Googlebombing

Il Googlebombing è tutt’altro che morto. Inevitabilmente, aggiungo.

Italia.it? Un sito di merda

Con vivi ringraziamenti a marketing routes.

Ho cliccato un banner in flash

Per una volta che ho visto (si, non capita spesso) un banner in flash, ci ho anche cliccato su.
Ero sulla homepage del Corriere della Sera quando ho visto un invitante banner che promuoveva voli per Edimburgo a prezzi stracciati (amo Edimburgo). Ho deciso quindi di cliccarlo, per vedere se riuscivo a prendermi qualche giorno di vacanza (che ogni tanto farebbe anche bene…), ma… il click non funziona.
Si, lo so bene: il responsabile molto probabilmente è il plugin flash per firefox che ho su Ubuntu. Ma forse è meglio usare una tecnologia più accessibile, quando si tratta di fare investimenti pubblicitari.
Per dire: io non ho neanche modo di essere ulteriormente tentato dall’offerta. Niente vacanza per me, ok. Ma niente ROI per loro…

P.s. ok ok, sto facendo il talebano. In realtà nel banner scorre anche l’URL, quindi posso aprire un nuovo tab e scrivercelo (per la cronaca è www.jet2.com). Ma francamente dubito sia un’operazione comune…
P.p.s. ovviamente, l’offertona pubblicizzata nel banner non è poi rintracciabile sul sito…

Google Browser Sync per Firefox

Un grazie grande quanto una casa a Paolo Attivissimo che ha segnalato all’interno di un post molto interessante l’esistenza di un plugin che, in pochi minuti, mi ha cambiato la vita.

Infatti dice benissimo Paolo:

Se usate Firefox su più di un computer, vi sarete accorti che vi trovate spesso senza i vostri link preferiti: sono sistematicamente nell’altro computer quando vi servono.

Parlo del Google Browser Sync, extension che permette di sincronizzare tra i vari firefox che ho (pc di casa, pc in ufficio, notebook) alcuni dati importanti come i bookmarks, le password, l’history e i cookies. Una vera manna dal cielo, soprattutto per l’enorme quantità di password che salvo su firefox.

Corso SEO/SEM a Lecce

Se abiti nel Salento e sei interessato (per lavoro o semplice passione) al mondo dei motori di ricerca, hai un problema: non ci sono corsi in zona. Quando va bene, ne trovi uno a Roma. Altrimenti, più spesso, a Milano. Con tutto quel che ne consegue, in termini di spesa (e tempo). Insomma, noi, qui, nel magnifico Salento, siamo un po’ tagliati fuori (ti basta pensare a quanta strada devi fare per arrivare al Molise, regione confinante…).

Fino ad oggi, questa motivazione è stata un incontestabile alibi per non partecipare a nessun corso SEO e SEM (che spesso, per inciso, ha costi abbastanza alti). Fino ad oggi, però. Perché a metà maggio ci sarà finalmente un corso proprio a Lecce (location in via di definizione): il corso SEO/SEM di YoYo.

Chi conosce Francesco De Francesco, il docente del corso, conosce già le sue capacità: e non parlo solo di competenze tecniche; mi riferisco anche alla bravura nell’esposizione degli argomenti.
Inoltre il corso ha un prezzo molto più basso del solito. Insomma, non ci sono scuse per non iscriversi.

Inoltre, ma non meno importante, vi invito a leggere per bene tutto quel che viene offerto da YoYo: dalla assistenza gratuita per un mese all’iscrizione all’ADICO per un anno. E c’è persino una borsa di studio!

Ah, vi consiglio vivamente di affrettarvi, dato che il corso sarà a numero chiuso.

Link:
programma corso SEO/SEM a Lecce
calendario corsi di YoYo
il sito di YoYo

P.s. e magari spargi la voce 🙂

User generated commercial

Alessio mi aveva dato alcuni indizi per capire cosa stava combinando, ma, per quanto avessi potuto intuire qualcosa, mai avrei immaginato arrivasse a tanto.

Un doveroso grazie, oltre che ad Alessio, anche a JoeBar, grande artista.

Privacy? Quale privacy?

A causa di un copia e incolla neanche troppo attento, mi trovo chiamato in causa nel rispondere alla domanda: con tutti i servizi “web 2.0” (mi viene l’orticaria, ogni volta che scrivo “2.0”…) che nascono e muoiono (che se una cosa nasce, prima o poi muore, non ci piove), che ne sarà di tutti i dati personali che abbiamo lasciato in giro?

La domanda ha un senso. Eppure io non ho una risposta (potevo scrivere che “la risposta è dentro di me, epperò è sbagliata”, lo so).

Intendiamoci, non è che non abbia una risposta valida. È solo che non è una risposta che si adatta perfettamente al cosidetto “web 2.0” (e vai di orticaria). In fondo, il problema di tutela della privacy esiste da prima che a qualcuno venisse in mente di numerare le versioni di Internet. E personalmente, affronto il problema sempre seguendo la stessa logica.

In breve:
su Internet ci finisce solo quello che decido io (ok, c’è qualche mia foto messa a tradimento su Flickr, ma mi pare un dettaglio di poco conto). Non è poco: per dire, su Internet si trova facilmente anche il mio numero di cellulare (ma solo perchè mi sta bene così: niente suoneria, e santa autoricarica), il mio indirizzo di casa, etc.
E mi sta bene così, perchè preferisco dirle direttamente, le cose, anzichè darmi la falsa illusione di poter vivere Internet senza lasciare tracce.

Ma per tutti quei servizi potenzialmente inutili o inaffidabili (e questa è una regola che esiste da quando esiste il problema dello spam), io semplicemente uso un alias di posta che potrei distruggere in qualsiasi momento.
Questione chiusa.

Vista la figata?

Io credevo che certe cose appartenessero al secolo scorso.

Registrazione obbligatoria

Sul blog di Alessio si sta sviluppando una interessante discussione, in seguito ad un interessante post, sull’argomento “registrazione obbligatoria degli utenti in un e-commerce”.
Proprio in questi giorni sto testando qualche lieve modifica nella gestione del checkout su Inari, e quindi sono particolarmente interessato all’argomento. Ma penso possa interessare alcuni miei lettori, che magari non hanno ancora sottoscritto il feed del blog di Alessio e si stanno perdendo la discussione.

Boot loader SGOMBERO

Magari non ne avete voglia o magari non vi interessa un granchè, ma ugualmente date una letta a questa pagina.

Quando avete finito, tornate qui e ditemi nei commenti cosa usano per tradurre, in Microsoft.

Upgrade indolore

Questa notte ho aggiornato il presente blog alla versione 2.1.
Per la prima volta ho eseguito l’upgrade eseguendo tutti i passi suggeriti (non solo il backup, quello lo faccio sempre; soprattutto, ho disattivato i plugin). Ma penso che non avrei avuto alcun problema ad aggiornare dalla versione 2.0.7 alla 2.1.0 con i soliti metodi.

In ogni caso, anche per togliere qualche curiosità, alcune informazioni utili: intanto, il tema che uso, Glued Ideas, è già pronto per wordpress 2.1. Se usate questo tema, quindi, non avrete alcun problema.
Poi i plugin: quelli che uso io funzionano tutti anche con WP 2.1. Ecco l’elenco:

Ora devo solo sistemare alcuni dettagli relativi al tema (come i sopra presenti elenchi puntati). Se avete un’idea di come sistemare soprattutto quelli relativi al blogroll, ve ne sarei grato.