Il raggruppamento delle pagine nelle SERP di Google

Dato che all’interno di una discussione sul forum GT è uscito l’argomento, ripropongo qui anche per i miei lettori quanto ho scritto, così come l’ho scritto (giusto qualche correzione stilistica), sull’argomento “raggruppamento delle pagine all’interno delle SERP“, che lo ricordo sta per Search Engine Result Page, ovvero la pagina dei risultati sul motore di ricerca.

Sappiamo tutti che un dominio può avere un massimo di due pagine per ricerca (finché si resta nelle ricerche normali, è ovvio che se cerchiamo rosse site:scarpe.com cambia). Con il termine dominio includo anche il sottodominio. Quindi, per esempio, ecco perché cercando su google la keyword ‘google’ abbiamo una sfilza di siti sotto google.com: www, maps, video, news, groups, bla, bla, bla. Sono sottodomini diversi, ed ognuno ha a disposizione due posizioni possibili (massime, teoriche).

Quando all’interno di una singola pagina di risultati un sito ha due pagine, queste vengono raggruppate. Se un sito ha per esempio due pagine che si posizionano per una determinata keyword al #2 e al #9 posto, Google visualizzerà le due pagine al #2 e al #3 posto.

Ecco spiegato perché quando la visualizzazione cambia, ed invece di 10 risultati ne visualizzi 100, i risultati sembrano cambiare. Semplicemente, vengono raggruppate le pagine di ogni sito che per quella keyword si posizionano nei primi 100 risultati. Se quindi avessimo un sito che per una keyword si posiziona al #2 e al #50 posto, visualizzando 100 risultati per pagina vedremo le due pagine al #2 e al #3 posto.

Sperando di essere stato chiaro, condivido al volo un ulteriore spunto di riflessione.
Ipotizziamo che un nostro competitor occupi il #2 ed il #3 risultato (perché raggruppati, appunto) per una keyword di nostro interesse. Sappiamo che la pagina al #2 posto sta occupando la sua reale posizione, ma sappiamo anche che quella al #3 posto in realtà è lì perché raggruppata, quando in realtà occupa una posizione che varia da #3 a #10 (dato che stiamo visualizzando 10 risultati alla volta. Si capisce poi da solo perché non ha senso fare questa operazione con più di 10 risultati).

Come facciamo a capire che posizione reale occupa? Semplice: aggiungiamo &num=9, &num=8, &num=7 e così via all’url della serp di google, finché il secondo risultato non sparisce. Quando sparisce, capiamo che posizione reale occupa quella seconda pagina che normalmente viene raggruppata.

A chi si chiede l’utilità di questa ‘scoperta’, ecco la risposta. Un sito che occupa due posizioni di fila ed è sopra di noi (magari subito sopra il nostro sito) tenderà a toglierci parecchi possibili click. E se noi siamo #4 ma la pagina al #3 posto ci ruba traffico, quando abbiamo scoperto che la sua vera posizione è, ad esempio, #10? Beh, sappiamo che posizione deve raggiungere una nostra pagina per eliminare quel doppio risultato (il raggruppamento) dalla serp di Google. A volte è molto difficile anche arrivare #10, quindi non è detto che ne valga la pena, eh. Ma meglio saperle, le cose 😉

Commenti

  1. mi hai aperto un buco in testa!
    grazie. la discussione mi era sfuggita, ma ho fatto subito due prove e ho capito che devo eliminare il mio competitor con mezzi illeciti, perché il suo raggruppamento è frutto di #1 e #3

  2. #1 e #3? in bocca al lupo 🙂

  3. A mio parere sarebbe interessante sottolineare come i risultati raggruppati nelle serp abbiano un più alto ctr, godendo di un leggerissimo vantaggio dato dall’espediente grafico del rientro (oltre il fatto di occupare 2/10 di serp!)

  4. Va anche detta un’altra cosa, a completamento dell’ottima osservazione del buon amico Stefano. Manco a farla apposta, in questo momento sono proprio nel suo salotto e lui è dietro di me al server 🙂

    La SERP indica l’ordine dei risultati, non la forza e la distanza.

    Quando vediamo che un sito in seconda posizione ed un altro in terza, non sappiamo la distanza in forza che c’è tra i due. Chiunque abbia provato in modo sistematico, sa che a volte recuperare una posizione è facile, in altri casi è impossibile.

    Ciò che Google non ci dice, infatti, è il valore in forza di ogni posizione, ma solo la posizione (appunto).

    Immaginate di guardare la griglia di arrivo di una gara di formula 1. Vi si dice chi è primo, chi è secondo, chi è terzo, ecc. ecc.
    Non si dice, invece, che il primo ha staccato il secondo di 100 metri, che il secondo ha staccato il terzo di un metro e così via. Cosa invece fondamentale.

  5. Complimenti stefano per la scoperta, mi hai levato molti dubbi. Interessante anche il concetto di “forza” della posizione, di fradefra l’avevo sperimentata sulla pellaccia in passato ma non avevo mai riflettuto sulla sua valenza pratica.
    saluti

  6. grazie per i complimenti, ma non credo di aver scoperto nulla, in realtà. semplicemente circa 4 mesi fa cercavo di capire come mai per una keyword un mio sito fosse a volte #2 e #3, a volte #2 e #11…

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