Bravi, così si fa!

Alle 2 di ieri notte ho deciso, nel più classico degli acquisti d’impulso, di comprare online due libri. Il mio e-commerce di riferimento per i libri è sempre stato IBS, ma questa volta volevo pagare usando Paypal, e IBS non offre questa opzione. Non si strapperanno i capelli, ma ovviamente ho cercato un altro sito dove acquistare i libri che volevo. Ho dato un occhio a Bol, ma – con stupore – non hanno a catalogo i due libri. Peccato (per loro), perché Bol invece accetta pagamenti con Paypal. Tra le altre opzioni che il buon Google mi ha offerto, ho scelto Hoepli. Su Hoepli non acquistavo da anni (da quando, se non ricordo male – correzioni più che benvenute nei commenti, grazie – era più che altro una casa editrice e vendeva online il proprio catalogo). Il tempo di verificare che accettano pagamento con Paypal, che la spedizione sarebbe avvenuta con corriere espresso (DHL, per dovere di cronaca) e che la disponibilità dei due libri era immediata… e ho proceduto all’acquisto. Checkout completato alle ore 2.42.

Questa mattina alle ore 12.14 mi arriva l’email che mi avvisa che la spedizione è stata effettuata. Ora vedo dal tracking online che DHL ha effettivamente ritirato il pacco, e quindi tra domani e dopodomani riceverò (sgratttt) i due libri.

Ora, dopo questa breve cronistoria, la mia riflessione (prima ancora che mi arrivi il pacco): l’esperienza d’acquisto, già buona al momento di effettuare l’ordine perché in 3 minuti ho fatto tutto (dal mettere i libri nel carrello al pagare), ha avuto un bel miglioramento dato che il mio ordine è stato evaso così velocemente. Così dovrebbe essere sempre, ma sappiamo tutti bene che la realtà è diversa…

Hoepli ha acquisito un nuovo cliente offrendomi i libri che cercavo ed il metodo di pagamento che volevo. E l’ha già parzialmente (giusto per non sembrare che mi lascio prendere da facili entusiasmi, eh) fidelizzato. Cliente contento, venditore contento.

E ora mi tocco, sperando che il corriere non si perda per strada 🙂

P.s. scriverò una recensione dei due libri, ovviamente, ma più che qui, su Di Vino & Cibo. Già, si tratta di libri di cucina. Cosa credevate? 🙂

Reato di lesa maestà

Berlusconi contestato da un abruzzese: identificato dalla polizia. Con lui, identificato anche un altro che ha esposto striscioni di protesta.

Perché?

Sull’8 per 1000

Chiaro, no?

il sisma abruzzese è stato di magnitudo 6,3. Lo scorso anno, a metà giugno, un forte sisma in Giappone ha provocato 13 morti, più di 350 feriti e circa 2000 persone hanno perso la casa. Ma era di magnitudo 7,2. Un confronto con i più recenti sismi italiani può dare un’idea: in Friuli, nel 1976, un sisma di magnitudo 6,4 ha provocato 989 morti; il terremoto dell’Irpinia del 1980, di magnitudo 6,9, ha provocato 2735 morti, 9000 feriti e 280.000 sfollati.

Prevedere i terremoti o adeguare gli edifici?

Basta link rotti

Grazie a Marco (ma grazie davvero, eh!) ho scoperto l’esistenza del plugin per WordPress Broken Link Checker. Prontamente scaricato ed installato, sta già trovando link rotti mentre scrivo questo post.

Usatelo pure voi, wordpresser 😉

P.s. questo post è nella categoria SEO/SEM, ma giusto perché nel blog non ho mai creato una categoria “web salubre” 🙂

Le pagine fan di Facebook si evolvono. In meglio.

Oltre alla nuova homepage (e ad altre attese novità come – finalmente – la rimozione del limite di 5.000 amici), Facebook sta cambiando anche le fan page (se ne avete una, potete già convertirla, prima che venga fatto automaticamente dall’alto).
Assomiglieranno molto di più alle pagine di profilo, con tanto di status update (che verrà anche pubblicato nello streaming di news nell’homepage degli amici – pardon – fan).

Questo cambiamento offrirà una maggiore facilità di relazione con i fan, ed in generale una migliore promozione dell’azienda/prodotto/personaggio in questione. Facebook mette a disposizione un piccolo pdf in cui illustra le novità.

E speriamo di non ricevere più richieste di amicizia da “Bar Tizio”, “Pizzeria Caio” e “Pub Sempronio”!

Per esempio, a me piace questo tipo di giornalismo

A parte la notizia in sé, che non è poi un granché, diciamocelo, a me piace il modo critico con cui possono scrivere articoli di giornale, anche di cronaca. Che francamente, di articoli appiattiti, scritti con il cervello spento, ne faccio volentieri a meno…

Mi sembra un buon primo passo. Ora vogliamo iniziare a scrivere articoli così anche quando si tratta di parlare dei potenti di turno e delle loro puttanate (dette e fatte)?

Mi piace

La prossima (quando? quando?) home di Facebook mi piace.

Poveri senatori

Che dire? il caffè costa 42 centesimi, la spremuta 92, un panino con prosciutto 1 euro e 17, un tramezzino 96 centesimi, un cappuccino 58, il tè 84, la birra 1,60, un pasticcino 46 centesimi. Il ribasso ha interessato anche i prezzi del ristorante: un primo piatto è passato da 1,80 a 1,50 euro.

copiato e incollato dal corsera.it

Nucleare? NO! (e non aggiungo “grazie”)

È vero che ci prendono per il culo (si può dire? massì, si può) tutti i giorni, anche per questioni di ben poca importanza, al punto tale che ci siamo abituati. Abituati talmente bene che – ammesso e non concesso che ce ne accorgiamo – non ci dispiace nemmeno. Però sul nucleare stanno esagerando.

Non sono certo un esperto di energia (nucleare o meno), ma un minimo di cervello (test QI alla mano) ce l’ho. E quando leggo interviste come questa al ministro Scajola (quello stesso Scajola che è famoso ai più per aver detto, riferendosi a Marco Biagi, “è un rompicoglioni”. Fosse stato più bravo a romperli, magari sarebbe ancora vivo, vabbé…), rimango senza parole. Ma poi mi riprendo, eh.

E dunque, cosa dice il ministro? Vediamo, e ridiamoci pure su. Però poi incazziamoci, perché ci prende per il culo.

Alla domanda “pensa che la maggioranza degli italiani sia ora favorevole al nucleare?“, il ministro risponde “La percezione è cambiata. La “guerra del gas” tra Russia e Ucraina, che il mese scorso ha rischiato di lasciare al freddo tutta Europa, e l’urgenza di ridurre l’inquinamento per combattere i cambiamenti climatici ci obbligano a diversificare le fonti di energia ricorrendo anche al nucleare. Il mix ottimale di generazione verso il quale dobbiamo tendere è composto dal 50% di fonti fossili (gas, petrolio e carbone pulito), 25% di fonti rinnovabili e 25% di nucleare”.

Ora, se la percezione è cambiata, lo vedremo casomai con un bel referendum, visto che è stato tramite referendum che l’Italia ha detto no al nucleare (e non con il 50,1% dei voti…). Detto questo, e preso atto che alla domanda il ministro non è che abbia poi risposto davvero, le sue divagazioni mi fanno rabbrividire. Se “il mix ottimale di generazione” (cioè, si tratta del risultato ambito entro i prossimi 35 anni???) è di avere il 50% dell’energia prodotto con fonti fossili, partiamo proprio male.

Ma è più avanti che le balle diventano colossali. Il ministro infatti afferma “Penso che dovremo far di tutto per spiegare che le nuove centrali sono incomparabilmente più sicure di quelle vecchie e che sono indispensabili per ridurre l’inquinamento e far pagare meno l’energia elettrica, soprattutto alle popolazioni e alle imprese delle zone attorno alle centrali”.

Che siano incomparabilmente più sicure, è tutto da dimostrare. E anche fosse dimostrato, non significa nulla. Resta sempre un pericolo. E se succede qualche incidente (non necessariamente un autentico disastro come quello di Chernobyl)? Saremo noi a produrre energia, come lampadine fosforescenti? Mah…

Ridurre l’inquinamento? Beh, si riduce l’emissione di CO2 (attenzione! riduce, non azzera!). In compenso, ci ritroviamo con scorie radioattive (materiali residui ad elevata radioattività che rimangono estremamente pericolosi per periodi lunghissimi (fino a tempi dell’ordine del milione di anni)). E sapete dove noi italiani volevamo mettere le nostre scorie radioattive? A Scanzano Ionico, in un luogo dove (a parte i rischi sismici, che da soli dovrebbero mettere fine ad ogni discussione al riguardo – ed il problema “sisma” esiste in tutta Italia) il mare si è mangiato 600 metri in 30 anni! (per qualche altra interessante curiosità relativa all’argomento “scorie a Scanzano Ionico”, leggi qui).

Ancora: ridurre i costi. Eh? Quanto costa costruire una centrale nucleare? Quanta energia produce prima che venga dismessa? Quanto costa dismettere la centrale? E ancora: l’uranio non è una fonte rinnovabile. Ce n’è poco. E costa sempre di più! E noi italiani che impieghiamo decenni per (non) finire una banale autostrada (una a caso…) vogliamo fare una centrale nucleare? Ammesso e non concesso che finiremo mai di costruirla, per allora non ci sarà più uranio… Tanti soldi buttati, altro che ridurre i costi! Persino i finlandesi (che certo sono gente più seria di noi) ci mettono più tempo e soldi del previsto per costruirne una… Allora dovremmo chiederci: conviene davvero costruire centrali nucleari?

E ovviamente, se i soldi verranno spesi (anche se dovrebbe essere chiaro che il termine “buttati” è molto più appropriato) per costruire centrali nucleari, ci saranno meno soldi da investire nella produzione di energia da fonti rinnovabili, le uniche fonti su cui si dovrebbe investire! Sfruttare le maree, i venti, il sole: questa è l’unica soluzione per ridurre costi ed inquinamento!

Prima di chiudere questo lungo post, invito alla lettura (nell’eventualità che vi sia sfuggito, ovviamente) di un articolo scritto da Dario Fo sull’argomento e pubblicato su Rep.it. E si, lo so: è bizzarro che sia un comico a scrivere uno degli articoli più saggi sui nostri mezzi d’informazione, ma d’altra parte, questa è l’Italia…