Microsoft Analytics Gatineau

Da ieri sto provando il prodotto di casa Microsoft per fare web analytics. Prima di farmi un’idea, ovviamente, avrò bisogno di raccogliere molti più dati e di studiarlo molto più a lungo. Ad oggi posso dire che la cosa bella è la segmentazione demografica (per sesso, età e professione) degli utenti. La cosa brutta è che mi sembra un prodotto estremamente giovane (non a caso è in closed beta).

Due parole sulla segmentazione demografica: ovviamente non riesce a farla per tutti i visitatori, ma siamo attorno al 15/20 %. È comunque una informazione utile, perché poi si può proiettare, come i sondaggi politici per le elezioni. Di primo acchito (anche se ancora non ho configurato caratteristiche fondamentali di ogni piattaforma di web anaysis come goals & funnels, data la natura del sito su cui lo sto testando), mi sembra questa l’unica feature che manca a Google Analytics. È anche vero che sono pronto a scommettere che questa feature verrà presto implementata anche da Google, che già permette di fare content targeting con segmentazione demografica via AdWords.

Staremo a vedere.

Corso gratis su Google Analytics

Martedi e mercoledi prossimo sarò a Verona per seguire il corso di google analytics organizzato da Yoyo Formazione. Due i docenti: oltre a Francesco de Francesco, ci sarà infatti anche Marco Cilia also known as Tambu.

Ovviamente non sono impazzito al punto da prendere e partire da Lecce alla volta di Verona apposta per un corso su Google Analytics. Ma “casualmente” sarò a pochi metri dall’hotel dove si svolge il corso, in quei giorni. L’unico sforzo, insomma, sarà svegliarsi di buon ora anche durante quei giorni che dovevano essere – in un mondo ideale – di vacanza.

2 requisiti essenziali per fare il SEO

Per poter occuparsi di SEO (acronimo di search engine optimization) sono necessarie parecchie competenze, in ambiti anche diversi. Chi scrive non ritiene il SEO una questione di pura tecnica, quanto di ampia stategia. Per pianificare ed attuare un’ampia strategia, serve un’ampia conoscenza.

Quali le basi necessarie prima di “studiare da SEO”? Secondo me ce ne sono un paio, più o meno valide anche per altri mestieri sul web, che sono necessità assolutamente imprescindibili.

      La lingua italiana
      Se ritieni di non avere una ampia dimestichezza con la lingua italiana, il suo lessico, la sua sintassi, la sua grammatica, spendi un po’ del tuo tempo a studiare meglio l’italiano. Non è tempo perso! Non penserai mica di poter scrivere frasi ottimizzate per i motori di ricerca se fanno rabbrividire una persona di media cultura, vero?
      TCP/Ip
      Comprati il TCP/IP Illustrated, Volume 1: The Protocols (Addison-Wesley Professional Computing Series) e mandalo a memoria. Se non sai come funziona tutto quel che c’è sotto il tuo sito web, farai molta più fatica a lavorarci. Non ne sono sicuro, ma dubito che Michael Schumacher sarebbe stato il campione che è stato senza conoscere il funzionamento di una automobile.

Search Engine Optimization: l’investimento a più alto ROI

Non lo diciamo noi del settore. O meglio, noi SEO lo diciamo, ma essendo di parte è giusto valutare le nostre affermazioni cum grano salis.

Grazie a Marco e Nereo, scopro la ricerca condotta da Marketing Sherpa sui partecipanti di ad:tech.

Cosa dice questa ricerca? Un grafico vale più di mille parole, e quindi lo riporto, così com’è:

adtechchart1.gif

Tutto chiaro? I clienti (i clienti!) ritengono il SEO la tattica con il miglior ritorno sull’investimento. Mi sembra ovvio, quindi, che il posizionamento sui motori di ricerca debba essere la prima tattica da prendere in considerazione quando si intende promuovere la propria attività online, il proprio sito web.

Spesso invece il SEO viene lasciato in disparte, volutamente ignorato: o come se non fosse importante o come se fosse ovvio che il proprio sito sarà ben visibile.

Allo stesso tempo spesso mi capita di veder spendere montagne di soldi su tattiche a bassissima/nulla performance. E spesso questo investimento viene seguito da frasi come “Internet non funziona”. Ebbravo!!

Allo stesso modo, vedo chi investe in maniera intelligente sul posizionamento nei motori di ricerca dire, al contrario, che “Internet funziona, eccome!”.

Corso di web analytics a Lecce

Per capire quanto ritengo importante la web analytics per chi si occupa di web marketing, basta guardare che rilevanza ho dato alla stessa su WebRising.

Se non bastasse, si potrebbe guardare meglio la lista di libri dell’ultimo acquisto su Amazon, dove compaiono ben tre libri (e che libri, signori miei!) sulla web analytics (Actionable Web Analytics: Using Data to Make Smart Business Decisions, Web Analytics: An Hour a Day e Web Analytics Demystified: A Marketer’s Guide to Understanding How Your Web Site Affects Your Business).

Se neanche questo fosse sufficiente a spiegare quanto importante sia (non uso il “secondo me” perché su questo so di essere in buona ed abbondante compagnia), mi gioco il jolly. [Per saperne di più…]

So, You Wanna Be A Hotel eMarketer?

Scopro tramite Sante questo video intitolato So, You Wanna Be A Hotel eMarketer?. Da vedere 🙂

E lasciatemi aggiungere che questo video è un ottimo esempio di link baiting.

Non era un fantasma

In tanti mi avete chiesto (e continuate a farlo) se ero al convegno gt, se ero proprio io, se è vero che sono passato, etc etc etc.

La risposta è “si”.

Avevo una mezz’ora di tempo prima di prendere il treno per rientrare a Lecce e ne ho approfittato per andare con Alessio a salutare qualcuno. Avessi avuto più tempo, mi sarei probabilmente trovato con la pausa pranzo e quindi la possibilità di salutare molte persone. Invece ho avuto modo di salutare velocemente solo Giorgio, Giulio, Nereo, Elena e Piersante (con Elena e Piersante sono anche riuscito a scambiare qualche chiacchera).

Gli altri li saluto da qui. Ci saranno altre occasioni 😉

Behavioral targeting

Allo IAB Forum Yahoo! ha presentato il suo Behavioral Targeting.

Non ho seguito più di tanto la cosa (mi son preso due dépliant e li leggerò con calma) dato che sono stato molto più attratto (e ci mancherebbe altro!) da coloro che si occupano di “mettere milioni di chicchi di sabbia in un cesto, uno alla volta”, ma l’impressione che ho, da uomo della strada, è che si tratti di una sorta di contextual advertising a scoppio ritardato.

Troppo difficile

Sto provando, in questi giorni, a recuperare tutto il lavoro arretrato che ho accumulato in una settimana off line. Ho passato infatti una settimana intera a Milano, con la scusa dello IAB Forum (che ne durava solo due, vabbé), senza mai collegarmi alla rete (paradossale, no?).

Mi pare di capire, dalla lettura di qualche post sparso per la rete, che i feedback per questo IAB Forum un po’ ovunque siano stati molto positivi. E ovviamente mi fa piacere (anche perché attraversare l’Italia per trovarsi poi ad un evento non all’altezza delle aspettative sarebbe stato quantomeno deludente 🙂 ).

Quel che vorrei provare a fare è salutare tutti quelli che ho rivisto con piacere e pure tutti coloro che ho conosciuto per la prima volta di persona, anche – soprattutto – dopo (a volte lunghe) conoscenze on line.

Non ho frequentato conferenze e workshop (a parte, ovviamente, quello sul search marketing). E non mi sono fermato a chiacchierare negli stand più patinati, fatti di banner e portali. E pur avendo compiuto questa naturale scrematura, è stato un continuo di “ciao”, “piacere” e altre piacevoli discussioni. Insomma, di gente ce n’era davvero parecchia.

Capirete quindi la difficoltà di provare a ricordare tutti quelli che ho incontrato. E dimenticarmene qualcuno potrebbe risultare antipatico. Insomma, tenderei a dire “un saluto a tutti quelli che mi conoscono” 😛

Piuttosto, sarebbe interessante – e magari proprio da chi era allo IAB Forum – come mai modelli di business considerati vecchi, morti e sepolti come il display advertising (più noto come “vendita banner al kilo”, della serie “ho fatto due etti e mezzo (di banner, nda), lascio?”) e l’email marketing abbiano riempito le sale dei workshop al punto da non riuscire a trovare posto mentre il workshop sul search marketing mi è sembrato quasi andare deserto, in confronto (anche se forse la sala per il search era stata ingrandita proprio perché era attesa una grande affluenza). Magari qualcuno ha a disposizione dei numeri sui partecipanti ad ogni workshop? In fondo, siamo stati identificati elettronicamente uno ad uno per questo, no? 🙂

Chissà, forse che Email e Display Advertising non sono poi così vecchi come a tanti piace credere?

Web Analytics Wednesday a Milano

Mercoledi alle 18:30 sarò al Web Analytics Wednesday. Ci troviamo mercoledì 7 novembre 2007 alle ore 18:30 presso il Tablè. Per indicazioni su come arrivarci, fate riferimento a questa pagina. Come prevedibile, è davvero a due passi da dove si tiene lo IAB Forum.