[WordPress] Il miglior plugin per rimuovere l’attributo nofollow dai commenti

Dato che questo blog ha attirato parecchie attenzioni sull’argomento nofollow nei commenti, mi sembra doveroso segnalarvi che da questo momento ho cambiato il plugin per rimuovere l’attributo nofollow dai link di questo blog.

Ero già stato tentato di fare questo passaggio qualche tempo fa, allorché provai il Lucia’s Linky Love per qualche ora. Ma dopo quel test, tornai al fido (ancorché semplice) dofollow di sempre.

Ma ora ho cambiato definitivamente plugin, e non solo perché l’autore è un caro amico (al quale devo pure tanti favori, tra i quali spicca il recente upgrade del server su cui vive anche questo blog), ma anche, anzi soprattutto, perché è davvero il miglior plugin disponibile per rimuovere l’attributo nofollow dai link nei commenti sui blog che usano WordPress, tra i tanti disponibili. Basta l’elenco delle feature per capire che non sto esagerando. Insomma, signore e signori, ecco a voi Nofollow Free, il mio nuovo plugin preferito per la rimozione del nofollow.

Dunque, consiglio a tutti quelli che a suo tempo decisero di rimuovere l’attributo dai link di passare a questo nuovo plugin. L’installazione e la configurazione sono, come al solito, iper facili ed iper veloci. Quindi, perché rimandare? Installa ora Nofollow Free!

Ogni SEO impiega come vuole il proprio tempo

Voi continuate a chiedervi se sia meglio il trattino o l’underscore, continuate a lamentarvi di non essere dentro ODP, continuate a guardare cose inesistenti come la keyword density, continuate a riempire i vostri footer di merda, regalate qualsiasi cosa in cambio di un link, continuate pure a chiedervi perché Google è tanto cattivo e continuate a chiedervi se è meglio fare keyword stuffing nell’attributo title o nell’attributo alt. Continuate a piazzare i nofollow in modo da non disperdere il Pagerank, continuate a guardare cosa mettono i vostri concorrenti nel meta keywords, continuate a fare scambi link guardando il Pagerank, continuate a registrare domini pieni-di-keyword-utilissime.

Io continuo a migliorare il mio ranking.

p.s. mi piacerebbe avere un maggior numero di commenti al post Chi è secondo te il SEO?. Mi accontentate?

Come lo spam del viagra sta alla farmacia

Mentre attendo un maggior numero di commenti al post Chi è secondo te il SEO? – per chiarire: 1) la vostra risposta non può essere sbagliata. Per definizione! 2) SEO sta per Search Engine Optimization e chi fa SEO si occupa quindi di migliorare la visibilità dei siti web sui motori di ricerca – vi dico chi SEO non lo è.

La nostra società è specializzata nell´inserimento e posizionamento dei siti web nei Motori di Ricerca italiani ed internazionali.

Il tuo sito nei principali Motori di Ricerca
Google, Virgilio e Libero, Msn, Yahoo, Altavista, Tiscali

Garanzia di inserimento nelle directory
Solo 149 euro + iva
.
Informati e acquista il servizio
.

L´importante è scegliere parole chiave “vincenti” che identificano esattamente il vostro servizio/prodotto

Ad esempio: se site una tipografia di Roma userete parole chaivi del tipo:
– tipografia roma ; stampa calendari ; stampa calendari 4 colori ; stampa calendari roma

Se siete un Hotel in zona fiera a Milano
– hotel zona fiera milano ; hotel 3 stelle milano ; hotel vicinanze fiera milano

Inseriremo nel vostro siti i corretti codici Metatags e a cadenza trimestrale vi spediremo un reports di visibilità

Questa email è l’ultima di una lunga serie di spam che ricevo da sedicenti SEO (gli piacerebbe, eh) che vogliono truffare la gente. Ma questi stanno al SEO come chi vi vuole rifilare viagra e cialis sta alla farmacia.

Chi è secondo te il SEO?

Sto preparando da diversi giorni un post sul caso relativo alla penalizzazione di MasterNewMedia da parte di Google. Lo sto preparando con una certa lentezza sia per necessità sia per volontà, dato che se ne sta parlando parecchio in questi giorni, ed escono spesso e volentieri nuovi dettagli, nuove considerazioni, etc.

Sia dai post di Robin sull’argomento sia da altri commenti sparsi qua e là, mi sembra però prioritario partire da un argomento vicino ma collaterale, prima di concludere il post di cui sopra, il quale, probabilmente, alla fine non verrà pubblicato qui ma su Marketing Routes, dato il target di riferimento e la maggior visibilità rispetto a questo blog.

Però è qui, dove i lettori non sono solo SEO e SEM, che devo chiedere a voi: chi è secondo te il SEO? quale opinione hai di questo lavoro e di questa categoria di lavoratori?

Vi prego di rispondere con la massima sincerità, senza farvi problemi di sorta. Al limite, se ne sentite il bisogno (non riesco ad immaginare un motivo, ma magari c’è), scrivete il commento in modo anonimo. Però è davvero importante a questo punto capire esattamente qual è la reputazione dei SEO.

Ovviamente, chi è SEO può evitare di commentare. Forse addirittura dovrebbe evitare, ma niente imposizioni. Magari specificate all’inizio del vostro commento che siete un SEO.

Vi ringrazio in anticipo per i commenti che vorrete lasciare.

Un anno senza nofollow

Oramai tutte (o quasi?) le piattaforme di blogging inseriscono di default l’attributo rel=”nofollow” ai link nei commenti. Questo attributo ha la funzione di comunicare ai motori di ricerca di non seguire il link e, dato che i link hanno un enorme peso nel ranking dei siti sui motori di ricerca, aveva lo scopo di ridurre lo spam sui blog, spam che aveva appunto l’obiettivo di migliorare il ranking dei siti linkati, sia nel nome del commentatore sia nel commento stesso.

Ma chiunque gestisca un blog sa bene che il nofollow non ha prodotto alcun risultato utile. Lo spam arriva comunque (e sempre più) ed i link legittimi non hanno valore. Un buco nell’acqua, insomma.

Dato e considerato che su questo blog c’è la moderazione nei commenti per chi commenta la prima volta, c’è un efficace sistema antispam e c’è il tenutario che legge tutti i commenti che arrivano, mi è sembrato sciocco mantenere il nofollow ai link di chi invece scriveva commenti reali.

Per questo, esattamente un anno fa, ho rimosso il nofollow dai commenti. Non solo non c’è nessun vantaggio nel tenere questo attributo, ma c’è vantaggio nel toglierlo. Inoltre, è un modo carino per ringraziare chi, con i propri commenti, aggiunge contenuto, opinioni, notizie e quant’altro.

Dopo un anno, posso trarre queste conclusioni:

  • i commenti safe su questo blog sono aumentati (certo, ci sono state anche altre cause insieme a questa), con tutti i vantaggi che questo comporta;
  • i commenti spam poi approvati sono rimasti gli stessi: zero;
  • questo blog ha guadagnato ulteriore autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca (certo, ci sono state anche altre cause insieme a questa) e forse – boh, ditemelo voi questo – agli occhi degli utenti;

Quindi, anche le piccole preoccupazioni iniziali che avevo sulle conseguenze della mia scelta si sono sciolte come neve al sole. Non a caso, in moltissimi mi hanno seguito ed hanno fatto lo stesso (avrei voluto, per festeggiare questo anniversario, linkare tutti coloro che hanno rimosso il nofollow dal loro blog, ma sono davvero tanti. Facciamo così, se ne avete voglia, scrivetelo qui nei commenti).

Ci possono essere altre preoccupazioni in chi decide di non togliere il nofollow. Ad esempio, c’è chi dice “eh, ma così non perdo Pagerank?”. Questa domanda oramai mi ha sfracellato i coglioni (scusate, lo so, sembrava un post tanto serio e ben impostato, che questa affermazione può sembrare fuori luogo, ma…). Non solo perché dimostra la poca conoscenza del Pagerank, ma anche perché dimostra la poca conoscenza di quale sia il reale impatto del Pagerank all’interno dell’algoritmo che determina il ranking di una pagina su Google. Dico solo che il sottoscritto ha ottimamente posizionato un sito in un settore difficile come il turismo con keyword piuttosto competitive puntando tutto sui link in uscita…

Di chi invece si preoccupa di avvantaggiare gli altri blog nelle varie classifiche neanche voglio occuparmi (per ovvi motivi di decenza).

Altre preoccupazioni? Scrivetemele nei commenti.

Voglio solo elencare alcuni buoni motivi (alcuni già citati in questo post) per rimuovere il nofollow dai link nei commenti:

  1. il web si basa sull’ipertesto, ovvero i link sono l’anima del web. Annullarne il valore è contro il principio su cui si fonda tutto il web!
  2. linkare risorse esterne degne di menzione è un vantaggio. Dato che raramente un commento degno proviene da un utente che linka un sito indegno (e comunque in questo caso si può intervenire manualmente per correggere il problema – io l’ho fatto in un paio di occasioni), raramente manca questo vantaggio.
  3. incentiva i commenti sul proprio blog. Dare in cambio un link vero può far decidere chi è in dubbio tra il commentare o meno un nostro post per la scelta più vantaggiosa… per entrambi;
  4. togliere il nofollow può essere d’esempio per altri. Ecco che, tornando ad un web libero dai nofollow, ogni nostro commento altrove può essere premiato con un link buono;

Mi sta soprattutto a cuore, però, il primo punto di questo tutt’altro che esaustivo elenco. Oggigiorno sembra che un link lo si possa dare solo in cambio di birre, cellulari e bamboline gonfiabili. Ma un web così non mi attira neanche un po’…

Per chiudere, DoFollow è il plugin per wordpress che io uso per togliere i nofollow dai commenti. Ma ce ne sono molti altri e non solo per wordpress, ovviamente.

Aggiornamento: come già segnalato in questo post, ho cambiato il plugin usato per rimuovere il nofollow: Nofollow Free

Salva il web, togli il nofollow!

Great success

Negli ultimi tre giorni ci sono stati due eventi importanti e ben riusciti.
Il primo era il Corso SEM e SEO a Lecce fatto da Yoyo formazione rotolante (e magari ne parleremo più approfonditamente in un post successivo, ok?) giovedi e venerdi scorso.
Il secondo era il BarcampMatera, che si è tenuto ieri. Ma anche il Barcamp merita uno spazio tutto suo, quindi ne parlerò nel prossimo post.
C’è comunque una cosa che accomuna i due eventi: l’ottima riuscita. Come direbbe Borat, “Great success!“.

Guida SEO

Tempo fa scrissi che magari un giorno avrei scritto una guida al posizionamento sui motori di ricerca.

Bene, a distanza di parecchio tempo, ne ho scritta una.

Non meravigli troppo questa mia improvvisa quanto inaspettata voglia di scrivere pagine su pagine su come ottimizzare un sito web. Si tratta, infatti, di una guida fatta di una sola pagina, e neanche troppo lunga. La potrei chiamare la “One Page SEO Guide”, anche se in realtà è solo un richiamo al buon senso, applicato ai motori di ricerca.

Ed ecco a voi, quindi, la guida al posizionamento sui motori di ricerca, che in una paginetta riesce (o almeno, spero) ad indirizzare i novelli SEO (e magari non solo loro, chissà) verso gli aspetti davvero importanti dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (ovvero, non dove i SEO solitamente guardano).

Si tratta di una sola pagina, e non ha quindi grosse pretese, è chiaro. Ma se può aiutare a capire che SEO non significa tanto preferire il trattino all’underscore negli URL, mi riterrò soddisfatto.

Il software che vorrei su Ubuntu

Ogni tanto leggo delle assurdità tipo “Windows è per chi lavora, Linux per chi deve giocare”.
Mi pare talmente ovvio che al limite possa essere vera l’affermazione contraria che non ho neanche voglia di spiegare perchè si tratta di un paradosso. Insomma, casomai “Linux è per chi lavora, Windows per chi deve giocare”.

Nel mio lavoro sento però la mancanza di un paio di applicazioni. Una in realtà ci sarebbe: Advanced Web Ranking è un software scritto in Java che permette di fare il check del ranking di un sito sui vari motori di ricerca per una serie di keyword. Funziona bene, supporta le API di Google e Yahoo! (anche se non ho capito se Google rilascia ancora quelle API), genera report in vari formati, etc. E non costa neanche troppo.
Essendo in Java, gira anche su Linux.
Ma essendo in Java, ha due problemi: 1) CPU e RAM non bastano mai; 2) integrazione nulla con il mio bel desktop.

L’altro software che mi manca (e questo manca proprio, temo) è un tool simile al Google AdWords Editor. Spero che Google voglia rilasciare presto una versione anche per Linux, oltre a quelle per Windows e Mac OS X. Anche se temo dovrò aspettare molto a lungo. A meno che non ci sia qualche programmatore volenteroso che legge questo blog che non vede l’ora di sporcarsi le mani con le Google Adwords API 🙂

Non perdetevi questo Live GT!

Giovedì 7 Settembre alle ore 15,00 si terrà il 3° LIVE GT. Una sessione di oltre 2 ore, durante la quale un esperto risponde a domande poste dagli utenti del Forum.
Dato che il Live GT, giovedí, sará con Stuart (autore di una delle migliori guide sul posizionamento nei motori di ricerca) vi consiglio vivamente di non perderlo.
Per la cronaca, Stuart è l’unico utente del forum GT, a mia memoria, che è stato elevato al grado di moderatore grazie all’unanime acclamazione degli utenti. E scusate se è poco…
Quindi, appuntamento sul forum GT!

A breve, tra l’altro, verranno comunicate altre novità che lo riguardano 😉

I 20 errori da evitare per gli aspiranti SEO

Sul forum GT, l’utente Hotshot si chiede: quali sono gli errori principali da evitare per i SEO alle prime armi? E ne suggerisce un paio (che condivido).
Poi arriva Stuart (l’autore di Google Rank, mica pizza e fichi…) e stila quella che diventa una perfetta TOP20 degli errori da evitare. La riproduco qui (inclusi i primi due punti di Hotshot, ovviamente) per comodità.
[Per saperne di più…]