Che bel calciomercato!

L’Inter sembra vicina all’acquisto di Solari, centrocampista argentino del Real Madrid (in realtà sembrava dovesse arrivare già un paio d’anni fa…).
Se è una buona o cattiva notizia, lo scopriremo solo valutando come gioca.
Quella che sicuramente è una bellissima notizia è che potrebbe arrivare a Milano pure sua sorella. L’entusiasmo è già alle stelle, tanto è vero che quei mattacchioni di interisti.org hanno fondato un Liz Solari fun club.
Liz Solari


La terra dei cachi

Parcheggi abusivi, applausi abusivi,
villette abusive, abusi sessuali abusivi;
tanta voglia di ricominciare abusiva.
Appalti truccati, trapianti truccati,
motorini truccati che scippano donne truccate;
il visagista delle dive e’ truccatissimo.
Papaveri e papi, la donna cannolo,
una lacrima sul visto: Italia si’, Italia no.
Italia si’, Italia no, Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si’, puoi dir di no, ma questa e’ la vita.
Prepariamoci un caffe’, non rechiamoci al caffe’:
c’e’ un commando che ci aspetta per assassinarci un po’.
Commando si’, commando no, commando omicida.
Commando pam, commando prapapapam,
ma se c’e’ la partita
il commando non ci sta e allo stadio se ne va,
sventolando il bandierone non piu’ il sangue scorrera’.
Infetto si’? Infetto no? Quintali di plasma.
Primario si’, primario dai, primario fantasma.
Io fantasma non saro’, e al tuo plasma dico no;
se dimentichi le pinze fischiettando ti diro’:
“Fi fi fi fi fi fi fi fi, ti devo una pinza.
Fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l’ho nella panza”.
Viva il crogiuolo di pinze, viva il crogiuolo di panze. Eh
Quanti problemi irrisolti, ma un cuore grande cosi’.
Italia si’, Italia no, Italia gnamme, se famo du’ spaghi.
Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo;
un totale di due pizze e l’Italia e’ questa qua.
Fufafifi, fufafifi, Italia evviva.
Squerellerellesh, cataraparupai,
Italia perfetta, perepepe’ nainananai.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo;
in totale molto pizzo ma l’Italia non ci sta.
Italia si’, Italia no, scurcurrillu currillo.
Italia si’: ue’.
Italia no, spereffere fellecche.
Ue’, ue’, ue’, ue’,ue’.
Perche’ la terra dei cachi e’ la terra dei cachi

(Elio e le storie tese)

Corso di marketing

:: Corso di marketing al femminile ::

1) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti avvicini
a lui e gli dici: “Sono un fenomeno a letto”
Questo è Direct Marketing

2) Ti trovi ad una festa con un gruppo di amici e vedete un tipo molto
affascinante. Uno dei tuoi amici gli si avvicina e gli dice: “Quella
donna là è un fenomeno a letto”
Questa è Pubblicità

3) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Gli chiedi
il suo numero di cellulare. Il giorno dopo lo chiami e gli dici: “Sono
un fenomeno a letto”
Questo è Telemarketing

4) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Lo
riconosci. Ti avvicini a lui, gli rinfreschi la memoria e gli dici: “Ti
ricordi come sono brava a letto?”
Questo è CRM (Customer Relationship Management)

5) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. i alzi, ti
sistemi i vestiti, ti avvicini a lui e gli offri un bicchiere. Gli dici
come è buono il suo profumo, ti complimenti con lui per il suo completo,
gli offri una sigaretta e gli dici: “Sono un fenomeno a letto”
Questa è Public Relation

6) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Ti avvicini
a lui e gli dici: “Sono un fenomeno a letto” e in più gli fai vedere una
tetta.
Questo è Merchandising

7) Ti trovi ad una festa e vedi un tipo molto affascinante. Stavolta lui
ti si avvicina e ti dice: “Ho sentito in giro che sei un fenomeno a
letto”
Questo è Branding, il potere del marchio

:: Corso di marketing al maschile ::

1) Ti trovi ad una festa e vedi una bella fanciulla. Ti avvicini a lei e
le dici: “Sono un fenomeno a letto e resisto tutta la notte senza
fermarmi…”
Questa è pubblicità ingannevole, ed è punita dalla legge!

Sposto 3 vecchi post

Ho appena proceduto a spostare su questo blog 3 post che avevo scritto in italiano su diarizing, si’ da dare maggiore consistenza all’intento di usare questo in italiano e quello in inglese.

I post in questione sono questo, questo e questo.

Ora procedo anche a mettere un bel redirect 301 dai 3 vecchi url a quelli nuovi (e anche i search engine apprezzeranno).

Non finirà mai!

Su emule si trova un video bellissimo: più divertente degli sketch dei Monty Python, più eccitante di film con Rocco Siffredi, etc etc etc.

Il nome del file si chiama “Milan – Liverpool Finale Champions League 2005 (Commento MilanChannel).avi”.

Godimento assicurato!

E a proposito di Milan Liverpool, vedo che il sito 25 maggio 2005 sfiora il collasso per il numero di visite ricevute. Chissà come mai! (Update: il dominio è stato lasciato colpevolmente scadere, e quindi ora ospita solo annunci pubblicitari).

Ad ogni modo, poveri amici milanisti, non tutti i mali vengono per nuocere.
Ad esempio ora la TIM fa un’offertona irripetibile a tutti i tifosi del Milan:
parli gratis i primi 60 minuti, e poi stai zitto!

Poco tempo tanto lavoro

Così diceva un vecchio amico ai tempi dell’università.

Mi viene spesso in mente questa frase. Ma in questo periodo è quasi un’ossessione, un metronomo che scandisce le giornate: veramente troppo corte, e veramente troppo piene di cose da fare.

Era tutto previsto, sia ben chiaro. Avviare un’attività imprenditoriale non è mai una passeggiata. Tanto meno quando si hanno tante idee e sane ambizioni. Se non ci fosse la passione, sarebbe una tortura. Invece è bello avere stimoli interiori: rende il lavoro piacevole.

Dunque, giusto spiegare in due righe di che attività sto parlando (suppongo ci sarà occasione anche in futuro di parlarne).
Insieme a Chiara (mia cugina) e Nichi (il suo ragazzo, finchè non si decidono a sposarsi), ho avviato una attività di commercio di prodotti tipici e specialità gastronomiche.
Abbiamo il negozio nel centro storico di Lecce, dietro l’arco di Prato, nella vecchia Chiesa di S.Maria dei Veterani (una delle più vecchie chiese di tutta Lecce – tranquilli, è stata sconsacrata).
Una delle cose che mi sta portando via energie in questi giorni è proprio la preparazione del sito web del negozio, www.vetrana.it. L’ambizione vuole che sia pronto entro sabato. Non sarei troppo ottimista però.
Oltre al negozio fisico, facciamo anche commercio elettronico, attraverso il sito www.inari.it. Questo invece è già finito e funzionante, anche se ovviamente le migliorie non finiscono mai, senza dimenticare che altri prodotti sono ancora da caricare in catalogo.

Nel mentre, faccio anche, a part-time, il lavoro di amministratore di sistemi presso una società di Lecce (cogliete l’analogia tra i due lavori?). È un part-time alquanto flessibile: a volte vado in ufficio per un’ora, a volte resto bloccato per 8 ore (quando la sfiga decide di fissarmi negli occhi). Spesso, comunque, i miei interventi sono effettuati da remoto. Bella flessibilità: puoi sempre fare quel che vuoi, ma intervieni ad ogni problema nel giro di alcuni minuti, se non secondi! 🙂 Si, esatto: anche nei weekend, o di sera (un cliente ha avuto la forza di scrivermi alle 3 di notte, una volta. Alle 3 nella notte a cavallo tra un sabato e la domenica!!!).

Come disse Forrest Gump, dopo aver corso attraverso tutta gli Stati Uniti, “sono un po’ stanchino” 🙂

Eccoci qua

Come avevo promesso, in tempi brevi (rotfl) ho messo su il blog (wordpress + tema almost-spring).
Dunque, riassumendo, questo diventa a tutti gli effetti il mio sito personale ufficiale.
Diarizing continuerà a fare quello per cui era nato: il blog in inglese.
Questo non sarà solo un blog. Prevedo di usare la bella feature delle “pages”: post che non sono post, ma semplici pagine web, ovvero come andare avanti e indietro allo stesso tempo.

Piccolo avviso a tutti i bloggers che hanno gentilmente messo, sui loro blog, un link al mio diarizing.com. Se il vostro sito/blog è in italiano, vi prego di cambiare l’url. Se inglese o altro, lasciate il link a diarizing.com.

Olio di colza al posto del gasolio?

UPDATE: lascio il post, ma il tutto pare essere una bufala, come si vede sul sito di Paolo Attivissimo.

— — —

Trovo in rete quanto segue. Mi sembra un ottimo modo per inaugurare una sezione del blog in italiano. Questa categoria sara’ quindi un calderone di argomenti. L’unica cosa che terra’ assieme i vari post e’ appunto la lingua. (E ne approfitto per spostare un vecchio post in italiano – l’unico, finora, in italiano).

Quindi, se l’inglese non e’ il vostro forte (non che sia il mio…), potete usare direttamente l’url di questa categoria.

Finita la premessa, passiamo al pezzo. Sembra di Bebbe Grillo, ma non l’ho trovata sul suo blog. Se la firma dovesse risultare quindi “falsa”, modifichero’ di conseguenza.
UPDATE: ecco la smentita di Beppe Grillo.


La colza danneggia gravemente Siniscalco.

Prima di fare questo discorso occorre una piccola premessa. Quanto sto per dire danneggia gravemente il ministero delle finanze, inoltre e’ considerato “truffa” dallo stato. Se deciderete di mettere in atto quanto NON vi consiglio affatto di fare, quindi, sarete perseguibili e io ovviamente NON vi consiglio di farlo. VI spiego semplicemente e nel dettaglio cosa NON fare.

La premessa criminosa e’ la seguente: quando i motori diesel vennero ideati, non esisteva ancora il carburante che oggi noi definiamo “diesel”. Non esisteva perche’ non esistendo i motori diesel, nessuno (escluso il buon Diesel) si era mai chiesto con cosa farli camminare.

Quindi, i primi motori diesel furono concepiti avendo come combustibile degli olii vegetali, come l’olio di semi, l’olio di soia, l’olio di girasole, l’olio di semi vari, e cosi’ via. Si’, proprio cosi’, quelli che usate in casa per friggere.

La domanda e’: e i motori di oggi? La risposta e’ : idem. La stragrande maggioranza dei motori diesel (credo potreste avere dei problemi con quelli turbocompressi) e’ capace di bruciare uno qualsiasi degli olii che si usano in cucina, con l’eccezione dell’olio di oliva (dovreste prima surriscaldarlo, aspettare che decanti il residuo, e poi ossidare alcune sostanze facendoci gorgogliare dell’aria mentre bolle. Far passare dell’ossigeno dentro un combustibile liquido che bolle non e’ mai saggio, quindi non lo fate se non vi chiamate Enichem di cognome. Perdipiu’ il numero di esano e’ alto, quindi il botto lo sentirebbero molto lontano).

Comunque, la notizia che il Resto del Carlino dava oggi e’ la seguente. La gente, a quanto sembra , sta iniziando a scoprire l’olio di colza. L’olio di colza e’ un oliaccio di merda che le industrie usano per friggere su larga scala, e ha due vantaggi: il primo e’ che rovina il fegato molto lentamente , il secondo e’ che costa poco. Costa poco nel senso che all’ingrosso e nei discount il suo prezzo oscilla tra il 0.45 e i 0.65 euri/litro.

E quindi il Carlino dice che molta gente, “complice il tam tam su internet” inizia a prendere d’assalto i discount per comprare questo olio. Dopodiche’ lo si ficca nel motore.

Problemi tecnici? L’unico problema tecnico e’ che l’olio vegetale e’ leggermente piu’ denso degli altri, e quindi potrebbe dare dei problemi all’accensione. L’ideale sarebbe partire con il diesel petrolifero, e poi iniziare con l’olio di semi vari, o l’olio di colza. Questo significa che la cosa migliore da fare e’ testare sul vostro motore quale sia la percentuale massima di olio vegetale che potrete usare. Prima ne aggiungete il 10% e edete come va, poi il 20% e vedete come va, poi il 40% e vedete come va, eccetera.

LA cosa che dovrete verificare e’ come si comporta in accensione. I vecchi motori diesel, quelli non common-rail, quelli con le candelette di preriscaldamento per intenderci, NON hanno alcun problema e ci potrete cacciare dentro quanto olio vegetale volete. Quelli common rail invece vanno verificati come dicevo prima, aggiungendo lentamente percentuali sempre piu’ alte di olio vegetale.

Non sarebbe stranissimo se riusciste anche voi, come la maggior parte, ad aggirarvi sul 75% – 80%. L’olio di semi, l’olio di colza, possono costare anche 0.45-0.50 al litro. Il diesel…

Tutto qui, direte voi?
No, non e’ tutto qui. Perche’ lo stato considera questa cosa una truffa, cioe’ un reato. Se voi, cioe’, comprate legalissimamente un litro di olio di colza e anziche’ friggerci i calamari lo infilate nel serbatoio del vostro diesel per lo stato state compiendo un reato che e’ truffa, perche’ state evadendo la tassa che c’e’ sui carburanti.

Non importa il fatto che l’automobile sia VOSTRA e anche l’ olio sia VOSTRO e quindi ci fate quel che volete. Lo stato dice che nel momento in cui diventa carburante , qualsiasi cosa debba pagare delle accise. Quindi nel momento in cui io sbatto, che so, il resto del carlino nella stufa, sto compiendo una truffa perche’ il resto del carlino NON paga l’accisa sui carburanti ad uso domestico.

Allora, qual e’ il problema? Il problema e’ che il carlino vorrebbe dare la notizia, come la voglio dare io, mentre lo stato (che teme che la gente sappia come truffarlo) non vorrebbe. E cosi’, i giornalisti sono minacciati di denuncia, per istigazione a delinquere, qualora dicessero che tale operazione sia possibile, e che tale operazione sia vantaggiosa.

Quindi, mi adeguo.

Allora, con questa operazione il diesel lo pagate dai 0.45 ai 0.65 euri al litro. Siccome il diesel petrolifero , come e’ noto, costa MENO di cosi’, allora l’operazione e’ svantaggiosa.

Allo stesso modo, bruciare olio di colza inquina zero. Inquina zero perche’ siccome il bilancio chimico di una pianta e’ nullo, il CO2 che buttate nell’atmosfera e’ lo stesso che la pianta ha assorbito per crescere, e il bilancio per il pianeta e’ nullo. Le misurazioni poi mostrano come il tasso di zolfo sia pressoche’ nullo, e le polveri sottili siano la meta’ del diesel petrolifero. Siccome inquinare e’ BELLO, allora ovviamente (in ottemperanza alle leggi vigenti) devo dirvi che usare l’olio di colza e’ SBAGLIATO perche’ rispetta l’ambiente, cosa che , come sappiamo tutti, non e’ giusto fare.

Come se non bastasse, l’olio di colza ha un numero di esano leggermente (il 3%) migliore rispetto al diesel petrolifero, ovvero il vostro motore non solo durera’ di piu’, ma avra’ una resa migliore e brucera’ meno combustibile. E questo, come ci insegnano le vigenti leggi, e’ MALE, perche’ dire il contrario sarebbe istigare alla truffa.

La stessa cosa vale per l’olio di canapa, che e’ ancora migliore rispetto ai precedenti due. Errata corrige: trattandosi di truffa contro lo stato, e’ ancora PEGGIORE. Sporca di meno, mentre noi tutti sappiamo che inquinare e’ BELLO, rende di piu’, e non c’e’ bisogno che vi elenchi le insidie del risparmo (pratica immonda e scellerata) e, come se non bastasse, e’ una sonora mazzata nei coglioni a Siniscalco, la persona in italia le cui gonadi stanno piu’ a cuore a tutti noi. Guardatelo: i suoi occhioni profondi, quello sguardo languido e sensuale, l’espressione viva e intelligente: come pensate di dare un dispiacere ad un “piezz’e’core” del genere?

Quindi, vi esorto a NON piegarvi a queste diaboliche pratiche consistenti nel risparmiare (vade retro, satana!) soldi mettendo (coprite gli occhi alle vostre figlie) olio di colza nel serbatoio della vostra automobile diesel (che Siniscalco mi perdoni, l’ho detto!), risparmiando per di piu’ di inquinare il pianeta (che come sappiamo invece necessita di dosi crescenti di inquinamento.

La colza danneggia gravemente Siniscalco.
Aut min conc.
Fate finta che ci sia anche un bell rettangolo color nero “annuncio funerario” attorno, come nelle sigarette.

Come mai dico questo? Dico questo non perche’ sia una novita’, ma perche’ e’ una di quelle notizie che non si dovrebbero far circolare, e che sui giornali non trovano spazio. Motivo evidente: contate il numero di pubblicita’ di aziende che fanno carburanti, e il numero di pubblicita’ di aziende che fanno olio vegetale, e scoprirete il perche’.

Siccome in USA c’e’ un dibattito sul potere dei blog, mi piacerebbe fare un test: vedere quanto si diffonde una notizia (sebbene gia’ nota a molti) in barba alla censura industriale che vige sui giornali, e che usa il ricatto “non faccio piu’ pubblicita’ sul tuo giornale se non dici cosa voglio io”.

Quindi, se vi va, e avete un blog, replicate o linkate questo articolo, o dite le stesse cose con parole vostre. Non so perche’, ma a me Siniscalco non fa tanto sesso.

In generale, comunque, oltre all’olio di colza e a quello di canapa che sono gli ideali, vanno bene anche l’olio di semi di girasole, quello di semi vari, quello di mais. L’unica discriminante e’ il costo al litro, il che esclude l’olio di oliva, oltre ai problemi legati alla densita’.


Gestionale open source

Stavo disperatamente cercando un software gestionale che funzionasse sotto linux, e nessuna delle soluzioni trovate era soddisfacente. Non mi andava bene sql-ledger, perche’ completamente privo della gestione magazzino (nonche’ per il fatto di essere scritto in perl – fatto di per se’ sufficiente a farmi odiare un software). Non mi poteva andare bene compiere, per il semplice fatto di aver bisogno di oracle come database (dicono che stanno pensando di renderlo compatibile con postgresql, ma intanto…). Allo stesso modo non mi andavano bene le altre possibili soluzioni che sono riuscito a trovare in giro.

Finche’ non ho trovato phasis.
Questo gestionale open source e’ particolarmente orientato alle PMI. E’ scritto in python (enorme valore aggiunto per un python evangelist come me 😉 ) e usa wxpython come interfaccia grafica. Il database usato e’ sqlite (ma funziona anche con mysql).

Necessita sicuramente ancora di una “aggiustatina”, ma si presenta gia’ come un buon prodotto, e sta crescendo la comunita’ che sta alle spalle. Comunita’ che ha bisogno della collaborazione del maggior numero possibile di persone, sia per lo sviluppo del codice vero e proprio, sia per la scrittura della documentazione, sia per il testing. Questo non e’ dunque un appello rivolto unicamente a chi programma in python, ma a chiunque possa avere interesse ad avere finalmente un ottimo software gestionale opensource usabile sia su linux sia su windows (e anche su mac, in realta’).

Il sito ufficiale di phasis e’ www.phasis.it, mentre qui si trova il sito di supporto, con forum, bugtracking, wiki, mailing list e cvs.