Nuove linee guida per i Google Local Business Listing

Una delle cose che rendono più affascinante al momento studiare il local SEO è che i cambiamenti sono repentini. Per dire, non ho fatto in tempo a pubblicare la mia guida sul posizionamento nelle Google Maps che sono cambiate le linee guida, con alcune modifiche di particolare interesse. Per fortuna non sono stato tanto ingenuo da ritenere quella guida una versione definitiva; appena avrò tempo, inizierò ad ampliarla/migliorarla/aggiornarla.

Su Blumenthals (per inciso, uno dei migliori blog sul local search) è stata pubblicata una tabella comparativa tra vecchie e nuove guidelines.

La modifica più grossa è probabilmente quella legata al nome dell’attività inserita su Google Maps. Se infatti prima le linee guida chiedevano di usare il nome usato nel mondo offline (e quindi, in pratica, veniva semplicemente detto di non fare keyword stuffing nel nome), ora è richiesto che venga usato esattamente il nome legale dell’azienda.

Insomma, per fare un esempio concreto, una eventuale scheda locale della “Chicco” non dovrebbe usare quel nome ma “Artsana S.p.a.”. Questo esempio dovrebbe spiegare bene perché sono nate parecchie discussioni (giustamente polemiche, a mio giudizio) su questa specifica modifica.

Pur capendo l’obiettivo di questa novità, ovvero ridurre lo spam, non credo che con questa mossa Google possa migliorare l’esperienza dei propri utenti. Pensate ad esempio ad una ricerca per un hotel in una qualche città. Dubito che la ragione sociale di ognuno degli hotel sia corrispondente al nome con il quale l’hotel è conosciuto. Di conseguenza, i risultati risulterebbero di difficile comprensione. Di più, per quelle SERP che seguo nel settore, sono rarissimi i casi in cui il nome legale dell’azienda sarebbero di una qualche utilità all’utente che si ritrovasse davanti a quella SERP.

Se l’intenzione è quella di ridurre lo spam nei nomi delle aziende, è sufficiente togliere (tutto?) il peso dato a quel singolo fattore.

[UPDATE] Mattia nei commenti fa notare che il punto contestato delle linee guida è stato ripristinato alla versione precedente da Google LBL. Tutto è bene quel che finisce bene 🙂

Commenti

  1. Anche a mio avviso tale modifica è una forte limitazione all’esperienza dell’utente. Chi cerca “Chicco” probabilmente non ne conosce la ragione sociale “Artsana” e ignorerà il risultato.
    Questo cambiamento rischia di penalizzare fortemente l’utilità del servizio.

  2. Scelta veramente discutibile quella relativa al nome legale dell’azienda.

    Peccato poi che nelle nuove linee guida http://www.google.com/support/places/bin/answer.py?hl=en&answer=107528&rd=1 non venga spiegato cosa succederà alle schede precedentemente inserite nel caso non sia in regola, anche se il link “Request Reinclusion if your Local Business Center account has been suspended.”, non promette nulla di buono.

    Sarà il caso di portarsi avanti e adeguare al volo le vecchie schede alle nuove linee guida.

  3. Pare che la frase incriminata:

    “The business name on Google Maps must be your full legal business name.”

    Sia appena stata riportata alla vecchia versione:

    “Represent your business exactly as it appears in the offline world. The name on Google Maps should match the business name, as should the address, phone number and website.”

    Mentre gli altri aggiornamenti sono rimasti: http://www.google.com/support/places/bin/answer.py?hl=en&answer=107528&rd=1

    Meglio così 😉

  4. Bellissimo articolo.. ottima segnalazione. un grazie all’autore

  5. Mah. Non ti spiega nemmeno se ci sono penalità oppure no. Navigando sulle mappe il Keyword stuffing pare sia accettato, se non pompato al max.
    Es. sembra che un ristorante che si chiama Ristorante pesce Roma non sia accettato, ma Ristorante Mario, anzichè semplicemente mario, o addirittura come tu hai specificato Mario S.r.l, sia accettato.
    Perciò non vedo omogeneità nei giudizi, nè tantomeno linee guida più specifiche o aiuti a capire i VERI limiti che G. ci dà.
    Molta perplessità rimane, e siamo a Ottobre 2010…

  6. Non sarebbe mai rimasta in piedi un’iniziativa simile, anche perchè, a mio avviso, priva di reali benefici e, come specificato, nel post deleteria per la maggior parte delle realtà aziendali.

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