Io ci vado

Voi fate quello che volete, ma ha ragione Paul. E io al V2-Day 2008 per una libera informazione ci vado.

Dieci minuti

Questo video dura dieci minuti. Tanti o pochi che siano, vi consiglio di guardarlo. Fino in fondo.

Via Beppe Grillo

Ma io vendo salami

I cosidetti grillini stanno reagendo in maniera prevedibile al post di Alessandro Gilioli del quale ho scritto ieri. La risposta che più mi colpisce non è una risposta, è una scusa: “ma Beppe Grillo è solo un comico“.

Per inciso, visto che non ne ho mai parlato prima, espongo brevemente la mia posizione rispetto al fenomeno Beppe Grillo: non mi schiero con i seguaci, non mi schiero con i detrattori. Non vedo tutto bianco o tutto nero. Ritengo Beppe Grillo una risorsa per il nostro paese (per fortuna non l’unica, anche se sono sempre poche). Ma è chiaro che se i modi con cui porta avanti le sue proteste diventano assoluti, se per sostenere i suoi argomenti si spinge troppo in là, se non fa distinguo quando spara su una categoria prendendo di mira anche chi non merita minimamente di ricevere l’attacco… se fa (come fa) tutto questo (e anche più), ai miei occhi passa inevitabilmente dalla parte del torto. Intendiamoci, anche qui non è il torto totale, completo, assoluto. Ma perde di credibilità e le sue denunce perdono valore e forza. Non a caso, quando la casta si è dovuta difendere dagli attacchi di Grillo, ha avuto gioco facile nello sminuire le sue accuse.

Ad ogni modo, torniamo alla risposta “ma è solo un comico”.

Beppe Grillo è un comico allo stesso modo in cui io sono un blogger e allo stesso modo in cui chi guarda la tv è un telespettatore. Capite che “comico”, “blogger” e “telespettatore” non possono essere termini da usare seriamente nel definire una persona. Perché Beppe Grillo è una persona allo stesso modo in cui io sono una persona e allo stesso modo in cui chi guarda la tv è una persona.

Quando leggo “ma è solo un comico” (o ancora più quando è lo stesso Grillo a dire “ma io sono solo un comico”), mi viene in mente la risposta che ho dato io tante volte a chi mi poneva domande – su linux, seo, networking e tutti gli altri settori dell’informatica di cui mi sono occupato/mi occupo e nei quali ho qualche conoscenza – quando non avevo voglia, tempo o capacità di rispondere: “ma io vendo salami“.

Certo, è vero, faccio anche quello (hai presente Inari?). Ma non è che il fatto di vendere salami mi vieti o impedisca di occuparmi (ed in alcuni contesti con grande soddisfazione) di argomenti completamente differenti.

Ci sono momenti in cui non ho tempo o voglia di rispondere a domande tecniche (chi ha alle spalle anni di frequentazioni di chat, forum, newsgroup etc. capisce bene cosa intendo dire). Ci sono volte in cui mi vengono poste domande tecniche (ad esempio come si fa una certa operazione specifica con apache). Non volendo rispondere, alterno al silenzio la risposta “e che ne so? io vendo salami!”. È assai evidente che non è una risposta accettabile. Ma infatti io la dico ridendo (e se in quel momento la pigrizia o la fretta non hanno la meglio fino in fondo, aggiungo anche un ” 🙂 ” ).

Ecco perché, dal mio punto di vista, la risposta “ma io sono solo un comico!” non può essere una risposta accettabile. Almeno finché non mi è chiaro che viene detta ridendo.

Intervista a Beppe Grillo su L’Espresso

In vista del V-Day del 25 aprile contro i giornali, Beppe Grillo è stato intervistato da Alessandro Gilioli, giornalista del L’Espresso.

Le domande sono molto interessanti, le non risposte pure. L’intervista potete non trovarla a questo indirizzo.

Buona lettura (consigliata: sembra lunga, ma la non intervista si beve in un sorso).

P.s. hanno scritto sull’argomento anche .mau. e Massimo.