Trovare nuovi amici su Facebook

Spesso mi capita di sentirmi porre questa domanda: “ma come fai ad avere tanti amici su Facebook?” (in realtà, al posto del termine “amici” il più usato è “gnocca”, nda). Premesso che la lista di amici andrebbe vista al netto di fake e utenti inattivi, e a quel punto sono sicuro che la domanda mi verrebbe posta con minor frequenza, ho deciso di scrivere questo post per dare risposta a tutti (soprattutto a quelli che non me l’hanno – ancora? – chiesto).

Se cercate in giro informazioni su come trovare nuovi amici su Facebook, vedrete che i consigli sono sempre questi:

  • cercare tra gli amici degli amici
  • iscriversi a gruppi e fan page per trovare persone con interessi in comune
  • seguire i suggerimenti di Facebook stesso

Nessuno dei tre metodi però mi attira particolarmente, perché:

  • nel primo caso, non è affatto detto che trovi qualcuno, e anche se succede, dopo aver sfogliato pagine e pagine di amici, potrei al massimo inviare una richiesta di amicizia ad una persona ancora totalmente sconosciuta
  • nel secondo caso, il fatto di condividere un interesse non significa certo trovare l’anima gemella
  • i suggerimenti danno ogni tanto indicazioni utili, ma se avete guardato nel tempo i suggerimenti avrete visto che “ci prendono” solo in pochi casi, soprattutto quando le vostre amicizie su Facebook sono variegate

[Per saperne di più…]

Google & You

Scrivo questo post con un piccolo senso di colpa, perché era il 1 settembre che avevo detto a Filippo “Leggo e ti faccio sapere”. Ancora oggi, non ho finito! Ok, premesso questo, vediamo di che sto parlando 🙂

Quel giorno, infatti, Filippo Ronco (fondatore di Tigullio vino, Vinix e Vinoclic – e forse pure altro, ma già questi tre siti sono sufficienti per mettergli una medaglia al petto) ha annunciato (su Vinix, ovviamente) il suo libro sul posizionamento sui motori di ricerca intitolato “Google & You“. Filippo ha una notevole esperienza sul web (i siti citati prima sono sufficienti), e come si può ben capire, per chi non lo conoscesse, è molto attivo nel mondo dell’enogastronomia. Questo libro, che lui definisce più simile ad un manualino, può essere di enorme aiuto per tutti coloro che hanno un sito web e vogliono migliorare il posizionamento sui motori (Google in testa, visto che Google è di gran lunga il più usato motore di ricerca in Italia).

Filippo non è un SEO (ed infatti se un SEO decide di leggere questo libro trova sicuramente qualche dettaglio migliorabile: ad esempio, io avrei dato meno enfasi al Pagerank). Ma il risultato del suo lavoro è ottimo, forse anche proprio per non essere stato scritto da un SEO. Infatti, non è rivolto a chi lavora con i motori di ricerca, ma contiene una miridade di informazioni utili ad uso e consumo dei proprietari di siti web. Anche per il background di Filippo, questo sito è un must read per tutti coloro che hanno un sito web nel settore enogastronomico (un blog, il sito di una cantina vinicola, un produttore d’olio extravergine, etc).

A dimostrazione che il libro, lungo circa 120 pagine, è pieno di informazioni (a tal punto da richiedere un po’ di tempo per metabolizzarne i concetti) c’è il fatto che io stesso, come detto ad apertura di post, non sono riuscito ancora a finirlo (diciamo che ne ho letti 2/3). Ma conoscendo i miei ritmi di lettura, avrei rischiato di scrivere questo post tra due anni 🙂

Il libro è su Lulu e può essere acquistato in versione cartacea oppure scaricato gratuitamente (chiaro che una donazione è sempre ben accetta, come segno di ringraziamento. Se pensate che può farvi risparmiare un sacco di soldi per una consulenza SEO… 😉 ).

Se avete un sito web dovreste quindi leggere Google & You (ammetto due eccezioni: chi fa SEO – ammesso lo faccia bene – e chi ha un sito inutile).

Tutti hanno bisogno di un SEO

La discussione nata nel post Maledetti SEO sul blog di Html.it, che prende spunto dal rant di Derek Powazek (che personalmente potrei capire soltanto qualora un SEO lo abbia stuprato dopo averlo drogato), riporta a galla i soliti dibattiti sulla figura del SEO.

Per inciso: in un mondo perfetto, Derek Powazek potrebbe pure avere parzialmente ragione. Ma leggete i giornali, guardate fuori dalla finestra, etc… e poi ditemi se questo vi sembra un mondo perfetto 😉 In ogni caso, Danny Sullivan ha prontamente scritto una risposta al post di cui sopra, in cui spiega con esempi concreti perché il SEO è una figura utile. Se riuscite, leggetelo.

Ora, io non so se certe opinioni derivano dai vecchi tempi in cui si faceva keyword stuffing nei meta tag (nel caso, mi sento innocente: all’epoca al massimo facevo il sistemista…) per posizionare i siti sui motori di ricerca (erano i tempi di Altavista, per intenderci…). Certo è che la reputazione della categoria professionale è troppo spesso scadente. Chiaramente ci sono casi (quantitativamente parlando: troppi, per i miei gusti) che influiscono sulla pessima reputazione, ma quella gentaglia lì chiamiamola spammer, non SEO. Eccheccazzo!

Ci sono molti commenti interessanti in un vecchio post in cui chiedevo ai miei 25 lettori chi fosse, nella loro opinione, il SEO. Vi invito a leggerli tutti, perché danno una panoramica completa della situazione, che a due anni di distanza non è cambiata molto. E così, anche oggi c’è chi crede che fare SEO sia smanacciare con meta tag ed altre cazzate simili, e chi invece, allora come oggi, sa che fare SEO è molto più.

Ma veniamo al titolo di questo post: tutti hanno bisogno di un SEO.

Innanzitutto, è proprio così? Mah, in realtà no: possiamo escludere chi – con una approssimativa definizione – ha un sito web senza alcuna funzione sociale e/o economica. Chi invece ha un sito web con un qualche scopo, ha bisogno di un SEO. E per assurdo che possa sembrare, invece, può tranquillamente aver bisogno di un SEO persino chi un sito non ce l’ha!

Fondamentalmente tutti hanno bisogno di un SEO perché dai motori di ricerca passa un’enorme mole di traffico. Ma non è traffico qualsiasi, è traffico qualificato, generato da persone che hanno un bisogno e stanno cercando attivamente di soddisfarlo. Essere posizionati sui motori di ricerca significa poter essere il sito che soddisferà quel bisogno. Se a voi sembra poco…

Casomai il punto è su quanto bisogno ci sia di un SEO. Ci può essere il caso in cui il SEO sia chiamato a formare le persone incaricate di gestire il sito (nei suoi vari aspetti: l’ottimizzazione dell’applicazione, l’ottimizzazione dei testi, etc), e ci può essere il caso in il SEO debba fare tutta l’attività. E – ça va sans dire – oltre a queste due possibilità, c’è un’infinità di altre necessità che il SEO può soddisfare. L’unica cosa sicura è che, se avete un sito web, avete bisogno di SEO. Ed intendo SEO, non spammer.

Ha bisogno di un SEO (ma ovviamente non lo sa) persino il blogger che pastrocchia con le categorie, i tag e che, ad un certo punto, decide pure di cambiare l’indirizzo del feed senza preoccuparsi di fare quel redirect che gli consentirebbe di non perdere tutti i lettori che aveva fidelizzato nel tempo (e non credete che stia parlando puramente in astratto: il mio feed reader è tutt’ora pieno di feed non più aggiornati, solo perché l’url è cambiato… il blog va avanti, ma io lettore non lo so. Come ovvia conseguenza, non seguo più – per errore del blogger – quel blog!).

Search Marketing Arena

Capisco che oggi tutti stiano parlando di Google Wave, ma un po’ perché senza invito un po’ perché in fondo mi occupo di search marketing, un’altra novità mi ha interessato di più. Ho appreso infatti da Simone Carletti aka weppos della nascita di Search Marketing Arena, progetto nato in collaborazione con Simone Rinzivilli aka rinzi.

In cosa consiste brevemente Search Marketing Arena lo spiega bene proprio Rinzi:

Search Marketing Arena è una novità assoluta tra le community dedicate al Searh Marketing. Una piattaforma che scardina i vecchi concetti di forum, wiki e blog, per prenderne il meglio ed unirlo in un unico luogo di discussione e collaborazione.

Avvertenza: trattasi di progetto internazionale, quindi la lingua usata è l’inglese 😉

Ovviamente mi sono prontamente iscritto (questa è la mia pagina). L’idea mi sembra notevole e spero veramente che prenda piede.

In bocca al lupo ai creatori!

Alcune modifiche a questo blog

Come qualcuno avrà notato, c’è qualche cambiamento in atto su questo blog.

Per esempio, ora è presente una pagina contenente i miei contatti. So che sembra strano, ma finora non c’era. E non per dimenticanza, intendiamoci. Ma perché finora non avevo motivo per farmi contattare tramite questo sito. C’era un link al mio profilo su Facebook, c’era un link al mio profilo su Linkedin, ed altre informazioni – per i più smaliziati – si potevano semplicemente reperire tramite il whois. Ma se non c’era un contatto esplicito qui era per scelta. Così come è per scelta che ora invece sono presenti anche ulteriori informazioni (qualcuno li guarda i footer, vero?).

Altro cambiamento è relativo al tema usato: sono passato a simpleX. Perché? Fondamentalmente, perché avevo voglia di cambiare. Ci sono ovviamente anche dettagli minori che mi hanno spinto a cambiare tema e a scegliere questo, ma niente di che.

Già che c’ero, ho voluto provare a vedere cosa potevo fare per rendere il blog più facilmente leggibile tramite dispositivo mobile. Non che questo blog riceva molte visite da mobile, per carità. Ma volevo provare, e questo mi sembra il posto migliore dove fare alcuni test. Così, se ora ti colleghi con cellulare/smartphone/palmare, dovresti (condizionale d’obbligo, tra poco si capirà il perché) vedere una versione molto più leggera.
WordPress Mobile Edition: questo è il nome del plugin (+ relativo theme) che sto usando per facilitare la navigazione via mobile. Il meccanismo è abbastanza semplice: il plugin verifica lo user agent del browser, e se rientra nella lista (modificabile) degli user agent usati dai dispositivi mobili, visualizza la versione light. Non ho ancora guardato a fondo il plugin (anzi, quasi per niente), ma sono fiducioso che sia possibile aggiungere un link alla versione mobile. Nel frattempo, se siete curiosi di vedere come si vede questo blog in versione mobile, potete cambiare lo user agent del vostro browser (hint: user agent switcher). Oppure, ovviamente, visitare Stefanogorgoni.com con il vostro dispositivo mobile 😛 ).

Altre modifiche ovviamente seguiranno, ma è chiaro che non significa necessariamente che le segnalerò. In realtà, volevo solo una scusa per parlare del wordpress mobile plugin, oltre che segnalare a chi mi legge via feed senza mai visitare il sito che qualche cambiamento sta avvenendo. Quello che però forse più interesserà i miei 25 lettori è che forse – ripeto: forse – scriverò da queste parti con maggior frequenza.

Fetch as Googlebot e Malware details

Come annunciato ieri su Google Webmaster Central Blog, è ora disponibile in Webmaster Tools un nuovo tab, Labs, che contiene nuovi strumenti, anche se non ancora pienamente testati e quindi soggetti a possibili errori. I primi due sono “Fetch as Googlebot” e “Malware details”, che danno alcune informazioni utili in più.

I nomi dei due strumenti sono alquanto esplicativi: il primo mostra esattamente come Googlebot vede le pagine del nostro sito (tutto il codice html), mentre l’altro dà dettagli maggiori della semplice notifica su eventuali malware presenti nelle nostre pagine web (non posso certo dire che mi dispiaccia non avere modo di vedere come e cosa lo strumento ci dice di preciso 😛 ).

Stare al passo con i tempi

Due anni fa scrivevo dell’usabilità del sito dello IAB Forum. Oggi torno a parlare di IAB Forum (giusto perché ho appena deciso che sarò a Milano il 3 novembre. Il 4 non potrò esserci per ovvi motivi. Eppure giuro che non c’è da parte mia alcun accanimento, forse solo un’aspettativa maggiore rispetto alla media.

Ad ogni modo, veniamo a noi. Ero curioso di vedere chi tra i miei conoscenti avrei potuto incontrare il 3 novembre, ed il primo immediato pensiero è stato “vediamo gli iscritti all’evento su Facebook”. Il risultato è questo:
IAB Forum - L'evento su Facebook

Finalmente qualcosa di interessante sul social marketing

Chi mi conosce meglio sa quale considerazione abbia per le mode del momento. Qualcuno potrebbe anche ricordare termini volgari che ho associato a quella cosa chiamata Second Life (ah, ve l’eravate dimenticato, eh?!). In quest’ultimo periodo, la parola magica è social marketing (per fortuna ho notato un calo nell’uso del termine “2.0”). E tutti si fanno la pagina su Facebook (oddio, ci sono ancora tanti che fanno un profilo su Facebook per una attività commerciale…), gli account twitter spuntano come funghi, etc.

Può andar bene, intendiamoci. Ma sarebbe bene, prima, sapere perché si decide di avviare una attività sui social media. Troppo spesso, ahimé, la risposta è “perché lo fan tutti” (se non peggio).

Se stai pensando di avviare una attività di questo tipo, ti consiglio di leggere il post Quali obiettivi di business perseguire con le attività di social media marketing? scritto dalla amica (ed eccellente professionista!) Daniela Trifone. Si tratta di un ottimo articolo, che spiega con esempi concreti cosa è possibile fare, come e soprattutto perché.

SEO Birra a Torino

La prossima SEO Birra si svolgerà a Torino sabato 24 ottobre. Ci sono tanti ottimi motivi per partecipare a questa edizione.

Le informazioni su come arrivare e sui locali presso cui si svolgerà la SEO Birra (per aperitivo e cena) sono tutte in questa pagina.

Ci vediamo lì?

SEO Birra a Lecce il 5 settembre 2009

Sabato 5 settembre si terrà la seconda SEO Birra, informale evento itinerante in cui si chiacchera di SEO e SEM. L’idea di rendere questo evento itinerante è ottima, e quella di fare la seconda tappa (dopo la prima a Milano) al sud (in questo caso, appunto, Lecce) ancora migliore. Quasi tutti gli eventi vengono infatti svolti al nord (leggi: Milano), rendendo la partecipazione molto complicata per tutti quelli che vivono al sud.

Curiosità a carattere personale: mi trovo da un mesetto a Verona e tornerò a Lecce quasi apposta per la SEO Birra 🙂

Se non l’avete già fatto, prendete un biglietto aereo (Ryanair, per esempio, vola a Brindisi da Orio al Serio, Bologna e Pisa) ed un b&b a Lecce, e preparatevi a passare un weekend di relax & SEO. E se avete bisogno di un incentivo in più, leggete il menù che ci aspetta 😉