriti reali) sia un passo verso il Web Marketing? Oppure ho capito male?

    Per me le due figure (SEO e WM), invece, possono essere anche completamente distinte. Complementari ma distinte!

    Un Web Marketer, secondo me, non è detto che sia un programmatore (un SEO secondo me lo è): è in grado di “rendere redditizio un sito internet” senza sapere nulla di php, ajax…

    Oppure sto bestemmiando?

  19. @ Marco Dal Pozzo

    La buonanima di Monsignor Della Casa mi impone di dire che non hai capito male, sono io ad essermi espresso in modo troppo criptico 🙂

    Scherzi a parte in effetti il mio commento è stato più demagogico che concreto.

    Alla fine degli anni 90 c’erano pochi seo, meno siti ottimizzati, i motori (google in primis) erano diciamo più ingenui’ ed era relativamente semplice lavorare con i grandi numeri.

    Esempio: mediamente su 1000 contatti, 1 diventa cliente, indipendentemente da com’è fatto il sito (anche il più marcio, per intenderci).

    Quindi per un seo che volesse aumentare la redditività di un sito doveva solo aumentare il traffico dai motori, cosa molto facile ai tempi (bastavano un centinaio di doorway con redirect).

    Oggi non è così: ci sono moltissimi seo, moltissimi siti ottimizzati, siti anziani e trusted che di default si posizionano in top 10 per qualsiasi minchiata, e parallelamente Google ha complicato un po’ le cose: ricerche personalizzate, user behaviour, Universal Search ecc.

    Oggi un SEO (nudo e crudo) lavorerà per 1, 2, o 3 keyword o keyphrase ad alto traffico / competitive. Il resto lo faranno le chiavi derivate, o da ‘long tail’ come dicono gli esterofili.

    E nel momento che togli ad un SEO la possibilità di lavorare agevolmente con i ‘grandi numeri’, lo hai privato di gran parte della sua rilevanza in un contesto di aumento redditività di un sito.

    Servirà quindi anche un internet marketer che, tramite strumenti aggiuntivi/diversi (ppc, banner adv, email marketing ecc ecc) compensi questo minor afflusso dai motori e crei le basi per un sostanzioso traffico da studiare e convertire in clientela.

    Inoltre gli utenti, nel 2007, sono diventati più esigenti: non è più sufficiente avere un “sito” e un bottone “compra adesso”. E’ necessario studio della grafica, infondere fiducia, testare diversi registri di comunicazione e persuasione ecc.

    E questo proprio perchè (specie per un sito nuovo) non ci sono più numeri tali da poter ragionare per statistica. Bisogna quindi operare affinchè il singolo contatto possa, in potenza, trasformarsi in cliente.

    Che le competenze che ho descritto siano riunite in un’unica figura (Un seo che è anche esperto di wmkt e comunicazione), oppure in ‘Qui il seo’, ‘Quo il web marketer’ e ‘Qua il comunicatore’, poco importa.
    Il senso generale è che un SEO puro e semplice non è più in grado, da solo, di rendere ricco il suo cliente.

    ps: non credo che un programmatore/designer debba anche necessariamente conoscere la SEO; ritengo però che un SEO, pur non obbligato ad esserne un guru, debba comunque avere almeno un’infarinatura di tecnologie per il web (programmazione, design, database ecc ecc).

    Regards.

  20. Il SEO e` un mestiere come un altro, solo in un zona un po’ “grigia” dell’etica.

  21. Pieropan dice:

    Il SEO è quel bipede senziente che riesce a campare facendo la SEO.
    Cosa significhi SEO è irrilevante.
    E’ un bootstrap logico.

    Eseenzialmente è un consulente, cioè uno che risolve in modo incomprensibile problemi che i suoi clienti non sanno ancora di avere.

    E il resto è noia 😛

  22. Secondo me la figura del SEO coincide con quanto detto da “Ultra Tasted” però è una figura in evoluzione…
    Mentre prima si limitava ad aggiungere tag, keyword, link e altro, ora si sta fondendo con la figura del SEM cioè devo lavorare anche il lato marketing. per “sistemare” un sito oggi, non serve solo “posizionarlo” ma anche “ottimizzarlo”, dal punto di vista della grafica, dei contenuti e dei processi di un sito, (come i processi di acquisto, ad esempio in un e-commerce)

  23. Evabbè, ti accontento anche io, anche se, dati i miei trascorsi da webmastah, dovrei astenermi, in quanto, in parte, ex-appartenente alla categoria.
    Il SEO è il professionista in grado di applicare a un sito web la propria conoscenza dei motori di ricerca al fine di posizionarlo il più vicino possibile al primo risultato ottenuto da keywords rilevanti.
    Questa è la definizione più “asettica” che mi viene in mente: anche chi ti infila la mazzetta in tasca per farsi linkare corrisponde a questa definizione.

  24. C’è chi dice che i SEO (sic!) siano i “pronografi del web”. 😉

    nda

  25. Dipdende dai punti di vista.

    Punto di vista di chi ha commissionato un sito (invisibile):

    Mostro sacro conoscitore di tecniche segrete piene di parole (inglesi) in grado di portare il sito al primo posto. Questa visione è ben chiara agli Account 🙂

    Punto di vista del webmaster che ha fatto un sito invisibile:

    Per lui il SEO è spesso un punto di arrivo e di ulteriore crescita, nonchè (la SEO) un opportunità di spillare qualche soldo in più al cliente.

    Spesso in questa fase il wembaster/seo fa quello che spiegava UltraTasted per diventare un vero SEO 🙂

    Punto di vista di un SEO

    Qui ci si divide, per i SEO Fanatici (quelli da contest per intenderci..) il SEO è sempre un superguru, e una strada per la vita. Di solito non lo fanno di mestiere, o almeno non 8h al giorno, ma per arrotondare e farsi belli con amici e altri SEOFanatici.

    Ci sono poi i SEO “veri” (quelli che lavorano 8 ore al giorno per una qualsiasi azienda) però che ad un certo punto si rendono conto che il SEO nel senso classico del termine è solo un tecnico che finisce per fare 8h al giorno le stesse 5 cose che ovviamente non cito, per non rovinare le aspettative di vita dei primi 3 “personaggi” citati.
    Di solito, questo tipo di SEO, inizia a pensare nel giro di qualche mese a come cambiare prospettive lavorative, e, se ha fortuna, prende il SEO come base di partenza e punta a diventare un SEM Specialist.

    Punto di vista di un SEM Specialist

    Il SEO è quello che fa il lavoro sporco 😉

    Se volete anche sapere chi è un SEM Specialist bisogna che stefano crei un nuovo post 🙂

  26. Il Seo e’ per cominciare un ottimo comunicatore reale.

    Una persona che ha un minimo di esperienza di comunicazione verbale,gestuale e sa sfruttare e comprendere sistemi di statistica e analitica in modo da rendere piu’ elaborata ma comprensible la strategia da proporre al committente.

    Se nom si hanno i requisiti per presentare efficacemente un servizio in prima persona si puo’ essere bravissimi a livello tecnico ma deludenti nel lato emotivo,commerciale (che poi e’ quello che conta,oltre alla soddisfazione del cliente e di noi stessi)

  27. Trovo questo thread dopo averti letto altrove, dove ti lamentavi di quyanti affermassero che il seo DEBBA necessariamente saperne di programmazione etc.

    E scopro che hai ottime idee anche su altre questioni.
    Lancio una provocazione: possibile che il web “semantico” sia semplicemente il regno degli ultratecnocrati?
    La semantica non è materia per l’ingegnere, i think.

    Il sito più visitato in Italia è tale , la Repubblica.it, per via dei suoi ottimi programmatori?

    Un seo è un operatore nel nuovo, grande e sempre più affollato Media.

    Non è eticamente vincolato ad essere un black hat.
    Può essere un selezionatore di buoni contenuti, un impaginatore di risorse reali.
    Può addirittura fare il copywriter engine friendly.

    Quindi il seo come pratica, non come ruolo tecnico predefinito.
    Oppure IL seo come mestiere e identità “di mezzo”, tra la tecnica e la comunicazione, gli script e i contenuti unici.

    Besitos

  28. @Fabio: premesso che siamo ancora ben lontani dal web semantico, secondo me e soprattutto secondo altri molto più autorevoli di me, sono d’accordo con te su tutti i punti. Tutti.

  29. Cavolo, avevo una mezza voglia di dire la mia, ma ora che ho letto tutto quello che avete scritto, ci ripenso e me ne torno a casa.

    Non ero SEO, sono diventato SEO, ho smesso di fare il SEO. Nonostante ciò, ancora oggi non so esattamente cosa significhi essere SEO.

    Dite che ho rubato i soldi per anni?

  30. sara’ il caso che mi dici come hai fatto, cosi mi ci butto pure io!

  31. anzi detta come va detta consiglio una vacanza relax, e subito dopo riscrivere tutti i commenti, scommetto che sara’ tutto diverso !

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